lunedì 12 dicembre 2011

Recensione: Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo: La battaglia del labirinto

La guerra tra gli dei dell'Olimpo e i Titani è alle porte, e ancora una volta il Campo Mezzosangue è in pericolo: gira voce che Luke e il suo esercito siano a un passo dall'invasione. E se i confini del Campo non fossero sicuri come una volta? Per difendersi, Percy, Annabeth e Grover devono addentrarsi nel Labirinto di Dedalo, che forse nasconde una via d'accesso al Campo. Un tempo a Creta e ora nel sottosuolo nordamericano, il Labirinto è un mondo sotterraneo che nasconde pericoli e insidie indicibili, e gli insegnamenti di Quintus, il nuovo istruttore di tecniche da combattimento, si rivelano preziosissimi. Percy e i suoi amici lotteranno con nemici sempre più potenti e terrificanti, scopriranno la verità sulla scomparsa del dio Pan e dovranno scontrarsi con il terribile segreto custodito da Crono. L'ultima sfida ha inizio... e questo è solo la prima delle battaglie.

Se la trama si presenta allettante, posso assicurarvi che il libro è ancora meglio. Il fatto che io lo abbia letto in inglese me lo ha fatto apprezzare anche di più. Percy sta crescendo, e così le sue problematiche e le sue imprese. Adesso che Crono si sta risvegliando, nessun luogo al mondo sembra essere sicuro, men che meno il Labirinto di Dedalo, sconfinato e illusorio, pieno dei pericoli più inaspettati. E nello stesso tempo non ci si può fidare di nessuno, mezzosangue o divinità. Oltretutto, Percy non ha ancora imparato a conoscere a pieno tutti i suoi poteri, che si dimostrano enormi e, a volte, devastanti. Lo stesso accade al non più piccolo Nico Di Angelo, figlio di Ade, che si rivela straordinariamente potente e pericoloso a causa della sua ingenuità.

Quello che è davvero sorprendente, è la capacità dell’autore, Rick Riordan, di mantenere una struttura uguale per tutti i romanzi (Inizio a Manhattan – Campo Mezzosangue – Missione – Peripezie – Battaglia – Fuga/Vittoria – Ritorno a casa) ma di introdurre sempre elementi innovativi. In questo caso, quello che sorprende è l’ideazione del Labirinto, visto come organismo vivente che cambia e si sviluppa a piacimento, ma che non è del tutto autonomo: è legato, infatti, alla vita del suo costruttore. E’ una realtà che conduce alla follia, allo smarrimento in senso lato. Ma non manca, come al solito, la satira. Basta conoscere la moderna Sfinge per capire quanta ironia ci sia dietro al romanzo.

Non mancano però anche i messaggi importanti: credo che tutti, dopo aver letto questo volume e averlo apprezzato, abbiano avuto la voglia di far crescere una piantina. Tramite la vicenda dolceamara del dio Pan, Riordan lancia un appello a salvaguardare l’ambiente, a preservare la fauna e la flora e
a incrementarla dove possibile. Il fatto che i destinatari di questo messaggio siano i bambini è alquanto positivo, poiché sono certamente più malleabili di quanto non lo siano gli adulti.

Il libro è stato pieno di sorprese: si conoscono nuovi personaggi, alcuni davvero apprezzabili (come Calipso), altri un po’ meno; si conoscono meglio quelli vecchi; alcuni ci sorprenderanno positivamente (Grover, ad esempio), altri deluderanno un po’ (nel mio caso Annabeth). Altri ancora si imporranno sugli altri, come Rachel Elizabeth Dare, la ragazza che riusciva a vedere attraverso la Nebbia, non solo per la sua utilità come personaggio, ma anche per la simpatia e il coraggio che dimostra. Conosceremo nuove divinità, e impareremo che nella famiglia degli dei ci sono rancori e ipocrisie che durano da un’eternità. Vedremo come l’apparenza delle divinità inganna, perciò tenete d’occhio Era e non diffidate di Efesto.

Le sorprese e i colpi di scena non mancano. Né i dispiaceri o gli amori, che si affacciano sempre di più nella storia. Resta da vedere cosa ci riserva Riordan per il prossimo volume, che sarà anche quello conclusivo della saga: L’ultimo Dio (The last Olympian).

Voto: 9

L'autore


Rick Riordan, autore di successo per ragazzi e adulti, è stato premiato con i riconoscimenti più importanti del genere mystery. Dopo aver insegnato inglese e storia per quindici anni, ora si dedica a tempo pieno alla scrittura e vive a San Antonio, Texas, con la moglie e i due figli. Negli Stati Uniti la serie completa di Percy Jackson, composta di cinque libri, è stato un autentico caso editoriale e ha venduto oltre sei milioni di copie.




Luna

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