giovedì 6 febbraio 2020

Review Party: "La confraternita degli storici curiosi" (The Chronicles of St Mary's #1) di Jodi Taylor

Buongiorno lettori,
oggi sono qui con la recensione di un libro che desideravo tantissimo leggere fin da quando avevo visto su Amazon che sarebbe uscito. Si tratta de "La confraternita degli storici curiosi" di Jodi Taylor, che troviamo proprio da oggi in libreria.
Ringrazio la Corbaccio per avermi dato la possibilità di leggere questo libro in anteprima e vi ricordo che trovate nel banner qui sotto tutti gli altri blog partecipanti all'evento.


Titolo: La confraternita degli storici curiosi
Serie: The Chronicles of St. Mary's
Autrice: Jodi Taylor
Editore: Corbaccio
Pagine: 377
Prezzo: €18,60 (cartaceo) - €9,99 (ebook)
Dove acquistarloAmazon
Data di uscita: 6 febbraio 2020

Dietro la facciata apparentemente innocua dell'Istituto di ricerche storiche Saint Mary, si nasconde ben altro genere di lavoro accademico. Guai, però, a parlare di «viaggio nel tempo»: gli storici che lo compiono preferiscono dire che «studiano i maggiori accadimenti nell'epoca in cui sono avvenuti». E, quanto a loro, non pensate che siano solo dei tipi un po' eccentrici: a ben vedere, se li si osserva mentre rimbalzano da un'epoca all'altra, li si potrebbe considerare involontarie calamite-attira-disastri. La prima cosa che imparerete sul lavoro che si svolge al Saint Mary è che al minimo passo falso la storia vi si rivolterà contro, a volte in modo assai sgradevole. Con una vena di ironia, la giovane e intraprendente storica Madeleine Maxwell racconta le caotiche avventure del Saint Mary e dei suoi protagonisti: il direttore Bairstow, il capo Leon Farrell, Markham e tanti altri ancora, che viaggiano nel tempo, salvano il Saint Mary (spesso - anzi sempre - per il rotto della cuffia) e affrontano una banda di pericolosi terroristi della Storia, il tutto senza trascurare mai l'ora del tè. Dalla Londra dell'undicesimo secolo alla prima guerra mondiale, dal Cretaceo alla distruzione della Biblioteca di Alessandria, una cosa è certa: ovunque vadano quelli del Saint Mary, scoppierà il finimondo.

Come ben sapete, se mi seguite da un po', sono un'amante dei fantasy, degli young adult e dei gialli, più di ogni altro genere. E poi ci sono libri come questo, che riescono a conquistarmi a suon di risate. 
Non saprei come definire questo libro, se un fantasy o un romanzo di fantascienza, sicuramente ha dei tratti ironici
Il romanzo inizia raccontandoci della dottoressa Madeleine Maxwell, "Max", laureata in storia e archeologia, che fa un colloquio di lavoro all'Istituto di ricerche storiche Saint Mary. Fin da subito Max sente che c'è qualcosa di strano, poichè tutti vengono messi al corrente della sua condizione di "prima del colloquio", come se ci fosse qualcosa che non dovesse sapere. E subito appare chiaro quale sia la verità: il Saint Mary fa ricerche storiche, ma direttamente nella Storia. I viaggi nel tempo sono possibili e vengono utilizzati per verificare le conoscenze storiche, analizzare i fatti e imparare qualcosa su fatti che ancora non hanno una spiegazione. 
Max afferra l'occasione al volo e decide di accettare l'offerta del Boss, il direttore Bairstow. Non si tratta di un'assunzione vera e propria, poichè sono molti quelli che aspirano al posto di storico, così ci sarà una specie di corso con selezione finale. 
L'assurdità del Saint Mary e dei suoi personaggi è così grande che non si può non amarli, sono così fuori di testa da causare problemi ovunque si trovino e, sorpresa, anche Max sembra portare con sè una buona dose di guai. 
Un po' come i padroni finiscono per somigliare ai loro cani, al Saint Mary i corsisti finivano per somigliare all'istituto.
Photo by @aronvisuals
Esistono molti libri che raccontano dei viaggi nel tempo e non sono mai riusciti però a interessarmi più di tanto, l'unica trilogia che mi ha conquistato sull'argomento è stata quella delle gemme di Kerstin Gier. Ebbene, questo libro mi ha fatto amare i viaggi nel tempo, forse perchè lo affronta in maniera semplice e non si perde in tecnicismi vari o in approfondimenti estremi sulla storia (anche se io adoro la storia). 
Sicuramente l'ambiente principale che viviamo è il Saint Mary, un'istituto che diventa la casa della protagonista e di tutti gli altri personaggi della storia. Essendo comunque un istituto di ricerca, dovrebbe essere un ambiente serio, invece è esattamente il contrario: una gabbia di matti. L'ambiente di lavoro perfetto se anche tu sei una persona controcorrente e anticonvenzionale. Pure io vorrei lavorare al Saint Mary, anche solo come addetta alle pulizie, sicuramente mi farei un sacco di risate.
Sì, perchè sono proprio le risate che vi conquisteranno. Questo libro è divertimento allo stato puro. I personaggi sono così strani, così come Max, la protagonista, che metà delle cose che escono dalla loro bocca vi farà morire dal ridere.
Sembra una principessa di Walt Disney. Forse beve il sangue dei corsisti.
Vorrei poter dire che la più strana di tutte è Max, ma mentirei. 
Eppure Max, la protagonista, è sicuramente anticonvenzionale. E' una ragazza giovane laureata in storia antica e archeologia, che ha viaggiato per il mondo alla ricerca di reperti storici e quasi per caso si ritrova al St. Mary. Ha un passato difficile alle spalle, ma non si è mai data per vinta, poichè ha imparato fin da piccola a contare solo su sè stessa e sulle sue capacità. E proprio questo fa di lei un personaggio ideale da inserire nel gruppo di lavoro dell'istituto. 
Istituto composto da diversi reparti: il dipartimento di storia (di cui fa parte anche Max), il reparto tecnico, il reparto di sicurezza, il dipartimento di ricerca e sviluppo, l'ufficio IT e l'infermeria. 
Ci verranno presentati tutti i membri dei diversi reparti e apprezzeremo ognuno di loro singolarmente, così come in gruppo. E' proprio la loro forza quando sono insieme e il legame che si crea all'interno dell'Istituto la parte che maggiormente mi è piaciuto, senza contare le frecciatine che non fanno altro che lanciarsi, dalla mattina alla sera. 

