lunedì 12 aprile 2021

Cover Reveal: "L'ereditiera indesiderata" di Amy Corwin

Buongiorno di nuovo lettori!
E' venuto il momento di un cover reveal davvero molto interessante: la trama e la copertina del romanzo sono davvero straordinari!


Titolo: L’ereditiera indesiderata

Autrice: Amy Corwin

Editore: Queen Edizioni

Genere: Regency

Pagine: 300

Prezzo: € 15,90 (cartaceo flessibile) - €3,99 (ebook)

Data di pubblicazione: 29 aprile 2021

NB: Libro disponibile nei vari digital store e in libreria


Un’ereditiera americana che nessuno vuole, un duca desiderato da ogni donna e un omicidio inaspettato.
Quando Nathaniel, duca di Peckham, incontra Charlotte, è insospettito dalla sua indifferenza. Troppe donne hanno tentato di conquistarlo, senza successo. Charlotte, però, è più interessata ai faraoni morti che ai duchi inglesi.
Tuttavia, le resistenze della ragazza si dissolvono quando una debuttante che voleva conquistare Nathaniel viene assassinata. Vista la sua reputazione di misogino, Nathaniel viene subito additato come colpevole, e questo spingerà Charlotte ad accorrere in suo aiuto. Purtroppo, nessuno dei due sa che un bandito interessato alle ricche ereditiere sta dando la caccia a Charlotte, e che nella carrozza di Nathaniel giace morta un’altra debuttante…

 

L'autrice.

Amy Corwin è una scrittrice pluripremiata. Fa parte del gruppo Romance Writer of America fin dal suo esordio e da lì si è immersa nella scrittura. Nel 2007 ha pubblicato il suo primo libro. Le sue storie spaziano dal Paranormal Romance al Regency e Mystery, anche se in verità, la maggior parte dei suoi libri include un po’ di omicidi poiché ha scoperto che uccidere almeno un personaggio è un modo molto efficace per incastrare i rimanenti nella trama. Amy e la sua famiglia si godono il clima temperato di una piccola fattoria nella Carolina del Nord. Quando non scrive, fa birdwatching, lavora all'uncinetto o fa giardinaggio.

Review Party: "Nuvole zero, felicità ventitré" di Stefano Tofani

Buongiorno lettori!
Iniziamo la settimana parlando di Nuvole zero, felicità ventitré di Stefano Tofani, edito da Rizzoli, che ringrazio per la copia omaggio. 


Titolo: Nuvole zero, felicità ventitré
Autore: Stefano Tofani
Editore: Rizzoli
Pagine: 280
Prezzo: €17,00 (cartaceo) - €9,99 (ebook)
Dove acquistarloAmazon
Data di pubblicazione: 30 marzo 2021

È l'estate tra la quinta e la prima media, quella senza compiti. Ernesto passa le giornate a girovagare con i suoi amici, la Maura e il Cardella, e a misurare il cielo con uno strumento che una bufera di vento gli ha portato in cortile, un cianometro. Meglio tra le nuvole che a casa, d'altronde, dove i suoi genitori ormai litigano in continuazione. Un pomeriggio, Ernesto e il Cardella trovano in pineta una vecchia valigia che contiene due statuette di legno, uno strano libro e una piccola chiave. I due amici si dividono il bottino, ma al momento di separarsi una forza potente li attira l'uno verso l'altro. Sono le statuette che non vogliono stare lontane. Ma come fanno? Sono magiche? Grazie alla nonna, Ernesto scopre che le statuette, il libro e la chiave sono collegati con la leggenda di due innamorati vissuti nel '700. A quanto pare per ritrovarsi i due innamorati hanno bisogno proprio di lui, di Ernesto detto Quattrocchio. Nel frattempo a casa la situazione peggiora, ed Ernesto vorrebbe tanto far tornare insieme anche i suoi genitori Ma è tutto così complicato, come si fa a capire in che modo aiutare gli altri? E aiutare gli altri è sempre la cosa giusta da fare? 
Età di lettura: da 10 anni.

