martedì 3 gennaio 2012

Speciale II: Carlos Ruiz Zafòn

Ed eccomi qui con la seconda e ultima parte del nostro speciale dedicato allo scrittore Carlos Ruiz Zafòn! L’altra volta si è parlato dei suoi romanzi di maggior successo, L’Ombra del vento e Il gioco dell’angelo. Adesso ci ritroviamo a parlare degli altri quattro.

Marina ha in comune con i romanzi trattati l’ultima volta l’ambientazione. La
Barcellona che descrive è “una città ribelle, creativa e decadente, mediterranea e passionale, luogo che ispira l’immaginario letterario e quindi anche storie di delitti e misteri. Una Barcellona nera.” (Michele Primi sul mensile di Emergency, numero di novembre 2011) La città spagnola è diventata teatro di tutta una serie di romanzi neogotici, genere di cui Zafòn è solo un esempio. Altri, già da prima di lui, hanno dato voce all’atmosfera noir di Barcellona, a partire da Alicia Giménes-Bartlett, creatrice del personaggio di Petra Delicado, protagonista di una serie di libri di cui il primo pubblicato nel 199
6 e intitolato
Riti di morte, passando per Marc Pastor, vincitore del premio “Crímenes de Tinta”, concludendo con Francisco Gonzáles Ledesma, autore di grande fama e vincitore del “Premio Planeta” nel 2008. E sono soltanto tre dei tanti nomi che si potrebbero fare.

Questa città, dunque, è anche lo scenario del romanzo Marina, di cui riporto la trama: Barcellona, fine anni Settanta. Óscar Drai è un giovane studente che trascorre gli anni della sua adolescenza in un cupo collegio della città catalana. Colmo di quella dolorosa energia così tipica dell'età, fatta in parti uguali di sogno e insofferenza, Óscar ama allontanarsi non visto dalle soffocanti mura del convitto, per perdersi nel dedalo di vie, ville e palazzi di quartieri che trasudano a ogni angolo storia e mistero. In occasione di una di queste fughe il giovane si lascia rapire da una musica che lo porta fino alle finestre di una casa. All'interno, un antico grammofono suona un'ammaliante canzone per voce e pianoforte. Nel momento in cui sottrae l'oggetto e scappa, è sopraffatto da un gesto che risulta inspiegabile a lui per primo. Qualche giorno dopo tutto gli apparirà tanto chiaro quanto splendidamente misterioso. Tornando sui suoi passi per restituire il maltolto, infatti, Óscar incontra la giovane Marina e il suo enigmatico padre, il pittore Germàn. E niente per lui sarà più come prima. Il suo innato amore per il mistero si intreccerà da quel momento ai segreti inconfessabili del passato di una famiglia e di una Barcellona sempre più amata: segreti che lo spingeranno non solo alla più lunga fuga mai tentata dal detestato collegio, ma anche verso l'irrevocabile fine della sua adolescenza. Scritto prima de "L'ombra del vento" e "Il gioco dell'angelo" questo romanzo ne anticipa i grandi temi: gli enigmi del passato, l'amore per la conoscenza, la bellezza gotica e senza tempo di Barcellona.Il romanzo si presenta un po’ più intimo dei due di cui abbiamo parlato in precedenza. La delicata e indefinibile relazione che lega Óscar a Marina si intreccia meravigliosamente con la trama di un mistero travolgente in cui i due saranno, loro malgrado, coinvolti. Ciò che rende Marina così particolare non è lo stile – Zafòn si riconferma un maestro nell’arte della scrittura. A mio parere, nessun altro scrittore è capace di rendere così poetiche le sue frasi. – né la trama – in fondo, tutti i romanzi dello scrittore hanno un’impostazione simile – ma i piccoli messaggi celati qui e là nel romanzo. Uno per tutti è racchiuso in questa magnifica citazione, pronunciata dal padre di Marina: “Potrei dipingere per mille anni, ma non cambierei di una virgola la barbarie, l'ignoranza e la brutalità degli uomini. La bellezza è un soffio rispetto al vento della realtà.”