Photo by @v2osk
L'autrice è stata geniale, perchè alleggerendo la lettura con le battute non ci rende il libro pesante e il fatto che la legge di Murphy abbia sempre la meglio sui protagonisti non fa altro che invogliare il lettore a vedere cosa andrà storto. 
In questo libro troverete di tutto: viaggi nel tempo, ironia, romance, spionaggio, storia e anche qualche indagine. Si può desiderare di più? Non penso.
Mi rendo conto che forse non è un capolavoro della letteratura moderna, ma è una lettura coinvolgente e credo che la freschezza e il suo non "prendersi sul serio" sia esattamente ciò che fa di questo romanzo una lettura adatta a tutti. Probabilmente avrà dei difetti, ma personalmente non ne ho trovati. 
Sì, se non si fosse capito, l'ho amato profondamente. 
Notiziona del giorno: le avventure di Max e del St. Mary non terminano con questo romanzo, anzi, sono appena cominciate! Esatto, questo è il primo volume di una serie che finora conta undici volumi più tantissime novelle. Sto pregando perchè la Corbaccio continui a tradurre questa serie, poichè mi troverà in prima fila. 
Voto: 5 stelle.

mercoledì 5 febbraio 2020

Review Tour: "Il diritto di opporsi" di Bryan Stevenson

Buongiorno lettori.
Oggi sono qui a parlarvi di un libro che mia fortemente scosso e che consiglio a tutti di leggere, a prescindere da qualsiasi sia il vostro pensiero sulla pena di morte.
Si tratta di "Il diritto di opporsi" di Bryan Stevenson, che trovate anche nelle sale cinematografiche dal 30 gennaio.
Ringrazio fortemente la Fazi per avermi dato l'opportunità di leggere questo volume inviandomi una copia omaggio.
Qui sotto trovate tutte le date e i blog che parleranno del volume. 


Titolo: Il diritto di opporsi. Una storia di giustizia e redenzione
Autore: Bryan Stevenson
Editore: Fazi Editore
Pagine: 446
Prezzo: €16,00 (cartaceo) - €7,99 (ebook)
Dove acquistarlo: Amazon
Data di uscita: 30 gennaio 2020

Bryan Stevenson era un giovane avvocato da poco laureatosi a Harvard quando decise di trasferirsi a Montgomery, in Alabama, e fondare la Equal Justice Initiative, un'organizzazione senza scopo di lucro impegnata a porre fine all'incarcerazione di massa e alle pene estreme, a sfidare l'ingiustizia razziale ed economica e a proteggere i diritti umani fondamentali delle persone più deboli e vulnerabili. Al resoconto della sua formazione Stevenson intreccia le storie delle persone che ha difeso e che lo hanno condotto in un groviglio di cospirazioni, macchinazioni politiche, inganni legali e razzismo diffuso, modificando profondamente la sua concezione della giustizia. Tra i vari casi spicca quello di Walter McMillian, un afroamericano condannato a morte per l'omicidio di una ragazza bianca, nonostante innumerevoli prove dimostrassero la sua innocenza. "Il diritto di opporsi" è una testimonianza del coraggio, della perseveranza e dell'umanità necessarie a perseguire una giustizia più equa, ma anche una struggente denuncia contro la pena di morte.