Ernesto ha undici anni ed è il protagonista di questa storia. Siamo nelle vacanze estive fra la quinta elementare e la prima media e questo significa niente compiti; è l'estate perfetta per fare ciò che vuole: andare al mare, giocare con gli amici, passare il pomeriggio al bar mangiando ghiaccioli o osservare il cielo con il cianografo che ha trovato nel giardino. Ernesto non ha molti amici: porta gli occhiali e tutti lo chiamano Quattrocchio, nomignolo che non sopporta. Sa di non essere un tipo popolare o particolarmente "forte" e proprio per questo i suoi migliori amici sono il Cardella, un bambino grassottello e che ha paura di tutto, e la Maura, una bambina che non fa altro che parlare e mangiare. 
Durante un pomeriggio in bicicletta, Ernesto e il Cardella trovano seppellita nel bosco una vecchia valigia che contiene uno strano libro, due statuette di legno e una chiave. I bambini non sanno a chi appartenga o a cosa servono quegli oggetti, così decidono di dividerseli, ma non appena si allontanano una forza misteriosa li spinge l'uno contro l'altro. Il Cardella, come suo solito, si spaventa e cede tutto (tranne la chiave) a Ernesto che è sempre più incuriosito dalla valigia e dal suo contenuto.
Parlando con la nonna il bambino scopre che le statuette e il resto sono legate ad un'antica leggenda di due innamorati la cui storia d'amore è finita nei peggiori dei modi. Con quegli oggetti però Ernesto può aiutare i due innamorati a tornare insieme, a cambiare il loro infausto destino. 
Il bambino deciderà di aiutare le due statuette e farà trionfare l'amore? Non sarà semplice per lui, soprattutto quando la situazione a casa sua fra la mamma e il papà va sempre peggio, anche se Ernesto vorrebbe che stessero di nuovo insieme, felici e contenti. Ma la felicità è qualcosa che si può far ottenere agli altri? Come si può far star bene le altre persone?  

Ernesto è un personaggio assai particolare, un bambino che durante la narrazione ci sembra aver vissuto nel passato, per via dei giochi che fa, dei suoi passatempi, del modo in cui parla; ma in realtà è un bambino del presente, con tv, cellulare e tutte le cose dei tempi moderni. Mi ha fatto sorridere Ernesto, per il suo modo di descrivere il mondo, gli amici, le personalità. E' un bambino un po' chiuso con gli altri, perchè considerato uno sfigato: ha gli occhiali, è mingherlino e ha tante paure. Lui vorrebbe davvero essere più forte, avere la capacità di ribellarsi ai bulli, di diventare parte integrante del gruppo di quelli "cool". Ha però tante cose a cui pensare, primo fra tutte la situazione familiare, poichè il padre ormai non abita con loro, ma spesso torna a casa da loro, finchè non litiga nuovamente con la mamma. Ernesto spera sempre che quando il papà torna a casa sia l'ultima e che da quel momento tutto vada bene, ma la situazione va sempre peggiorando: il papà e la mamma sembrano non riuscire proprio ad andare d'accordo e le loro discussioni si ripercuotono su Ernesto. 
Ernesto è un bambino che ci starà simpatico fin dalle prime pagine e vorremmo tanto poter entrare nel romanzo ed essere suoi amici, perchè è chiaro che sia un bambino simpatico, solo un po' timido. Eppure il suo desiderio di diventare più forte, più deciso e coraggioso sembra essere ascoltato da qualcuno, perchè il ritrovamento di quella valigia con gli oggetti che contiene richiedono che Ernesto sia coraggioso, forte e determinato. 

Devo dire che non conoscevo Stefano Tofani e ho scoperto che ha già scritto un altro romanzo su Ernesto e spero davvero di riuscire a recuperarlo, perchè mi sono innamorata di Nuvole zero, felicità ventitrè. Il modo di scrivere dell'autore mi ha conquistato, con la sua semplicità, originalità e simpatia. Questo è un romanzo di crescita per Ernesto, sotto tanti aspetti: sia in ambito familiare, scolastico e di amicizie; ma non dobbiamo dimenticarci che Ernesto è pur sempre un bambino e l'autore ha deciso di raccontarci la storia in prima persona. Tofani è stato veramente bravo ad immedesimarsi in un bambino di undici anni, nel raccontare con semplicità le emozioni, le paure e i sentimenti di un giovane di quell'età. Spesso noi adulti pensiamo che la vita dei bambini sia semplice, spensierata e fatta solo di gioie, ma non è così ed Ernesto e Tofani ce lo fanno capire molto bene. 
Ho adorato anche il fatto che l'autore ed Ernesto ci raccontino e ci spieghino in maniera semplice a cosa serva un cianografo, un oggetto che non avevo mai visto nè avevo mai sentito nominare e nella mia copia del romanzo ne era anche presente uno.
Questo è un romanzo di 280 pagine formato da capitoli brevi, che si leggono in pochissimo tempo, tanto che il libro si divora letteralmente, anche grazie alla curiosità che si impossessa del lettore per via della storia di Ernesto e dei due innamorati. 
Dopo questo secondo romanzo su Ernesto, mi domando se non ce ne sia un terzo e... beh, sarebbe davvero bello!
Voto: 4 stelle.

venerdì 9 aprile 2021

Review Party: "Crush" (Crave #2) di Tracy Wolff

Buongiorno lettori!
Oggi parliamo di Crush di Tracy Wolff, che è stato pubblicato il 6 aprile qui in Italia, grazie a Sperling & Kupfer, che ringrazio per la copia omaggio.
Vi ricordo che la recensione fa parte di un review party e per avere maggiori informazioni vi rimando al banner qui sotto. 


