domenica 13 novembre 2011

Recensione: "La ladra della primavera".

La ladra della Primavera di Marina Fiorato.
Firenze, 1482. L'affascinante cortigiana Luciana Vetra è furiosa: ha fatto da modella per il grande pittore Sandro Botticelli, ma lui, dopo essersi rifiutato di pagarla, l'ha addirittura cacciata dal suo studio. Determinata a vendicarsi, la giovane ruba uno dei disegni preparatori del dipinto - una grande tavola che avrà come titolo "La primavera" - e cerca di rivenderlo. Tuttavia non le ci vuole molto a capire di aver commesso un tragico errore: sembra infattti che alcuni uomini potenti e senza scrupoli siano disposti a tutto - anche a ucciderla - pur di recuperare quel disegno.Disperata, Luciana chiede asilo presso la basilica di Santa Croce e viene accolta da Guido, un novizio che, incantano dalla sua bellezza, decide di aiutarla a fuggire. Consapevoli che soltanto svelando il mistero del quadro avranno salva la vita, i due intraprendono allora un viaggio che li porterà da Napoli a Pisa, da Roma a Venezia, tra nobili e assassini, pericoli e agguati, complotti e tradimenti. Scopriranno che, nell'allegoria della Primavera, si nasconde un messaggio in codice per un gruppo di cospiratori che vogliono cambiare il futuro dell'Italia...
Prima di iniziare a recensire questo romanzo vi mostro ciò che è scritto nel retro del libro.

Firenze brilla come l'oro e odora di zolfo.
Firenze è bellissima e misteriosa.
Firenze custodisce un segreto e una maledizione.
Proprio come me.
Perché io, Luciana Vetra, cortigiana,
desiderata da tutti e amata da nessuno,
ho usato rubare la Primavera...

Io sono stata letteralmente rapita da queste poche parole, mi hanno talmente invogliato a leggere questo libro che l'ho letteralmente divorato.
La storia è narrata in prima persona proprio da Luciana Vetra, in arte chiamata Ciccina. E' una ragazza molto giovane, che dopo essere scappata da un convento ha cominciato a fare la cortigiana. La maestria nel suo "lavoro" fa sì che sia molto richiesta, nonché la preferita e l'unica che scalda il letto di Bembo, oltre la moglie, ovviamente. Dopo una nottata di divertimento, lui le dice che ad un suo amico, un tale Sandro Botticelli, serve una ragazza da ritrarre per un suo dipinto e lei è quella giusta, vista la sua straordinaria bellezza. Luciana accetta e così si dirige verso lo studio dell'artista, ma lungo il tragitto si ferma sulle rive dell'Arno per fare pipì, ma viene interrotta da un frate francescano che tenta di salvarla dalla via del perdono. Luciana, ammirando la bellezza del ragazzo, però gli fa chiaramente capire che non le importa niente di ciò che lui può fare per salvarla e portarla alla redenzione. Il giovane, però, le dice che se cambierà mai idea dovrà solo cercare Frate Guido della Torre. 
Luciana riprende il suo cammino fino ad arrivare allo studio di Botticelli, dove verrà ritratta e, ancora oggi noi possiamo ammirarla. Basta guardare il dipinto "La Primavera", di cui vi posto una foto e osservare Flora, la terza figura, quindi la seconda donna, da destra.




Durante l'incontro di Luciana con Botticelli, qualcosa non va, infatti l'artista la caccia via dal suo studio dicendo che non la pagherà nemmeno. La ragazza, essendo molto testarda e orgogliosa, per farla pagare a Botticelli, ruberà la bozza del dipinto; copia esatta, solo in dimensioni ridotte. Quando torna a casa, la ragazza trova la sua coinquilina sgozzata e in una pozza di sangue; capisce così di essere in pericolo e va da Bembo per dare a lui il dipinto, così che possa restituirlo a Botticelli; ma anche lui è stato assassinato. Luciana solo allora si rende conto di essere in un vero e proprio guaio e che aver rubato quel dipinto la porterà alla morte prematuramente. 
Non sapendo dove andare Luciana si ricorda di quel bel frate che si era offerto di aiutarla a lasciare la via del peccato e così va a cercarlo. E' così che il destino dei due si intreccia ufficialmente e così, la vita di Luciana non è l'unica ad essere in pericolo. Frate Guido è un uomo molto colto e si rende conto che quel dipinto non è solo ciò che sembra, probabilmente nasconde un codice; e per salvarsi la vita devono capire ciò che si nasconde in quella bozza.
E' così che inizia la loro avventura; cercando di scappare da Firenze, città che ha accolto Luciana quando era ancora in fasce e che lei tanto ama; e andando in giro per tutta la penisola italiana per salvarsi la vita e cercare di scoprire cosa cela il dipinto. I due protagonisti così visiteranno Pisa, Napoli, Roma, Venezia e Genova. 
L'autrice ha descritto le varie città con grande maestria e grande meticolosità, tanto che dopo aver letto la descrizione di una di queste e aver chiuso gli occhi si riesce ad immaginarla perfettamente; sembra proprio di essere lì. Ma Marina Fiorato non è solo bravissima a descrivere gli ambienti, ma anche a descrivere il periodo storico e le persone che hanno vissuto in quegli anni. 
Io ho molto apprezzato questo romanzo, forse perchè adoro i dipinti di Botticelli, e il mio preferito è proprio "La Primavera", anche se non ho mai avuto l'occasione di vederlo dal vivo, cosa a cui presto rimedierò. Dopo aver letto questo libro ogni qual volta vedrete il dipinto ripenserete al codice che si cela in esso, a ciò che ogni personaggio rappresenta, che ogni posizione significa. Effettivamente può sembrare simile a "Il Codice Da Vinci", ma non lo è affatto, a mio parere. Vi consiglio, come ho fatto io, di tenere una foto del dipinto mentre leggete il libro, perchè vi risulterà utile e così potrete verificare che ogni singola cosa scritta nel romanzo sul quadro è esatto. L'unica pecca è che ho trovato qualche errore di "battitura".
Voto: 9

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