Questo libro parla di violenze, razzismo e ingiustizia. Ci racconta come il sistema legale non sia perfetto e di come esistano persone che fanno di tutto per aiutare chi ormai non ha più alcuna speranza; chi, come viene detto nel libro, ferma le pietre con le mani. 
Questo volume è un'autobiografia che contiene al suo interno diverse biografie. Bryan Stevens ci racconta di come, fin da quando era solo un giovane avvocato appena laureato, ha lottato senza mai fermarsi contro le ingiustizie del sistema giudiziario. 
Fonda la Equal Justice Initiative, un'organizzazione no-profit che si occupa di fornire assistenza legale ai detenuti che sono stati condannati ingiustamente, spesso con processi farsa o comunque ai quali è stata assegnata una pena non commisurata al reato commesso. 
L'autore ci racconta di diversi suoi casi, ma uno in particolare segue per tutto il romanzo, quello di Walter McMillan, accusato ingiustamente di omicidio e condannato alla pena di morte. Walter è un uomo nero che, secondo il pubblico ministero, avrebbe assassinato una donna bianca. Ci sono testimoni oculari del crimine e altre persone giureranno alla sbarra di averlo visto vicino alla zona dell'omicidio. E' chiaro fin da subito che Walter è innocente: i testimoni oculari sono tutti stati corrotti, con le buone o con le cattive e non c'è alcun tipo di prova che implichi l'uomo nel delitto. Come se non bastasse Walter ha anche un'alibi più che valido per l'ora dell'omicidio, ma niente di tutto ciò sembra essere stato ascoltato dal giudice e dalla giuria in tribunale. 
Walter si rivolge all'organizzazione di Bryan per chiedere aiuto, poichè la data per la sua esecuzione è stata stabilita da lì ad un anno. Walter non vuole morire, ma soprattutto vuole che tutti sappiano la verità: lui non ha ucciso nessuno. Bryan e la sua équipe faranno di tutto per aiutarlo, parlando con chiunque possa dare loro una testimonianza o un indizio. Eppure qualcuno non vuole che Walter sia scarcerato, tanto che non mancheranno le minacce.
Il caso McMillan non è l'unico che l'autore ci racconta, ma ci sono altre decine e decine di persone che chiederanno a Bryan Stevenson il suo aiuto, per una condanna più equa o per la scarcerazione. 
Abbiamo bisogno di più speranza. Abbiamo bisogno di più pietà. Abbiamo bisogno di più giustizia.
Questo libro è un pugno nello stomaco. Il romanzo racconta la storia dell'autore nel corso di oltre venticinque anni e ci vengono narrati numerosi casi di ingiustizia penale, dove Stevenson ci enuncia anche delle statistiche inquietanti relativamente ai detenuti. 
Ragazzini di tredici anni condannati alla pena di morte o all'ergastolo. Donne nere o bianche, di estrazione sociale molto bassa, condannate alla prigione a vita senza alcun motivo. Appare chiaro come la povertà e/o il fatto di essere afroamericano sia la "prova" della colpevolezza. Non viene tenuto conto dei traumi psicologici o delle disabilità mentali di molti accusati. Sembra scontato il fatto che una volta che si è davanti al giudice si sarà comunque condannati. 
Il sistema giudiziario, soprattutto un paio di decenni fa, era palesemente razzista e il giudice sembrava dare la pena di morte come si regalano le caramelle ad un bambino. Non si tenevano conto delle prove, nè della tipologia di crimine commesso. 
La Yellow Mama (nome dato alla sedia elettrica dai detenuti) ha visto tante persone sedute sopra di sè e lei non fa distinzione, uccide tutti. E tutti sono terrorizzati da lei, dall'idea di essere folgorati a morte, dall'odore di carne bruciata che si diffonde nella prigione quando viene azionata. Non importa se sei colpevole o innocente, davanti alla Yellow Mama tutti sono uguali, per la prima volta.
"Mi sento come se avessero messo anche me nel braccio della morte. Come facciamo a dire ai nostri figli di stare alla larga dai guai, se poi nonostante tu te ne stia a casa tua a farti gli affari tuoi, circondato dalla tua famiglia, loro ti accusano lo stesso di un omicidio che non hai commesso e ti spediscono nel braccio della morte?"
E' assolutamente sconvolgente leggere le testimonianze e le storie di uomini, donne e bambini mandati a morire dietro le sbarre. E' straziante sentire come venissero trattati i detenuti all'interno della prigione. Avevano tolto loro la libertà, ma questo non bastava, bisognava togliergli anche la dignità. 
Ho apprezzato moltissimo il modo di raccontare dell'autore, che non ci risparmia certamente i dettagli cruenti di ciò che hanno vissuto i suoi clienti, di come riuscisse a lottare anche quando tutto il suo lavoro sembrava non aver alcun risultato. Lottare per gli altri è la missione di Bryan Stevenson, lottare per chi sembrava predestinato a passare la vita dietro le sbarre o terminare la sua esistenza sulla Yellow Mama. Tutto sembra essere contro di lui e la sua organizzazione, ma non una singola volta ha mollato, nonostante non sempre sia la vera giustizia a vincere. 
Dopo oltre venticinque anni di lavoro, capii che quello che faccio non lo faccio perchè è dovuto, necessario o importante. Non lo faccio perchè non ho scelta.Faccio quello che faccio perchè anch'io sono distrutto. Gli anni di lotte contro le ineguaglianze, gli abusi di potere, la povertà, l'oppressione e le ingiustizie mi avevano infine rivelato qualcosa su me stesso. 
Se proprio devo trovargli un difetto è che l'autore all'interno del romanzo ha citato molte statistiche, molte leggi e molte istituzioni che forse non sono perfettamente chiaro per noi non americani. In ogni caso queste sono inezie se consideriamo la forza del libro, che riesce a smuovere i sentimenti dei lettori. 
Voto: 5 stelle.

martedì 4 febbraio 2020

Review Party: "Non devi dirlo a nessuno" di Karen M. McManus

Buongiorno lettori!
Oggi parliamo di un libro scritto da un'autrice che già in passato mi aveva colpito positivamente. Si tratta di Karen M. McManus, che torna in libreria proprio oggi con Non devi dirlo a nessuno, dopo averci già sorpreso in passato con "Uno di noi sta mentendo".
Ringrazio la Mondadori per avermi dato l'occasione di leggere questo libro in anteprima, poichè lo aspettavo come i bambini attendono l'arrivo di Babbo Natale.
Come sempre vi consiglio di andare a leggere anche le altre recensioni del review, tutti i blog partecipanti li trovate nel banner qui sotto.