Titolo: Crush
Serie: Crave #2
Autrice: Tracy Wolff
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 596
Prezzo: €17,90 (cartaceo) - €9,99 (ebook)
Dove acquistarloAmazon
Data di pubblicazione: 6 aprile 2021

Sembra una mattinata qualunque alla Katmere Academy, mentre Grace si fa strada fra streghe, vampiri, draghi e licantropi per andare a lezione. Eppure, poco dopo, si rende conto che i suoi compagni la fissano più del solito, che le occhiate insistenti la accompagnano in giro per la scuola a ogni passo. E nel giro di qualche istante scopre che quegli sguardi non sono dovuti solamente al fatto che è la ragazza di Jaxon, il principe dei vampiri: negli ultimi quattro mesi, a sua insaputa, è rimasta pietrificata in forma di gargoyle. Lo shock della rivelazione è grande, ma ancora peggio è venire a sapere che Hudson, lo spietato fratello di Jaxon, potrebbe ancora nascondersi da qualche parte, pronto a fare del male a chiunque. Come se tutto ciò non bastasse, Grace comincia a sentire che qualcosa dentro di lei non va, che in qualche modo il legame con Jaxon è stato compromesso, forse dalla sua nuova natura, o forse da qualcosa di più oscuro. E benché lui si dichiari disposto ad aspettarla in eterno, se necessario, la ragazza riuscirà a tornare ad amare con tutta se stessa il vampiro che le ha rubato il cuore?

Crush è il secondo volume della serie "Crave" (vi ricordo la recensione del primo volume qui), una tetralogia (a quanto pare) paranormal fantasy ambientata in Alaska, in una scuola per esseri paranormali. 
La protagonista è Grace Foster, che abbiamo lasciato nello scorso volume in una situazione assai complicata e che ci ha fatto rimanere tutti a bocca aperta. All'inizio di questo romanzo tutto sembra essere normale (per quanto può essere normale una scuola per creature paranormali): Grace sta attraversando i corridoi della scuola per andare a lezione, ma tutti la fissano a bocca aperta, sembrano sorpresi di vederla. Lei è l'unica umana in una scuola piena di draghi, vampiri, lupi e streghe, ma ormai sono settimane che si trova lì e quindi le sembra strano tutta questa sorpresa nei suoi compagni. Ben presto la verità le viene rivelata: è stata pietrificata per ben quattro mesi dopo che Hudson, il fratello malvagio del suo ragazzo Jaxon, ha tentato di ucciderlo e lei si è messa in mezzo. Com'è possibile che sia sopravvissuta e soprattutto, come mai si è pietrificata? La risposta è semplice: Grace è un gargoyle, una figura paranormale ormai scomparsa da molti anni e quindi ormai unica nel suo genere. Se lei è stata costretta nella pietra con Hudson per quattro mesi, questo però significa che se lei è libera lo è anche lui, però lei non ricorda niente di quel periodo. 
Grace è sconvolta: non aveva idea di essere un gargoyle e il fatto che Hudson possa essere a piede libero la spaventa a morte, perchè quel ragazzo è assai pericoloso considerato che l'ultima volta ha ucciso tantissime persone. Come se non bastasse la diciassettenne Grace si sente diversa e non dipende solo dalla rivelazione della sua natura: qualcosa dentro di lei è diverso, qualcosa non va e questo la porta involontariamente ad allontanare il suo ragazzo. Lei ama Jaxon, dopotutto sono compagni, eppure ogni volta che lui si avvicina per baciarla il suo corpo si irrigidisce, come se tutto quello fosse sbagliato.  
Ben presto Grace scoprirà qual è il problema e per risolverlo sarà necessario dover affrontare una serie di prove assai pericolose, prove che potrebbero allontanarla ancora di più dal ragazzo che ama. Per poter però stare insieme di nuovo come prima è necessario affrontar tutto questo, ma a che prezzo?

