domenica 9 ottobre 2011

"Iris - Fiori di cenere" di Maurizio Temporin - Recensione

Buongiorno a tutti!
Ieri notte ho terminato la lettura di "Iris - Fiori di cenere", libro che, fin dall'uscita, mi ero ripromessa di leggere e mi accingo a recensirlo a pochi giorni dalla pubblicazione del secondo volume della trilogia che ha come sottotitolo "I sogni dei morti".




Trama:
Thara, 17 anni, ha una vita apparentemente normale, tranne per il fatto che si addormenta di colpo nelle situazioni più imprevedibili e che si sente in forze solo all'alba e al crepuscolo. Per il resto, le sue giornate di adolescente scorrono regolarmente tra rivalità scolastiche, pochi amici scelti e il difficile rapporto con la madre, senza immaginare quello che si nasconde dietro la scomparsa prematura del padre, che non ha mai conosciuto.
Tutto cambia all'improvviso, per colpa di un profumo, quello degli iris.
Un giorno, cercando di rubarne alcuni dal giardino di una villetta misteriosa, cade in un sonno profondo che la trasporta in un mondo parallelo, un deserto di cenere pieno di edifici, navi e aerei bruciati, in cui vagano creature mostruose e
in cui vive, ignaro della sua storia e della sua provenienza, Nate, ragazzo tanto malinconico quanto affascinante. Da quel momento, Thara comincia un viaggio alla scoperta delle proprie origini, tra segreti inconfessabili e terribili verità.

L'autore:
Maurizio Temporin è nato il 1° agosto 1988, sceneggiatore e illustratore, vive tra Novi Ligure e Barcellona. All’età di quindici anni ha scritto un testo (Tutti i colori del Buio), mai pubblicato, notato però da un produttore americano che ne ha acquistato i diritti cinematografici. Il Tango delle Cattedrali è la prima opera pubblicata da un promettente enfant prodige, che riesce a unire una fantasia irrefrenabile a una personalità del tutto fuori dal comune.
Tra il gioco letterario e il puro fantastico, il romanzo rivela un giovanissimo autore che farà molto parlare di sé.
Sito dell'autore: www.mauriziotemporin.com/


Recensione:

"Ecco qual era il conto spietato che quel mondo ci presentava. Un amore da non poter vivere. Ci aveva permesso di far nascere qualcosa solo per poi privarcene.
Ma avrei dovuto capirlo. Dovevo capirlo da subito. Dalle ceneri non nascono i fiori."

Avete mai pensato che l'uomo per voi non sia ancora nato? O che viva dall'altra parte del mondo? O che sia vissuto in chissà quale epoca remota? Non vi è mai passato per la mente che potrebbe essere già morto? Non avete mai immaginato che possa essere bloccato in qualche dimensione di mezzo fra la vita e la morte?


Thara è una ragazza un po' strana: soffrendo di narcolessia, si addormenta spesso e non volentieri nei momenti meno adatti e più impensabili, e per questo, insieme al fatto che le sue iridi sono di un anormale viola, viene spesso derisa. Nessun medico ha saputo spiegarle le sue stranezze, né perché gli unici momenti della giornata in cui si sente in forze sono l'alba e il crepuscolo.
Il suo unico supporto sono i suoi sue amici, Christine e Leonard, anch'essi non proprio normalissimi, e la madre, dato che il padre è morto prima che lei potesse ricordare.

Ma tutto ha inizio con un iris, fiore che, come poi scoprirà, non condivide coi suoi occhi solo il colore... Inspiratone il profumo, Thara perderà i sensi e si risveglierà in un deserto di cenere grigia, pieno di edifici e veicoli bruciati, popolato da spaventose e inquietanti creature, ma anche dal giovane e meraviglioso quanto sperduto e inconsapevole Nate, dagli occhi arcobaleno. Non ricorda nulla di sè e del suo passato, non sa perché e come sia giunto lì, ma sa solamente di essere rimasto da solo per un tempo indeterminabile in quella dimensione cupa e angosciante, dove ha dovuto imparare a sopravvivere e a lottare con le peggiori stranezze. L'unico suo desiderio è andarsene da lì e Thara promette di aiutarlo.
Ma mentre i suoi viaggi al "Cinerarium", come lei lo definisce, diventano abituali, il mondo reale è devastato da frequenti e violenti incendi, causati tutti dalla stessa sagoma che cammina fra le fiamme: è Ludkar, affascinante, inquietante e folle al tempo stesso, così come solo il male sa esserlo. Dice a Thara che ha un conto in sospeso con suo padre e che lei deve aiutarlo a ritrovarlo. In cambio lui le spiegherà come fa ad uscire dal Cinerarium, dove è stato bloccato, e potrà così aiutare Nate.
Ma suo padre non era morto? E tutto questo ha a che fare coi suoi occhi viola e con la sua malattia? E cosa ci fa Nate bloccato lì dentro? E cosa nasconde Ludkar? E sua madre?
Thara riuscirà a rispondere a queste domande solo dopo mille avventure e peripezie, solo dopo aver varcato dimensioni e aver risolto enigmi che hanno a che fare con il suo passato e con lei più di quanto pensi...


Ho gradito molto questo romanzo perché l'ho trovato molto originale in alcune sue trovate, ben strutturato e scritto, con uno stile spesso quasi poetico, che sa coinvolgere in un mix d'amore, paura, avventura, mistero e soprattutto fantasia.
Mi sono piaciuti molto anche i personaggi, ben delineati, anche questi una bella boccata di aria fresca: in particolare ho trovato originale e intrigante Ludkar, mi ha intenerito molto Nate nella sua inconsapevolezza, mi hanno fatto ridere Leo, Christine e il buon vecchio Charles.
Ho adorato il Cinerarium, sia come ambientazione, che come funzione: non solo è descritto così bene da far percepire a noi lettori i granelli di sabbia negli occhi e il pizzicore fra le dita, ma è anche un luogo senza tempo, la discarica di ogni clessidra rotta, dove è facile perdere se stessi arrendendosi. Il difficile è resistere e rimanere lucidi nella terra di mezzo fra vita e morte.

Consiglio questa lettura agli amanti di un urban-fantasy dalle tinte un po' meno sgargianti, che si libera di alcuni cliché, che adotta sistemi nuovi e originali, che intriga e atterrisce al tempo stesso.

Voto: 8++


Giav

1 commento:

  1. stupendo lo voglio leggere!^__^ e anche il secondo ovviamente!

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