Titolo: Non devi dirlo a nessuno
Autrice: Karen M. McManus
Editore: Mondadori
Pagine: 276
Prezzo: €17,00 (cartaceo) - €8,99 (ebook)
Dove acquistarloAmazon
Data di uscita: 4 febbraio 2020

Ellery non è mai stata a Echo Ridge, ma ne ha sempre sentito parlare, e molto. Qui viveva la zia Sarah, gemella di sua madre, scomparsa nel nulla all'età di diciassette anni. Qui viveva anche Lacey, la reginetta del ballo scolastico, trovata strangolata cinque anni prima sotto la ruota panoramica del parco divertimenti della città. E ora che la madre di Ellery è entrata in una clinica di riabilitazione, è proprio qui che lei ed Ezra, il suo gemello, sono costretti a trasferirsi, per vivere con una nonna che conoscono a malapena. Malcolm è cresciuto con un gran peso sulle spalle. Suo fratello, infatti, è stato il principale sospettato della morte di Lacey, ancora senza colpevole, e per questo ha lasciato Echo Ridge, abbandonando lui e la madre. E ora che il ragazzo si è rifatto vivo, neanche a farlo apposta, iniziano a comparire strani e minacciosi messaggi in città: a quanto pare un killer è intenzionato a colpire, di nuovo. Di lì a poco, poi, quasi a provarlo, un'altra ragazza sparisce. Spinti da motivazioni diverse, Ellery e Malcolm uniscono gli sforzi per scoprire se esista un collegamento tra le tre ragazze scomparse a distanza di anni l'una dall'altra, e, a mano a mano che si avvicinano alla verità, realizzano che tutti in città nascondono qualcosa, che i segreti sono pericolosi e che per questo, a Echo Ridge, i segreti è molto più sicuro tenerli per sé.

Dopo aver letto "Uno di noi sta mentendo" mi ero innamorata del modo in cui l'autrice riusciva a raccontarti una storia mistery e non vedevo l'ora di leggere questo suo secondo romanzo.
Ammetto che le aspettative erano altissime e non sono rimasta delusa, però da un lato c'è stata una nota stonata, ma procediamo per gradi.

Ellery e il suo gemello Ezra sono costretti a lasciare la soleggiata California per andare a vivere dalla nonna in un paesino disperso, Echo Ridge. 
Per quanto la cittadina sia veramente piccola è famosa: cinque anni prima la reginetta del ballo, Lacey, era stata trovata morta nel parco a tema Halloween (Delittoland, che poi ha dovuto cambiare nome) e non è mai stato trovato l'assassino. Un sospettato c'era, il ragazzo di Lacey, che però non è stato incriminato per mancanza di prove. C'è un altro mistero legato ad Echo Ridge: molti anni prima la gemella della madre di Ellery ed Ezra è scomparsa a diciassette anni, senza che fosse mai ritrovata.  Questo avvenimento sembra aver segnato molto la vita di Sadie, la madre dei due ragazzi, tanto che la sua esistenza è stata una costante di problemi, terminati nel momento in cui è stata rinchiusa in un centro di riabilitazione. E' per questo che Ellery ed Ezra si ritrovano a frequentare il loro ultimo anno di liceo a Echo Ridge.
Photo by accidental-rambler
Qui i ragazzi conoscono Malcom, il fratello di Declan, il sospettato dell'omicidio di Lacey, che ha dovuto convivere tutta la sua vita con gli sguardi dell'odio e del sospetto. La sua vita sembra essersi ripresa abbastanza da quando sua madre si è risposata con un uomo rispettabile della città, eppure Malcom sa che non può commettere passi falsi: arrabbiarsi non è ammesso, poichè ricorderebbe troppo Declan. 
Quando nella città iniziano a comparire messaggi di minaccia tutti entrano nel panico. Questi atti vandalici mettono bene in chiaro che ciò che è accaduto in passato tornerà a colpire Echo Ridge. Dalle parole si passa ai fatti quando una compagna di scuola dei ragazzi scompare, senza lasciare traccia. Il killer è tornato oppure si tratta di un emulatore? E' un caso isolato oppure la ragazza è semplicemente scappata? 
Mentre la polizia indaga, Ellery e Malcom decidono di collaborare fra loro per scoprire la verità. 