Nella scorsa recensione avevo parlato del fatto che Crave potesse ricordare sotto molti aspetti il famoso Twilight, che per certi aspetti riusciva a differenziarsene, ma non abbastanza; oltretutto avevo definito il romanzo "infantile" in certi momenti, come se il romanzo fosse stato scritto per un pubblico assai più giovane di quello che pensavo. In Crush tutti questi difetti vengono eliminati. Fate tabula rasa di ogni cosa che ho detto e ricominciate da capo. 
Crush è un romanzo decisamente più maturo a livello di stile di scrittura, senza quei clichè che ci fanno alzare gli occhi al cielo e finalmente sembra che Grace abbia compreso che non è un oggetto, ma una persona. Nello scorso romanzo aveva dimostrato di avere forza e determinazione solo verso il finale del libro, ma in questo caso sono molte le occasioni in cui non si fa trascinare dagli eventi o dalle persone e decide di far sentire la propria voce. E' decisamente una ragazza più matura, nonostante continui a provare paura, terrore e sbigottimento per lo meno tenta di reagire e finalmente riusciamo a vedere la vera Grace. Personalmente ne sono molto felice, perchè come ben sappiamo la protagonista fa molto per il romanzo, se non riusciamo a empatizzare con lei o non riusciamo a farcela piacere, tutto questo incide sul modo in cui leggiamo il libro. 
E proprio perchè Grace riesce finalmente a dare il meglio di sè questo romanzo, nonostante le quasi 600 pagine, la lettura procede assai spedita, tanto che è difficile riuscire a staccarsi dalle pagine. Un'altra caratteristica del romanzo che permette di leggerlo velocemente è il fatto che nonostante la mole tutto il romanzo è fatto per darci informazioni, per lasciarci indizi di quello che poi scopriremo alla fine del libro. Anche la parte di azione è decisamente maggiore rispetto a Crave e per me è un grande pregio, perchè è difficile riuscire ad annoiarsi. 

Certamente ammetto che all'inizio di Crush ero un po' confusa, perchè avevamo lasciato la storia  in un modo davvero straordinario grazie al plot twist finale nel volume precedente e ci ritroviamo in una situazione diversa nelle prime pagine di questo nuovo libro. Siamo confusi esattamente come Grace e, con lei, veniamo a conoscenza di ciò che è accaduto e allo stesso tempo restiamo all'oscuro di quello che lei stessa non ricorda. 
Ritroviamo molti dei personaggi di Crave e primo fra tutti da ricordare è Jaxon Vega, ragazzo e compagno di Grace, principe vampiro temuto da tutti. Se vi ricordate nello scorso libro mi ero riservata il diritto di rimandare il mio giudizio relativamente a questo personaggio, perchè la sua personalità variava dall'essere dolce oltremisura ad un istinto di protezione assai dannoso per una relazione (cosa di cui Grace non si è accorta nello scorso libro). Ebbene, qual è il responso? Jaxon è un nì: io comprendo che ha già perso Grace una volta (quando si è tramutata in pietra) e che ha avuto un passato difficile quindi il suo desiderio di proteggerla e tenerla al sicuro è più forte di ogni altra cosa, ma quando è troppo è troppo. Grace è comunque un essere umano (beh, più o meno) e quindi ha un cervello ed è libera di pensare, ragionare e fare ciò che pensa sia meglio, e quindi il modo in cui Jaxon decide per lei in molte occasioni mi manda fuori di testa. 
Probabilmente questo protagonista maschile in questo volume viene anche messo in secondo piano da un personaggio secondario che altri non è che suo fratello maggiore Hudson, il cattivone. Grace e noi lettori abbiamo imparato a conoscere questo personaggio grazie ai racconti di Jaxon e degli altri personaggi, sappiamo che ha fatto cose ignobili, ha ucciso moltissime persone e quindi è molto pericoloso. Ora che però possiamo vederlo con i nostri occhi, la domanda sorge spontanea: Hudson è realmente così cattivo come è stato dipinto oppure no? Qual è la verità? Non farò alcun tipo di spoiler, ma mi limiterò a dire che certamente Hudson è un personaggio con un carisma che ci porta a puntare l'attenzione su di lui, è ironico e le botte e risposta fra lui e Grace sono assolutamente divertenti. 

