sabato 21 gennaio 2012

Recensione: Wondrous Strange - Arcane meraviglie

Sin dall'alba dei tempi, le fate hanno sempre rubato i bambini dei mortali. Per la diciassettenne Kelley Winslow, le
fate esistono soltanto nelle fiabe, o tra le pagine della commedia di Shakespeare "Sogno di una notte di mezza estate", di cui sta studiando il copione a Central Park. Poi incontra Sonny Flannery, e tutto cambia: Kelley comprende che il limite tra la realtà e l'immaginazione è fragile e mutevole, che nulla è mai come appare. Ma chi è in realtà Sonny? Rapito ancora in fasce dal popolo delle fate, cresciuto nella reggia del re Auberon e della sua corte degli abissi, il ragazzo è uno dei guardiani della Porta di Samhain, che connette il mondo dei mortali con il regno degli esseri fatati. Sigillata per volere del re una breccia si apre solo una volta all'anno. Sonny ora è nel parco, in attesa del calar della notte e del momento che segnerà l'apertura dello spiraglio da cui le creature potrebbero tentare di attraversare il confine tra i due mondi. Suo compito è quello di impedirlo, anche a costo della vita: ma quest'anno sta per accadere qualcosa di diverso, qualcosa di meraviglioso e terribile. Scritto nella migliore tradizione dell'urban fantasy, "Wondrous Strange" è il primo episodio di una trilogia che narra di vendette e di oscure magie.

Questa la trama di Wondrous Strange, primo volume della trilogia di Lesley Livingston, dedicata al fiabesco mondo delle fate. L’ho iniziato e finito domenica scorsa, ma onde evitare di scrivere il commento a caldo e dire cose di cui poi mi sarei pentita, lo recensisco per voi oggi.

Comincerò con le critiche, poi passerò agli elogi.

La storia si ispira alla celebre commedia di Shakespeare “Sogno di una notte di mezza estate”, che è una delle mie opere preferite tra quelle dello scrittore elisabettiano e certamente una delle storie che mi sono piaciuto di più in assoluto. La mia opinione, quindi, è molto influenzata dalla simpatia che provo per la fonte. Nonostante ciò non potevo non notare alcuni dettagli fuori posto. Innanzitutto la scarsa attenzione che la Livingston dà ai suoi personaggi. A parte i due protagonisti, Kelley e Sonny – anticipo fin da ora che sono una delle coppie più dolci che abbia mai incontrato nei libri – tutti gli altri sono solo una serie di nomi, a volte un po’ meglio caratterizzati (Maddox, Tiff, Bob, Auberon e Mab), altre volte gettati sulla pagina come per riempire lo spazio (i compagni di Sonny e Maddox, Chloe, alcuni compagni di teatro di Kelley, la zia Emma). Mi è dispiaciuto, perché approfondire un po’ sarebbe stato decisamente più interessante, invece di seguire solamente i protagonisti e le loro vicende. Mi sono affezionata a personaggi che non hanno avuto uno sviluppo, quindi spero tanto di rifarmi nel seguito.


Altra pecca dell’autrice: la costruzione del romanzo. E’ molto elementare, alcuni avvenimenti sembrano piovuti dal cielo, le rivelazioni non giungono sempre nei momenti opportuni né nel modo migliore. C’è da dire che perlomeno un po’ è riuscito a sorprendermi sull’identità dei genitori di Kelley. Non so come, ma avevo intuito subito chi era la madre e per nulla chi era il padre.

Ma la scrittura è molto scorrevole, non si fa per nulla fatica a seguirla ed è adatta al contenuto. Questo è quindi il momento in cui passiamo a ciò che mi è piaciuto.

Sonny e Kelley. Hanno un rapporto molto dolce, anche se lei all’inizio non è molto disponibile nei suoi confronti per giustissime ragioni. Forse il loro innamoramento è un po’ troppo rapido, ma considerando che nei nuovi young adults è sempre così, non ci si fa poi molto caso. E poi, la scena del loro primo bacio è così perfetta, che si perdonerebbe loro tutto! Soprattutto a Sonny, che comprendere subito la magia contenuta in Kelley e la ama nonostante quest’ultima li renda profondamente diversi.

L’ambientazione. Diciamo che tutto ruota, almeno in questo primo libro, intorno a Central Park. E l’atmosfera del posto è così magica – parla una che ci è stata già due volte – che è un perfetto scenario per una storia di fate.

E che dire dell’idea in sé? Era un po’ che volevo staccare dalle innumerevoli storie di vampiri, licantropi o altri personaggi dell’orrore (per quanto siano buoni o bei fusti), e visto che l’esperimento con Wings era fallito miseramente, sono stata contenta di trovare Wondrous Strange. Il mondo fatato della Livingston è incantato e incantevole, e dolce, anche se non tutte le creature che lo abitano sono i teneri esserini che ci aspetteremmo. Basta conoscere la terribile Mab, regina dell’autunno, e la storia della Caccia di Herne da lei iniziata, una caccia macabra in cui la preda non sazia mai la sete di sangue. Persino Auberon, re dell’inverno, sembra avere qualcosa da nascondere, e i rapporti che legano gli esseri fatati non sono sempre cristallini.

La mia opinione sul romanzo, in sostanza, è ancora in fieri. A trilogia finita saprò dirvi che cosa ne penso in maniera più completa. Per adesso, il mio voto è un 7 e mezzo.

L'autrice

Canadese, vive e lavora a Toronto. E' scrittrice e attrice di teatro. Wondrous Strange è il primo titolo della sua trilogia urban fantasy, di cui Darklight e Tempestuos sono il secondo e il terzo volume.





Luna

1 commento:

  1. io l'ho letto e l'ho trovato godibilissimo!
    anzi l'ho pure regalato!!!

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