Ellery è la protagonista femminile del romanzo ed è un gran bel soggetto. Ci dà l'idea di essere una di quelle ragazze timide, tipiche degli young adult, ma in realtà non è affatto così. Ci dimostra di avere grande forza di carattere, una gigantesca voglia di conoscere la verità. E' appassionata di true crime fin da sempre, soprattutto dopo che ha scoperto della scomparsa di sua zia. Trovarsi ad Echo Ridge per lei è deprimente da un lato, dall'altro trova che sia un'ottima occasione per scoprire cosa è successo a sua zia Sarah e a Lacey. Quando le si presentano davanti le minacce e una ragazza scompare capisce che deve assolutamente darsi da fare, prima di finire nel mirino del killer. 
Il rapporto che la lega ad Ezra ci viene presentato come qualcosa di profondo e indissolubile, ma nel volume non viene approfondito molto. Si capisce che si vogliono molto bene e che sono così legati fra di loro che si capiscono al primo sguardo, ma penso che approfondire maggiormente questo legame sarebbe stato interessante.
Malcom è il secondo protagonista ed è un ragazzo che ha sempre vissuto all'ombra di suo fratello. In passato Declan era il più bravo a giocare a football e Mal non è mai stato al suo livello. Da quando Declan è stato sospettato di aver ucciso Lacey, la vita di Malcom è cambiata totalmente. Niente scatti d'ira, niente di niente: deve passare inosservato, non deve creare problemi. Non vuole che di lui si dica "è come suo fratello", come se ci fosse qualcosa di male ad essere come Declan. Lui è innocente, dopotutto è suo fratello, potrebbe non credergli? I nuovi indizi gli faranno cambiare idea? 

Echo Ridge è una piccola cittadina dispersa nel Vermont, dove tutti si conoscono fra loro e un segreto non può rimanere tale per più di trenta secondi. Tanto che quando Ezra ed Ellery arrivano in città, il giorno dopo tutta la città è al corrente di chi loro siano e del motivo per cui si trovano lì. 
La città non ci viene descritta nei dettagli, poichè sembra molto piccola, ma d'altro canto sembra che sia necessario quasi sempre muoversi in auto per recarsi da un posto all'altro.
Photo by accidental-rambler
Echo Ridge è contornata da boschi, ce n'è persino uno dietro la casa dei gemelli, e a volte attraversarlo può diventare una scorciatoia. Gli unici luoghi che ci vengono mostrati sono il parco dei divertimenti, la casa di Ellery ed Ezra, quella di Malcom e la scuola. 

Personalmente apprezzo quando un'autrice non si sofferma molto sugli ambienti, ma devo dire che qui le descrizioni sono veramente minime. Non che se ne senta la mancanza, la lettura procede spedita comunque. 

Come vi avevo già anticipato, la McManus sa come si scrive un libro young adult mistery, riesce a tenerti sulle spine fino all'ultimo, inserendo indizi che a volte sembrano coincidere con i sospetti del lettore, altri che invece fanno cambiare completamente idea.
Avendo già letto un altro suo volume dello stesso genere, mi aspettavo qualcosa di simile, invece così non è stato: questo mi ha fatto un po' storcere il naso. Non fraintendetemi: il libro è meraviglioso, semplicemente mi ero fatta un'idea di base che non coincideva con quella reale. 
Il libro non è molto corposo per quanto riguarda il numero di pagine, eppure a mio parere non manca assolutamente niente di fondamentale. Mi sono ritrovata all'ultima pagina prima ancora di accorgermene, poichè la lettura procedeva così liscia, fluida ed ero profondamente immersa nel voler scoprire cosa fosse accaduto a tutte quelle ragazze. 
Voto: 4,75 stelline 

venerdì 31 gennaio 2020

Recensione: "L'inganno di cristallo" (La Chica Invisible #2) di Blue Jeans

Buongiorno lettori!
Qualche giorno fa vi ho recensito "La ragazza invisibile", primo volume della serie La Chica Invisible e oggi vi parlo del seguito, "L'inganno di cristallo", pubblicato da DeA Planeta qualche giorno fa.

Titolo: L'inganno di cristallo
Serie: La Chica Invisible #2
Autore: Blue Jeans
Editore: DeA Planeta
Pagine: 556
Prezzo: €18,00 (cartaceo) - €9,99 (ebook)
Dove acquistarloAmazon
Data di uscita: 28 gennaio 2020

Da quando è scampata per un soffio alla morte durante un'esplosione in metropolitana, Julia Plaza non è più la stessa: si chiude in camera, parla poco, si rifiuta addirittura di mangiare. Nemmeno l'amico Emilio, distratto dai litigi con la fidanzata, è in grado di strapparla ai suoi pensieri cupi. Tutti i compagni di scuola di Julia, del resto, sono profondamente cambiati dal giorno in cui Aurora Ríos è stata trovata assassinata nella palestra del loro liceo. Ma una telefonata improvvisa riscuote Julia dal torpore: Iván Pardo, il ragazzo più grande di cui è innamorata, è sparito. Iván aveva parlato spesso ai suoi coinquilini della straordinaria intelligenza di Julia, ed è per questo che loro ora le chiedono aiuto. Sebbene all'inizio voglia credere che si tratti solo di un brutto scherzo, la ragazza si ritrova catapultata in un altro terribile mistero: un omicidio in cui tutti sembrano avere un movente plausibile, e nascondere il loro vero volto. E questa volta Julia potrà contare solo sulla vicinanza di sua nonna Pilar - una curiosa settantenne dalla sua stessa prodigiosa capacità deduttiva - per risolvere questo fragile e complicato inganno.