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Per quanto riguarda gli altri personaggi secondari, troveremo vecchie conoscenze e ne faremo di nuove, ma direi che sono ben costruiti ed è interessante leggere del rapporto che li lega a Grace e che lega l'uno all'altro. 
Parlando di trama è importante specificare che qui la Wolff si distacca completamente da Twilight, dando alla storia una svolta totalmente diversa e originale. C'è un elemento, una specie di gioco all'interno della storia, che un po' mi ha ricordato il Quidditch, anche se è abbastanza diverso, ma l'associazione è stata spontanea. Per il resto tutto è decisamente originale e sicuramente il worldbuilding continua ad essere uno dei punti forti del romanzo (insieme ai personaggi questa volta) anche perchè finalmente riusciamo ad uscire dalla Katmere Academy, riuscendo a vedere anche altro del mondo che l'autrice ha creato. Ci vengono anche illustrate diverse nozioni riguardo alla modalità in cui è gestito il "governo paranormale", come funzionino le gerarchie e le diverse regole che ciò comporta. 
L'autrice ha dato vita a un romanzo coinvolgente, dallo stile semplice e con molti dialoghi, che personalmente apprezzo sempre, perchè mi sembra di essere maggiormente coinvolta nella storia. Il romanzo presenta molti capitoli che però sono molto brevi e dai titoli più disparati e dannatamente divertenti, come "Allora... che cosa mi sono persa?", "La Bella Addormentata mi fa un baffo" e "Gargoyles are the new black". E' stato fantastico leggere anche gli insegnamenti nascosti all'interno del romanzo, come quello relativo ai rapporti di coppia, alla violenza, al modo in cui non sempre tutto è ciò che sembra. 
Certamente il plot twist finale è da brividi, ma devo dirlo, io lo sapevo, lo avevo capito più o meno a metà romanzo, da alcune frasi dette da un personaggio in particolare, ma nonostante questa mia "scoperta" non mi ha rovinato la lettura. 
In conclusione, che dire? Crush è certamente un romanzo che ha una marcia in più rispetto al primo volume e nonostante tutte le cose positive non posso definirlo come "perfetto", ma ci va davvero molto vicino. Sono certa che la Wolff ci sorprenderà ancora e quindi non posso fare altro che attendere il prossimo volume con ansia. 
Voto: 4.5 stars

martedì 6 aprile 2021

Recensione: "Lostland. Ritorno al mondo che non c'è" (Lostland #2) di Margie Simmons

Buongiorno lettori!
Pasqua è appena passata e ne ho approfittato per fare un paio di letture interessanti, una di queste è Lostland. Ritorno al mondo che non c'è di Margie Simmons, edito da DeAgostini, che ringrazio per la copia omaggio.

Titolo: Lostland. Ritorno al mondo che non c'è
Serie: Lostland #2
Autrice: Margie Simmons
Editore: DeAgostini
Pagine: 170
Prezzo: €13,90 (cartaceo) - €6,99 (ebook)
Dove acquistarloAmazon
Data di pubblicazione: 2 marzo 2021

Ally Gram ha lasciato il mondo degli oggetti smarriti con una promessa: fare ritorno con la chiave capace di aprire la Porta Sacra. Ally sa che è sbagliato desiderare ciò che non si può avere, ma, come il malvagio Katana, anche lei vuole varcare la soglia dell'Aldilà. È disposta a tutto pur di riabbracciare suo padre. Da quando però l'armadio della nonna si è richiuso, i contorni di Lostland sembrano svanire. Nessuno degli oggetti che l'ha seguita nella realtà le risponde. La nonna stessa non ricorda. Diego, il suo migliore amico, pensa che sia una bugiarda. La mamma non fa che dirle di crescere. E il dottor Norton afferma con sempre più convinzione che i ragazzini come lei andrebbero "raddrizzati" alla vecchia maniera: col collegio. Forse Lostland è davvero solo il frutto della sua immaginazione... Ma proprio quando Ally sta per smettere di sognare, le viene un'idea: e se i suoi amici potessero vedere Lostland? Diego le crederebbe. La aiuterebbe perfino a ritrovare suo padre. E anche la mamma la vedrebbe in modo diverso... A questo punto ad Ally non resta che una cosa da fare: trovare il modo di riaprire la Porta per Lostland e tuffarsi nell'avventura. 
Età di lettura: da 9 anni.

Questo è il secondo volume della serie Lostland (la recensione del primo volume la trovate qui), scritta da Margie Simmons, che è lo pseudonimo scelto dalla famosa Simona Sparaco e sua nipote Margherita.
Avevamo lasciato Ally Gram dopo essere tornata da Lostland, la terra degli oggetti smarriti. La situazione non è tranquilla: Ally ha fatto una promessa al malvagio Katana, ma non riesce più a tornare a Lostland poichè il portale presente nell'armadio della nonna Clara è scomparso. 
Ally è demoralizzata: vuole salvare la sua amica Secret, ma più di ogni altra cosa desidera varcare la soglia dell'Aldilà per riabbracciare suo padre, ma senza un accesso al mondo fantastico non può fare niente. La nonna Clara, che l'aveva accompagnata nel suo primo viaggio, non ricorda niente e nessuno le crede davvero quando racconta di Lostland. Lei vorrebbe davvero tanto tornare in quel luogo straordinario, ma sembra che non ci sia niente da fare e ormai si sta rassegnando al fatto che quasi sicuramente si è trattato di un sogno o della sua fervida immaginazione. 
Qui vediamo Ally nel mondo reale, con la madre che le dice continuamente che è venuto il momento di crescere, di diventare più matura e del dottor Norton, il nuovo fidanzato della madre, che suggerisce di mandarla in collegio. A scuola la situazione non è migliore: il suo amico Diego non le crede quando parla di Lostland e Misha, un'altra compagna di classe, non fa altro che punzecchiarla e prenderla in giro. 
Se solo tutti loro potessero vedere Lostland la tratterebbero certamente in maniera diversa, quindi l'unica opzione rimasta a Ally è quella di fare di tutto per trovare un altro ingresso!