Passando agli ultimi tre romanzi, ve ne parlerò nell’ordine in cui li ho letti io. Il primo è stato Il palazzo della mezzanotte e lo sconsiglio vivamente a chi ama i happy endings, perché non potrei immaginare un finale più tragico di questo. Si legge tutto d’un fiato, per cui la fine arriva a una velocità impressionante e lascia senza fiato. Questa volta la città in cui è ambientata la storia non è Barcellona né nessun’altra città spagnola, bensì la lontana Calcutta. La trama: Calcutta, 1916. Una locomotiva infuocata squarcia la notte

portandosi dietro un carico di morti innocenti. Sotto una pioggia scrosciante, quella stessa notte, un giovane tenente inglese sacrifica la vita per portare in salvo due gemelli neonati inseguiti da un tragico destino. Calcutta, 1932. Ben, il gemello maschio, compie sedici anni, lascia l'orfanotrofio St. Patricks e festeggia
l'inizio della sua vita adulta. È anche l'ultimo giorno della Chowbar Society, un club segreto che conta sette orfani come Ben, riunitosi per anni allo scoccare della mezzanotte sotto un tetto di stelle, nella sala principale di un antico edificio in rovina, il Palazzo della Mezzanotte. I sette ragazzi sono sicuri che quella sarà la loro ultima notte insieme, ma il passato bussa alla porta di Ben: la bellissima gemella che non sapeva di avere entra nel Palazzo con una pazzesca storia da raccontare. Le braci dell'incendio di sedici anni prima ricominciano ad ardere. Per tre interminabili giorni i membri della Chowbar Society cercano di decifrare ciò che si nasconde dietro al passato di Ben e di sua sorella, mentre combattono contro un secondo terribile incendio appiccato da un'ombra misteriosa. E, quando ormai l'inferno sembra aver preso il sopravvento e il compiersi del destino inevitabile, il fuoco all'improvviso si spegne... e una candida neve scende sulle strade di Calcutta.

Magia e mistero si mescolano all’ingenuità dei ragazzi, che tuttavia riescono a comportarsi come dei veri eroi romanzeschi nella loro ricerca della verità che si nasconde nel passato dei due gemelli. I personaggi sono dipinti con maestria, tuttavia si nota che il romanzo è parte della produzione giovanile dell’autore: benché gli ingredienti principali dei suoi futuri romanzi siano già presenti, sono abbastanza ridimensionati. L’atmosfera gotica, quasi horror, si fa sentire, ma è ancora stemperata, adatta a un pubblico di ragazzi più che di adulti. Amerete i due gemelli, amerete i loro amici e anche Calcutta, questa città di cui sappiamo così poco ma che riesce ad essere tanto affascinante quanto l’europea Barcellona.

Le luci di settembre ha in comune qualcosa con L’Ombra del vento e Il gioco dell’angelo, cioè il personaggio di Andreas Corelli. Anche qui questo Diavolo personificato è un compratore di anime, un essere inquietante che offre la felicità a prezzi spaventosi. Sarebbe stato meglio dare la vita, piuttosto che quello che lui pretenderà.


