domenica 8 gennaio 2012

Cronache del Mondo Emerso; Il tempo cambia il volto delle cose, anche dei ricordi.

Buona domenica tutti. Oggi continuo a tormentarvi con i miei post su Licia Troisi. Ho da pochissimo concluso la sua prima trilogia e ci tenevo a completare la mia precedente recensione cercando di dirvi il meno possibile.


Nihal ha coronato il suo sogno, è riuscita ad entrare in Accademia e a divenire una guerriera grazie al suo maestro, lo gnomo e Cavaliere di Drago, Ido. Sennar è un mago membro del Consiglio e la guerra continua imperterrita a mietere vittime e a reclamare sangue. Il folle progetto del Tiranno di conquistare tutte e 8 le terre del Mondo Emerso sembra sempre più vicino e per ogni abitante delle Terre Libere il morale è a pezzi: ogni giorno potrebbe essere l'ultimo. Mentre Nihal è impegnata a conquistare il suo posto, la fiducia del suo Drago e il rispetto del proprio maestro, oltre a continuare la ricerca di se stessa, Sennar si trova a dover affrontare una scelta, compiere da solo una missione suicida verso un mondo perduto, e l'esito delle sue gesta è l'unica speranza per ognuno.

Senza scendere nei dettagli, per chi in particolare non avesse letto il primo volume ma ha da sempre subito il fascino puramente italiano di questa saga, vi espongo la mia recensione dal punto di vista più pragmatico possibile. Con la crescita dei suoi personaggi si denota un maturazione anche nello stile dell'autrice stessa che sembra volare ad ali spiegate verso uno sviluppo e perfezionamento del suo modo di esporre i fatti. La Troisi diviene grande, accompagnata dai suoi protagonisti, affinandosi nella delicata arte della scrittura. Il primo volume, che poteva esser considerato ancora acerbo, ora assume il semplice ruolo di punto di partenza, senza dimenticare che, in quanto primo libro pubblicato da una scrittrice così giovane, è assolutamente normale saggiarne il lato inesperto. Ciò non si riscontrerà nei prossimi volumi concentrati su una Nihal che oramai è una donna e non più una ragazzina, perfettamente paragonabile alla Troisi stessa. Il secondo volume dona molto più spazio alla figura di Sennar, come già annunciato dal nome del romanzo stesso, e l'alternanza dei capitoli da diversi punti di vista rende la lettura fluida, scorrevole, aumentando anche l'interesse. Se il primo capitolo di questa saga era "carino" o "okay" vi consiglio di continuare la vostra lettura per poter considerare questa storia al completo come "davvero molto bella".
Si chiarificano anche i sentimenti e gli animi di ogni personaggio sino a intuire gli amori celati, mai detti, conservati sino alla fine tra le pagine dei romanzi, mossa sicuramente discutibile, ma non errata. La Troisi descrive l'amore come qualcosa di lento ma inesorabile, che esiste da sempre eppure richiede tempo per assumerne consapevolezza, ma che alla fine travolge in pieno come un fiume, tenero ma passionale. 

"L'amore non è né piccolo né egoistico"

Concetti filosofici a fiotti incorniciano la storia. La ricerca dell'identià non diviene un fenomeno puramente adolescenziale, bensì un percorso che può durare sino all'età adulta e che rende Nihal incontentabile, incompleta e a volte definitivamente vuota.

"A volte è dalle piccole certezze che si deve partire per costruire grandi convinzioni, e i piccoli desideri spingono verso grandi imprese. "

Trovare uno scopo per cui vivere è la ricerca angosciante di Nihal che continua a interrogarsi sul perché della vita credendo si debba trovare in gesta eclatanti, capendo solo alla fine che un significato possiamo riscontrarlo anche semplicemente nell'amore, o in qualcuno o qualcosa vicino a noi. Classico esempio di chi ha la realtà al proprio fianco, sotto il proprio naso, ma non riesce a rendersene conto. Accompagnano i dilemmi umanistici le solite riflessioni sul bene e il male, sulla barriera che divide queste due forze, la quale appare così sottile fino a permettere una mescolanza tra le due. Trovare del bene in esseri forgiati dal puro odio e riscoprire in se stessi dolore, male e sentimenti negativi pur essendo anime pacifiche. 

"Ma allora, dov'era il bene e dove il male? Erano gli uomini i veri mostri? Non era peggiore chi, come lei, uccideva per scelta, piuttosto che quelli che lo facevano perché vi erano costretti?"

L'uomo sostituisce il fammin, puro mostro forgiato dalla magia oscura, come carnefice. La verità travolge il cuore di tutti alla scoperta di ciò che, in fondo, abbiamo sempre saputo. L'uomo, non la natura o gli animali o le nostre creazioni, sceglie la propria strada che molte volte si dimostra essere quella sbagliata. Distrugge la propria terra con guerre, soprusi, bestialità. Riesce ad essere crudele e a perdere ogni traccia di umanità che Nihal riscontra, al contrario, in un fammin. Il Fammin, concepito senza volontà ma semplicemente come arma utilizzata dall'uomo e spinta ad agire da questo, diviene amico, inizia a percepire qualcosa oltre al semplice e solito obbligo di seguire gli ordini, diviene qualcosa di più. Sono i sentimenti che ci rendono differenti dalle altre cose, la possibilità di pensare e scegliere, ma queste emozioni sgorgano ovunque vi sia una crepa e, ugualmente, scivolano via. 

"La speranza è tutto quello che abbiamo"

Alla fine rimane solo lei, come sul fondo del vaso aperto da Pandora, la speranza. Quella che, come si suol dire, non muore mai.

"L'unica certezza è l'Odio. In questo mondo spira un vento malefico, che avvelena gli animi e corrompe gli uomini; la malvagità permea ogni cosa, infetta la terra. Tutto è impregnato di odio, di desiderio di distruzione. [...] Il bene è effimero e il male eterno."


Voto a entrambi: 8.5




effy

4 commenti:

  1. Ciao a tutti e 4! vi ho invitati a un MEME http://vivereinunlibro.blogspot.com/2012/01/meme-2011.html
    buon anno nuovo ^__^

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  2. non ho mai letto questo libro anche se ho letto diverse recensioni, tra cui questa. Dovrebbe essere interessante

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  3. io adoro Troisi ^^ sono arrivata a leggere la treza trilogia e non vedo l'ora di finirla!!

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  4. mi hanno detto che le Guerre e le Leggende non sono interessanti comne la prima trilogia; dicono che ripetono sempre la stessa storia :s

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