Ally è una bambina come tante, che però ha vissuto un'avventura straordinaria in una terra misteriosa e fantastica: il mondo degli oggetti smarriti, Lostland. Qui ogni oggetto che è stato perduto vive una nuova vita, può parlare, muoversi... come se si trattasse di oggetti realmente viventi. Lostland è assai particolare, poichè "cambia" in base a chi vi entra: per Ally è un mondo felice, colorato, mentre per il dottor Norton ad esempio è un mondo triste, grigio e malinconico. E come ogni mondo fantastico che si rispetti c'è anche un malvagio, il crudele Katana, che è arrabbiato, furioso e assolutamente crudele. Ha uno scopo in comune con Ally, quello di aprire la Porta dell'Aldilà, ma se fosse Katana a farlo le conseguenze potrebbero essere tragiche. Inoltre nessuno dovrebbe mai poter essere in grado di aprire quella porta.
Avevamo già imparato a conoscere Lostland nel primo volume della serie e in questo libro veniamo a conoscenza di altri dettagli e di che conseguenze abbia portato il primo viaggio di Ally in quel fantastico mondo. 
In Lostland. Ritorno al mondo che non c'è vediamo però poco Lostland, le due autrici si soffermano maggiormente sulla vita di Ally nel mondo reale, sui suoi rapporti con la madre, il dottor Norton, Diego e soprattutto con la sua nemica giurata Misha. Ally è poco più di una bambina, eppure si trova ad affrontare situazioni non semplici, sia nel mondo reale che a Lostland, dove sembra avere un ruolo fondamentale. 
Nuovi personaggi fanno il loro ingresso in questo romanzo: Misha e Diego. Pensavo che avrei visto maggiormente questo ragazzo nel libro, invece sembra che sarà maggiormente presente nel prossimo libro. Nonostante questo abbiamo alcuni capitoli che seguono i suoi movimenti e che ci sveleranno qualcosa di molto interessante, qualcosa di cui Ally però non è a conoscenza. Ally considera Diego come un amico, un bambino a cui si sente molto legata e proprio anche per lui ha desiderato tanto tornare a Lostland, ma Diego cosa pensa realmente di Ally?
Misha invece è una bambina della classe di Ally che non fa altro che prenderla in giro, punzecchiarla e trattarla sgarbatamente, senza un apparente motivo. Qualcosa però le costringerà a passare del tempo insieme, che conseguenze avrà questo sul loro rapporto?

Ammetto che sono rimasta un po' confusa sul fatto che sembrava che Lostland non volesse arrivare mai, che la maggior parte del romanzo avesse luogo nel mondo reale, ma ammetto che a parte un po' di confusione iniziale il romanzo non mi è dispiaciuto affatto, anzi, l'ho trovato nettamente migliore rispetto al primo: Simona Sparaco e la nipote sono state davvero brave, la crescita del loro stile di lettura e del modo in cui hanno deciso di darci le informazioni è stato incredibile. I colpi di scena sono decisamente il punto forte del romanzo, sia durante il corso del romanzo che il plot twist finale. Ora attendo il terzo volume della serie con ansia!
Se il primo volume era decisamente immaturo, in questo libro è chiaro che le due autrici si siano date da fare e siano nettamente cresciute, dando vita ad un romanzo davvero vicino alla perfezione. 
Trovo fantastico che una delle due autrici abbia più o meno la stessa età di coloro per cui è stato pensato il romanzo: chi meglio di lei può saperne qualcosa dei gusti dei giovani lettori? E certamente l'esperienza della zia Simona si fa sentire su altri punti; insieme hanno dato vita a qualcosa di molto interessante e certamente originale.  
La serie Lostland è passata un po' in sordina nel mondo della letteratura per ragazzi, sono pochi a conoscerla ed è un peccato, perchè penso che valga davvero la pena di leggerla.
Voto: 4 stelline.

venerdì 2 aprile 2021

Recensione: "Il nido delle cicale" di Anna Martellato

Buongiorno lettori!
Oggi vi parlo di Il nido delle cicale di Anna Martellato, edito da Giunti, un romanzo molto delicato e che ho apprezzato.