Voglio ringraziare la DeA Planeta per avermi inviato una copia del romanzo, così da poterla leggere e recensire nel blog.
La protagonista del romanzo è ancora una volta Julia Plaza, la ragazza diciassettenne che qualche tempo prima aveva aiutato la polizia a risolvere il caso dell'Assassino della Bussola. Il killer è dietro le sbarre e tutto sembrava andare bene, ma poco prima delle feste di Natale un'esplosione sconvolge nuovamente la vita di Julia. Qui terminava il libro precedente.
Il nuovo volume si riapre subito dopo Capodanno e incontriamo una Julia diversa: taciturna e apatica. L'esplosione in cui si è trovata coinvolta con i suoi amici ha cambiato totalmente la sua vita: non ha riportato danni gravi, eppure dentro di lei sente una cicatrice che sembra insanabile. Non fa altro che pensare a quel momento e ad Emilio e Vanesa che erano in sua compagnia. Se Emilio ha riportato solo una gamba fratturata, le condizioni di Vanesa sono ben più gravi: i dolori lancinanti e continui alla schiena sembrano non darle pace.
Julia non vuole uscire di casa e quasi nemmeno dalla sua stanza, mangiare sembra diventato uno sforzo insormontabile; persino parlare online con gli amici non le dà alcun conforto. 
Una chiamata sembrerà darle la forza di fare qualcosa: Hugo, un coinquilino del suo amore giovanile Ivàn, la chiama per comunicarle che il suo amico è sparito. Ivàn gli ha parlato di lei ed è per questo che le chiede aiuto: l'intelligenza e la perspicacia di Julia sembrano essere gli strumenti giusti per riuscire a scoprire cosa è accaduto ad Ivàn. 
Julia sulle prime sembra non volerne sapere, ma alla fine si ritrova coinvolta. Quando Hugo viene trovato assassinato, Julia non può fare altro che voler scoprire cosa sia successo. Per sua fortuna la nonna Pilar è accanto a lei ad indagare su questo strano omicidio.

Photo by tumblr
Julia Plaza ha vissuto in meno di un anno situazioni che alcuni adulti non vivono in una vita. Prima l'omicidio di due compagne di scuola e poi un'esplosione in metropolitana. E' distrutta, non fisicamente, ma mentalmente. Julia è stanca, tanto che non esce di casa, non mangia quasi più e anche tutti i suoi hobby sembrano passati in secondo piano. Stare nella sua stanza a guardare serie tv è l'unica cosa che le va di fare. Niente riesce a smuoverla dal suo letto, nemmeno le chiamate Skype con i suoi amici Emilio e Vanesa. 
Se la sua amicizia con Vane è diventata più intensa dopo gli assassinii, il rapporto con Emilio pare essersi raffreddato. Lui è partito per la Svezia e là si è trovato una fidanzata.
Julia è sicuramente diversa dal primo volume nelle prime pagine e, anche quando si ritrova coinvolta nell'omicidio di Hugo, non ha lo stesso smalto che la contraddistingue, come se nell'esplosione avesse perso qualcosa. 
Emilio si trova ancora in Spagna, per le vacanze natalizie, e vive un'avventura diversa da quella di Julia. Non è affatto coinvolto nell'omicidio di Hugo, che non ha nemmeno idea di chi sia, ma in una situazione completamente differente: una nuova amicizia, una nuova "indagine" e forse un nuovo amore? Ho quasi apprezzato maggiormente le pagine che seguivano la sua storia che quella della protagonista. E' sicuramente più sicuro di sè stesso rispetto al primo volume e devo dire che mi è piaciuto molto.
In questo libro incontriamo anche la Pilar, la nonna di Julia, che la accoglie per qualche giorno dopo Capodanno e sembra aver trasmesso l'amore per i gialli, gli scacchi e gli indovinelli alla nipote. Pilar farà di tutto per curare l'anima di Julia dopo gli avvenimenti dell'ultimo anno e allo stesso tempo affiancherà la nipote nell'indagine per la morte di Hugo. E' un personaggio davvero unico per essere una settantenne e devo dire che mi ha ricordato molto Jessica Fletcher: una "nonnina" apparentemente indifesa, che però ha un'intelligenza e un'arguzia che la rendono speciale. Pilar oltretutto è davvero singolare per la sua età: Instagram e Netflix sono perfettamente nelle sue corde e quando viene a conoscenza dell'indagine non fa altro che farsi raccontare i dettagli della nipote e cercare di indagare insieme a lei.

Lo stile di Blue Jeans, che tanto mi era piaciuto nel volume precedente, non fa altro che confermarmi il fatto che questo autore sa come si scrive un giallo; per quanto il volume abbia oltre le 500 pagine, non si sentono affatto. Fino all'ultimo devo ammettere di non aver capito chi fosse l'assassino e questo mi ha colpito, perchè non era nemmeno fra i miei sospettati. L'unico dubbio che ho è che forse l'autore non ci abbia lasciato abbastanza indizi per riuscire a scoprire chi sia stato ad uccidere Hugo. Se nel libro precedente i flashback erano numerosi, in questo sono davvero rari, ma non se ne sente particolarmente la mancanza. 
Photo by josephtpearson
Per quanto lo stile dell'autore mi sia piaciuto, devo riconoscere che però qualcosa mi ha fatto storcere il naso. Vi avevo già anticipato che Julia ha perso un po' dello smalto che tanto ce l'aveva fatta piacere e anche l'autore nel raccontare gli avvenimenti ha qualcosa "in meno", come se lui stesso fosse meno entusiasta di raccontarci questa storia. 
"Non possiamo tornare indietro. Ci comportiamo in ogni istante, in ogni situazione, per quello che siamo. Rifaresti tutto quello che hai fatto, [...]. Per filo e per segno."
Mi dispiace davvero dirlo, ma il volume precedente aveva una marcia in più, su tutto. A parte l'indagine in sè, il resto è abbastanza noioso ed è un vero peccato. Credo che tutto sia dovuto al fatto che la protagonista stessa abbia qualcosa che non va, ma mi auguro con tutto il cuore che nel prossimo volume (che se non sbaglio dovrebbe uscire in lingua originale a marzo) che Blue Jeans e Julia ci sorprendano positivamente. 
Considerando però il fatto che questo è un libro mistery, credo che vada valutato soprattutto sotto questo punto di vista e si può dire, come avevo anticipato, che come giallo sia davvero un libro valido. 
Voto: 3.5 stelline.