Durante l'estate del 1937 Simone Sauvelle, rimasta all'improvviso vedova, abbandona Parigi assieme ai figli, Irene e Dorian, e si trasferisce in un piccolo paese sulla costa per sfuggire agli ingenti debiti accumulati dal marito. Trova lavoro come governante per il facoltoso fabbricante di giocattoli Lazarus Jann in una gigantesca magione chiamata Cravenmoore, dove l'uomo vive con la moglie malata. Tutto sembra andare per il meglio. Lazarus si dimostra un uomo gradevole, tratta con riguardo Simone e i figli, a cui mostra gli strani esseri meccanici che ha creato - e che sembrano avere vita propria - mentre Irene si innamora di Ismael, il cugino di Hannah, la cuoca della casa. Ma eventi macabri e strane apparizioni sconvolgono l'armonia di Cravenmoore: Hannah, viene trovata morta e una misteriosa ombra si impossessa della tenuta. Spetterà a Irene e Ismael lottare contro un nemico invisibile per salvare Simone e svelare l'oscuro segreto che avvolge la fabbrica dei giocattoli, un enigma che li unirà per sempre e li trascinerà nella più emozionante delle avventure in un mondo labirintico di luci e ombre.
Non c’è molto altro da aggiungere, perlomeno nulla che non sia già stato detto. L’atmosfera è la stessa dei romanzi precedenti, i protagonisti non sono particolarmente originali, lo stile si mantiene.

Ci avviamo alla conclusione. L’ultimo romanzo di cui dobbiamo parlare è Le luci di settembre, il primo che l’autore abbia scritto, in realtà.

1943: il vento della guerra soffia impetuoso sull'Europa quando il padre di Max Carver decide di lasciare la città e di trasferire la sua famiglia in una villetta sulla costa spagnola. Ma appena arrivati, cominciano a succedere strani eventi: Max scopre un giardino pieno di statue terrificanti, le sue sorelle iniziano a fare sogni strani e inquietanti, all'improvviso compare una scatola piena di vecchi film che sembrano aprire una finestra sul passato. E poi, perché l'orologio della stazione va all'indietro, come se stesse facendo un conto alla rovescia? Ma più ancora minacciose e sinistre sono le voci che riguardano i precedenti proprietari della villa, e i racconti che accompagnano la misteriosa scomparsa di loro figlio. Mentre indaga in compagnia del suoi nuovi amici Roland e Alicia, Max viene a conoscenza della terrificante storia del Principe della Nebbia, un'ombra luciferina che emerge nel cuore della notte per scomparire con le prime nebbie dell'alba... Una storia che affonda le radici nel passato e che continua a lasciare una scia di sangue, dolore e sofferenza.
Sebbene Andreas Corelli non sia presente con questo nome, non vuol dire che manchi. Il suo personaggio c’è, con un altro nome e con un altro aspetto, ma la funzione che svolge è la medesima, ed è sempre lui a mettere in moto l’azione, rivendicando il suo pagamento. Purtroppo, nulla può ingannarlo a lungo, e altri saranno coinvolti se i patti non verranno rispettati.

Termina qui il nostro speciale dedicato a questo formidabile scrittore dallo stile così musicale, ma riparleremo di lui non appena uscirà in Italia il suo ultimo romanzo, intitolato “Il prigioniero del cielo” e pubblicato in Spagna il 27 novembre 2011 (per chi conosce la lingua, qui in anteprima le prime 33 pagine del romanzo). Sperando di non dover aspettare troppo, a presto!

L’autore

Carlos Ruiz Zafón (Barcellona, 25 settembre 1964), autore di assoluto talento e di successo mondiale, ha cominciato la sua carriera nel 1993, con una serie di libri per ragazzi. Nel 2001 ha pubblicato il suo primo romanzo per adulti, L'ombra del vento (Mondadori 2004), divenuto immediatamente un caso letterario internazionale, con un milione e mezzo di copie vendute solo in Italia. Nel 2008, con Il gioco dell'angelo (Mondadori), è tornato all'universo del Cimitero dei Libri Dimenticati, che tutti i suoi lettori ricordano con grande passione. Nel 2009 da Mondadori è uscito Marina, nel 2010 Il Palazzo della Mezzanotte e nel 2011 Le luci di settembre. Le sue opere sono tradotte in più di quaranta lingue e hanno conquistato numerosi premi internazionali e milioni di lettori nei cinque continenti.


Luna

1 commento:

  1. ho inserito nel blog un post che, in qualche modo, vi interessa :)
    http://letteraturaecinema.blogspot.com/

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