Titolo: Il nido delle cicale
Autrice: Anna Martellato
Editore: Giunti
Pagine: 224
Prezzo: €14,90 (cartaceo) - €9,99 (ebook)
Dove acquistarloAmazon
Data di pubblicazione: 9 settembre 2020

Che cosa faremmo se un giorno scoprissimo che la nostra vita è un castello di sabbia e che nulla di quello che abbiamo costruito è autentico? Succede a Mia, compagna di Alessio, architetto di successo a Stoccarda. Per seguirlo, lei ha rinunciato a tutto, anche ad avere figli. Finché un giorno scopre che Alessio le ha nascosto una verità impossibile da accettare. Mentre tutto precipita, Mia torna dopo vent’anni di assenza nella grande casa di famiglia, sulle sponde del lago di Garda, dove abita la madre Vittoria, una donna eccentrica e autoritaria che vive cristallizzata nel passato e che Mia ha allontanato da sé molto tempo prima, a causa di un grave trauma familiare. Ma qui rivede anche Luca, il ragazzo diventato uomo di cui era innamorata da adolescente. Sarà lui a svelarle i segreti della coltivazione della lavanda e delle piante officinali da cui trae rimedi e unguenti. Su quelle colline profumate e inondate di sole Mia ritroverà per la prima volta un senso di pace e armonia. Che sia questo il modo di curare le proprie ferite e rinascere come fanno le cicale dopo un lungo sonno? Ma anche nella vita di Luca c’è un passato scomodo e doloroso che potrebbe costringere Mia a fare di nuovo i conti con la realtà…

Mia è una donna di trentacinque anni che ha abbandonato anni prima l'Italia per seguire il suo compagno Alessio, prima a Ginevra, poi a Stoccarda. Ha lasciato la sua famiglia e il suo lavoro per stare al fianco dell'uomo che ama, trasformandosi un po' in una di quelle donne-ombra, belle e servizievoli nei confronti del proprio compagno/marito. Mia non ha rimpianti in questo senso: ama Alessio e in fondo le piace la vita che sta conducendo a Stoccarda, dove il compagno ha creato una casa moderna e alla moda per lei, il Nido, dove lei passa la maggior parte delle sue giornate. La sua vita amorosa è perfetta, anche se Alessio non vuole sposarsi o avere figli. Eppure un giorno, per caso, scopre una verità che il compagno le ha tenuto nascosto, qualcosa che fa crollare la ragazza e così, raccontando una scusa ad Alessio, decide di tornare in Italia, nella casa dove è nata e cresciuta, sul lago di Garda. 
La casa di famiglia è un luogo magnifico, ma allo stesso doloroso da rivedere: sua madre Vittoria non l'ha di certo trattata bene quando lei ha deciso di partire e quelle parole malvagie aleggiano ancora fra di loro. Vittoria ha mantenuto la casa nello stesso stato per anni interi, come se vivesse ancora nel passato, a prima che un lutto famigliare devastasse la sua vita e quella di Mia. 
In quel luogo Mia rivede anche Luca, un vecchio amico di cui era innamorata quando era una ragazzina e che anch'egli sembra avere qualcosa che lo turba, un segreto che potrebbe stravolgere la vita di tutti. 
Passeggiando fra una meravigliosa coltivazione di piante aromatiche e officinali come lavanda, elicriso, calendula, salvia e rosmarino, Mia sembra riuscire a ritrovare un po' di pace, un po' di quel carattere deciso e ribelle che la contraddistingueva quando era un'adolescente. 
Eppure in lei qualcosa è cambiato, si è rotto quando era una ragazza e non ha nemmeno mai provato a sanare quelle ferite, ma se quello fosse il momento giusto? E se la verità che Luca ha tentato tanto di nascondere venisse alla luce? Mia riuscirebbe ad affrontare nuovamente la vita o si lascerà sopraffare dagli eventi e dai sentimenti?

Questa è la storia di una ragazza con tante paure, dovute a ciò che è successo alla sua famiglia quando era nel pieno dell'adolescenza: un lutto ha sconvolto ogni cosa e dal quel momento molte cose sono andate a rotoli, Mia compresa. 
Mia era una ragazza decisa, ribelle, a cui piaceva sperimentare cose e non aveva paura di niente, mentre successivamente ha iniziato ad avere timore di tantissime cose, anche di alcune assolutamente innocue. Ha dovuto "sbarazzarsi" di una parte della sua personalità per riuscire a sopravvivere a ciò che era successo e questo ha creato una Mia assolutamente pacifica, tranquilla e quasi asservita agli altri. E mentre veniamo a conoscenza della sua relazione con Alessio, come è iniziata, proseguita e a che punto si trovano comprendiamo quanto Mia sia quasi dipendente da lui, quanto si senta smarrita senza la presenza del compagno. Non lavora, si limita a stare nella dimora che lui ha costruito per lei (uscendo ogni tanto), attendendo che Alessio torni a casa da lei, cercando di essere sempre perfetta con lui e amichevole con i suoi amici. 
Per quanto a volte non sia d'accordo con le scelte da lui prese, come quella di non avere figli o non sposarsi, si limita ad accettare la decisione di Alessio, sperando che in futuro cambi idea. Eppure quando una verità scioccante le si presenta davanti agli occhi non può fare finta di niente. E' questo il momento in cui vediamo finalmente Mia, per la prima volta, dimostrare un minimo di spina dorsale. Non quanto avremmo voluto, ma almeno sembra riuscire a comprendere che il tipo di relazione che hanno non è perfetta come ha sempre pensato. La loro relazione agli occhi del lettore appare immediatamente imperfetta: il modo in cui vengono prese le decisioni, il modo di fare di Mia e quello di Alessio... ci sono una serie di motivazioni per cui appare chiaro che quello non è un rapporto sano o perfetto. E tutto ci appare ancora più assurdo quando vediamo come reagisce Mia una volta scoperto il segreto di Alessio.