martedì 28 gennaio 2020

Review Party: "Condannati" di Jane Harvey Berrick

Buongiorno lettori!
Oggi ho il piacere di parlarvi di un libro autoconclusivo edito dalla Hope Edizioni, che è stata così gentile da inviarmi una copia del volume per poterla recensire per voi.
Parliamo di un libro di cui avevo fatto il cover reveal qualche tempo fa e non vedevo l'ora di leggerlo: si tratta di "Condannati" di Jane Harvey Berrick.


Titolo: Condannati
Autrice: Jane Harvey-Berrick 
Editore: Hope Edizioni
Pagine: 449 
Prezzo: 12,90€ (cartaceo) - 3,99€ (ebook) 
Dove acquistarlo: Amazon 
Data di uscita: 20 gennaio 2020 

Dopo otto anni di prigione, il ventiquattrenne Jordan Kane è l’uomo che tutti odiano.
Costretto a tornare nella sua città natale, durante la libertà vigilata, Jordan scopre che lì niente è cambiato da quando è stato rinchiuso in riformatorio. È un reietto, evitato da tutti, anche dai suoi stessi genitori. Ma la loro avversione non si avvicina nemmeno lontanamente al disprezzo che prova ogni volta che si guarda allo specchio.
Arrangiandosi con alcuni lavoretti per la chiesa locale, Jordan attende il momento opportuno per andarsene da quella arretrata città. Ma la distanza sarà in grado di cancellare i ricordi che lo perseguitano? Intrappolato nella prigione della mente, si domanda se lo strazio di vivere si placherà mai.

Torrey Delaney è nuova in città, è tornata per stare con sua madre, e non si comporta come gli abitanti si aspetterebbero dalla figlia di un pastore. La sua reputazione di ragazza facile è sulla bocca di tutti. Se poi a questo si aggiunge la sua nuova amicizia con il duro ex detenuto, ora uomo tuttofare, sua madre è tutt’altro che felice della brutta strada intrapresa dalla figlia. 
L’amicizia tra i ragazzi diviene via via più profonda, ma due persone segnate dalla vita possono essere in grado di portare la loro relazione a un livello superiore? Torrey riuscirà a convivere con i demoni di Jordan, e Jordan sarà in grado di abbattere le difese di Torrey? Con la disapprovazione di una piccola città che grava pesantemente su di loro, troveranno il loro posto nel mondo? Avranno la forza di lottare contro le avversità o il loro mondo verrà brutalmente fatto a pezzi?
L’amore è una condanna a vita?

Come forse ricordate, quando feci il cover reveal vi dissi che adoravo la cover del libro e che ero davvero interessata a leggere questo romanzo. Quando la Hope mi ha dato la possibilità di leggerlo in anteprima per voi ero davvero contentissima. "Condannati" è un romance che vi coccolerà prima di masticarvi il cuore. Jordan è un ragazzo di ventiquattro anni che ha passato gli ultimi otto anni della sua vita in carcere: prima al riformatorio e poi in galera. Un unico momento gli ha rovinato l'adolescenza e la vita, facendo sì che perdesse tutto ciò che aveva: gli amici, la famiglia e la sua identità. Quando sei in prigione sai che sei solo un numero per i secondini, finchè non li fai arrabbiare. Regola uno: non fare niente che attiri l'attenzione su di te, sii accondiscendente, comportati bene. Grazie alla buona condotta (e al sovraffollamento carcerario) è riuscito a farsi ridurre la pena e scontare l'ultimo periodo in libertà vigilata. Se inizialmente sembrava un sogno, immediatamente si è reso conto che forse sarebbe stato meglio rimanere dietro le sbarre. La chiamano libertà, ma è semplicemente un'altra forma di galera: perquisizioni e controlli perenni, coprifuoco e regole rigide da rispettare.
Jordan non fa altro che trascinare avanti la sua vita giorno dopo giorno, cercando di non incontrare i suoi genitori (anche se condividono la casa), tenendosi lontano dalla gente della città e lavorando come un mulo per il reverendo. Vuole solo terminare il periodo di libertà vigilata per lasciarsi tutto alle spalle e andarsene per cominciare una nuova vita. Eppure può chiamarsi "vita" il semplice sopravvivere non facendo altro che sentire il senso di colpa?
E Caino disse al Signore: "Il mio castigo è più grande di quanto io possa sopportare."
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Tutto cambia quando Jordan incontra Torrey per caso.
Torrey è la figlia del pastore e non potrebbe essere più diversa da sua madre. Se il reverendo Delaney è timorata di Dio, la figlia non fa altro che imprecare e comportarsi in maniera inappropriata. Torrey non cerca l'amore, semplicemente vuole divertirsi. Dopo una delusione amorosa e una lavorativa ha deciso di trasferirsi per qualche tempo da sua madre, per rimettersi in piedi, anche se l'unico posto dove vorrebbe piazzare i piedi sono sul sedere di sua madre.
Quando Torrey vede Jordan Kane, la prima cosa che pensa è che sia uno dei ragazzi più belli che avesse mai visto. Quando se lo ritrova fuori di casa scopre che è il tuttofare di sua madre e fra di loro nasce un'amicizia. Eppure essere solo amici non sembra abbastanza per nessuno dei due, ma la situazione è estremamente difficile: entrambi vengono visti come "inappropriati" per la città: lui un ex-detenuto e lei una poco di buono. Tutto sembra mettersi contro di loro, ma l'amore è più forte dei giudizi?

Ho adorato questo libro, davvero.
Per prima cosa devo dire che non è ciò che vi aspettate: niente uomini rudi e dominanti o donne timide. Esattamente il contrario.
Jordan è un uomo distrutto. Non ha nemmeno cercato di rimettere insieme i pezzi, ma si limita ad andare avanti, giorno dopo giorno. Si trascina lavorando con il sole e si autocommisera quando cala la notte. L'esperienza che lo ha portato in prigione lo ha cambiato totalmente, trasformando il sedicenne ribelle e spensierato in un ventiquattrenne che non fa altro che annuire e accondiscendere ad ogni singola richiesta altrui. Non combatte, non ribatte, si limita a sopravvivere.
Torrey è una badass di proporzioni bibliche (la battuta sul fatto che sua madre è un pastore è stata involontaria, giuro). Non ha peli sulla lingua e dice qualsiasi cosa le passi per la testa, non ha paura di niente e nessuno. Eppure dentro di lei ha cicatrici davvero profonde che riguardano la sua infanzia e la sua famiglia, per questo ha deciso di non impegnarsi con i ragazzi, ma limitarsi a cavargli i pantaloni.
Annuii, sbalordito e muto. Di nuovo. Cristo, quella donna mi riduceva al silenzio ogni volta che la vedevo. Era così incredibilmente temeraria. Avrebbe assaltato l'inferno con un secchio di acqua gelata.
Quando i due si incontrano sembra un caso, ma quando si ritrovano nel giardino di Torrey, il destino ci ha messo lo zampino. Se Jordan si rende immediatamente conto di quanto sia eccessiva e meravigliosa la ragazza, lei fa di tutto per spronarlo ad avere un minimo di personalità. E' bello vedere come lei faccia qualsiasi cosa per farlo aprire, per farlo sorridere o comunque renderlo "sincero" caratterialmente. Sembra un po' un automa, che accondiscende a qualsiasi cosa gli si dica e a Torrey, che è così spontanea, questo non sta bene.
Lei non ha idea di chi lui sia: inizialmente pensa sia il tuttofare di sua madre, ma poi le viene rivelato che è un ex-detenuto. La ragazza non ha paura di lui, dopotutto Jordan è rispettoso e davvero gentile, eppure quando scopre la verità tutto il loro rapporto di amicizia sembra traballare.
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Può un ragazzo così buono aver commesso davvero ciò che le hanno detto?
Torrey e Jordan continuano ad avvicinarsi sempre di più, non senza difficoltà: lui è tormentato ogni istante della sua vita e lei desidera ardentemente che lui affronti la situazione e i suoi demoni interiori.
Mi è piaciuto particolarmente il fatto che i capitoli siano alternati fra i due protagonisti, ma devo dire che ho apprezzato maggiormente quando era Jordan a raccontarci la storia. Analizzare la sua mentalità, capire cosa prova e sentire quali siano i suoi pensieri mi ha letteralmente fatta sciogliere.
Quando Jordan è con Torrey sembra riuscire a dimenticare per un momento ciò che la sua famiglia, l'intera città e anche sè stesso pensano di lui.
Risate e battute sono davvero frequenti, così come lo sono pensieri e considerazioni estremamente profonde.
Non sono riuscita ad abbandonare la lettura finchè non l'ho terminata. 
Il rapporto fra i due è complicato: per quanto si piacciano c'è sempre qualcosa che sembra voler ostacolare il loro amore. I sensi di colpa, il pregiudizio, la diversa mentalità. 
Non sono stata capace di trovargli un solo difetto, ma se proprio devo trovare il pelo nell'uovo, bisogna dire che forse lo sviluppo del loro rapporto è un po' troppo veloce. Non proprio insta-love, ma ci siamo davvero vicini. Io non lo sopporto, ma mi rendo anche conto che in certe circostanze ci può anche stare. 
So che forse questa recensione è molto incentrata sulla trama, sulla storia, ma non posso dire molto altro, perchè questo romanzo è talmente intenso che faccio fatica a trovare le parole. Credo che queste mie ultime parole vi faccia capire quanto mi sia piaciuto. 
Voto: 5 stelline.