Nel corso della lettura, attraverso ricordi, vediamo una Mia totalmente diversa e non riusciamo a comprendere per quale motivo Mia sia così diversa, ma ben presto ci viene fornita una spiegazione: un lutto. Non sappiamo cosa sia accaduto nei dettagli, ma comprendiamo immediatamente quanto questo evento abbia avuto un impatto sulla ragazza. Non è stata solo Mia però ad essere stata colpita da quell'evento: la madre Vittoria sembra essere rimasta bloccata a quel momento, decidendo di mantenere l'intera proprietà esattamente com'era all'epoca, chiudendosi in sè stessa e utilizzando le occhiatacce e la sua lingua tagliente per allontanare le persone, Mia compresa. 
Lo stesso evento ha avuto un impatto anche su Luca, amico di vecchia data di Mia: ha deciso di cambiare totalmente vita, dedicandosi alla terra, alle piante officinali. Questo personaggio è quello che ho trovato meno "reale" fra tutti: il suo modo di comportarsi cambia quasi come cambia il soffio del vento. Un momento è freddo e scontroso, il minuto dopo fa di tutto per far sorridere Mia, il giorno successivo è giocoso e scherzoso e quello dopo ancora sembra quasi disinteressato. Posso comprendere il suo stato d'animo nel rivedere Mia, ma questo cambio continuo di carattere mi ha alquanto confuso. Cosa che però ho adorato di lui è il suo modo di parlare delle piante, di come sia appassionato del suo giardino botanico, di come dalle sue parole mi sia venuta una voglia assurda di piantare erbe officinali nel giardino, di andare a visitare un posto simile a quello che lui ha costruito. 
Luca è un personaggio importante nella storia, perchè sarà lui con le sue parole a dare il via al processo che affronterà Mia, che dovrà fare i conti con il proprio passato, il proprio presente e il proprio futuro. 

Questa è una storia di dolore, di sofferenza, di ricordi dolorosi e segreti pesanti. E' soprattutto però una storia di guarigione, di lotta, di voglia di rinascere.
La narrativa contemporanea solitamente non è il mio genere di lettura preferita, è una tipologia di letteratura che va fuori dalla mia confort zone, eppure questo romanzo mi ha sorpreso. Sono stata coinvolta immediatamente dalla storia grazie alla bravura dell'autrice, che già conoscevo di nome per il suo primo romanzo La prima ora del giorno, ma di cui non avevo mai letto niente.
Devo dire che lo stile di scrittura inizialmente mi sembrava un po' pretenzioso, come se la Martellato volesse utilizzare parole complesse e metafore ambiziose solo per darsi un tono importante. Non avevo capito assolutamente niente: l'autrice utilizza uno stile che potremmo definire poetico soprattutto nelle parti più descrittive, per farci entrare ancora di più in simbiosi con i sentimenti e con le sensazioni provate dai diversi personaggi o per integrarci maggiormente all'interno del paesaggio. In altri momenti del romanzo invece il suo stile è più semplice e fluido, concentrandosi maggiormente sui fatti, sulle parole e sui comportamenti dei diversi personaggi. Personalmente una volta che ho compreso tutto questo non ho trovato alcuna difficoltà nella lettura del romanzo. 
Il libro affronta tematiche assai difficili da raccontare: relazioni complicate, lutti, rapporti complessi con i familiari e, soprattutto, l'attesa. E proprio l'attesa è il motivo del titolo del romanzo, che ho trovato assolutamente perfetto. 

Questo è un romanzo abbastanza breve per quanto riguarda la mole di pagine, ma è denso di significato, di pathos, che coinvolge il lettore fin dalle prime pagine. Devo dire che Anna Martellato è riuscita nella difficile impresa di farmi cambiare idea sulla narrativa contemporanea e quindi sono proprio curiosa di leggere altro di suo. 
Voto: 4 stelline.