domenica 12 febbraio 2012

Spaciale sulle fiabe #1: Biancaneve e i sette nani


Salve cari lettori!
Questo post inaugura una serie di speciali che abbiamo pensato di dedicare, come dice il titolo, alle fiabe. In ogni speciale vi parleremo della fiaba originale, delle eventuali interpretazioni future e delle trasposizioni cinematografiche e televisive.
La prima fiaba scelta è Biancaneve e i sette nani, una delle più note al mondo, scritta dai fratelli Grimm ma certamente molto più conosciuta nella sua versione Disney.

La storia vera.
Se avete curiosità di leggerla voi stessi, cliccate qui, altrimenti continuate la lettura del riassunto che ho scritto per voi.
I fratelli Grimm erano studiosi del folclore popolare, da cui traggono ispirazione per le loro fiabe. Biancaneve esisteva come storia in diverse varianti, ma loro pubblicarono la loro versione nel 1812.
La trama dei fratelli Grimm è molto diversa dalla sua versione Disney. Tutto comincia con un  desiderio espresso dalla madre di Biancaneve, la regina, che, pungendosi con un ago e osservando una goccia di sangue poggiarsi sulla neve, desidera avere una bambina con i capelli neri come l’ebano, la pelle bianca come la neve e e labbra rosse come il sangue. La regina viene accontentata, ma muore nel dare alla luce la bimba. Per cui il padre si risposa, desideroso di dare una figura materna alla figlia. La matrigna tuttavia è gelosa di Biancaneve e ordina a un cacciatore di ucciderla e di portarle fegato e polmoni come prova dell’avvenuta uccisione. Come sappiamo il cacciatore risparmia la bambina – Biancaneve non è che una bimba nella fiaba – e uccide un cinghiale per accontentare la regina, che mangia il fegato e i polmoni pensando di aver trionfato. Scopre però che non è così, e che Biancaneve ha trovato rifugio presso dei nani che lavorano nelle miniere. Tenta a questo punto di ucciderla, dapprima con un nastro la legare in vita che le toglie il respiro, poi con un pettine avvelenato. I nani riescono sempre a salvarla ed è qui che entra in gioco il sotterfugio della mela avvelenata (a metà, non interamente: proprio per non insospettire la ragazza, la matrigna stessa mangia metà della mela, quella che ovviamente non era pericolosa). A questo non c’è rimedio, quindi i nani pongono Biancaneve in una bara di cristallo sulla cima di una collina. Un principe, passato da lì dopo un po’ di tempo e innamoratosi della bellezza della fanciulla, convince i nani a cedergliela, in modo che lui la possa portare al castello e ammirare sempre. Durante il tragitto, uno dei servi che trasporta la bara inciampa e fa cadere la bara. A Biancaneve esce dalla bocca il pezzo di mela avvelenato e la fanciulla si risveglia. Al matrimonio verrà invitata anche la regina, che rimarrà sconvolta nel riconoscere la figliastra nella sposa. Come punizione le verranno fatte indossare delle scarpe di ferro incandescenti, con cui danzerà fino alla morte.


La versione Disney.


Certamente è quella più conosciuta. La storia è semplificata, manca della sua parte iniziale in cui la madre esprime il desiderio e il tentativo di uccisione della ragazza a partire dal momento in cui Biancaneve vive con i nani è uno solo, quello classico della mela. E poi, la storia è molto più romantica. Come sappiamo tutti, è il bacio del principe a svegliare Biancaneve, non una accidentale caduta, caduta che invece rappresenterà la fine della strega.
Come tutte le storie Disney, oltre ad essere romantica è anche simpatica. Tutti noi amiamo e conosciamo i sette nani, i cui nomi sono stati inventati dalla Disney, non dagli autori della fiaba.
E come in tutti i film della Disney, non può mancare la musica. Biancaneve ha una voce talmente soave da competere con il dolce canto degli uccellini, da far innamorare immediatamente il principe. E anche i nanetti ci deliziano della loro musica!
La regina cattiva, poi, è sicuramente uno dei cattivi Disney meglio riusciti, soprattutto nella sua versione vecchia e brutta. La sua trasformazione fa rizzare i capelli in testa ai bambini (anche a me, anche se adesso bambina non lo sono più).

Le prime trasposizioni cinematografiche.

Il film della Disney è del 1937, ed è il primo dei classici Disney. Ma esistono versioni ben più vecchie. Solo nel 1916 vengono realizzati due film che prendono spunto dalla fiaba dei fratelli Grimm, entrambi intitolati Snow White ed entrambi film muti in bianco e nero. Saltando al 1987, troviamo una’altra trasposizione, molto fedele all’originale fiaba e completa di canzoni. Nel 1997 invece abbiamo un film liberamente ispirato, di cui non vi sto a raccontare la trama che Wikipedia sarà più che felice di svelarvi se cercate il titolo Biancaneve nella foresta nera. Dico solo che il film presenta nomi come Sigourney Weaver, la celebre dottoressa Autìgustine dell’Avatar di James Cameron. Si differenzia poi dagli altri film per l’ambientazione gotica ottocentesca, abbastanza macabra rispetto a quello a cui siamo abituati quando pensiamo a Biancaneve.
Passando invece al 2001, troviamo un altro film, intitolato La vera storia di Biancaneve. Nei panni della celebre principessa troviamo l’attrice Kristin Kreuk, niente meno che la Lana di Smalville. Nei panni della regina cattiva, invece, l’attrice Miranda Richardson, che per la televisione ha interpretato anche la Regina Rossa in una versione di Alice nel paese delle meraviglie, la malvagia Mab nel film Merlino del 1998 e, sicuramente più conosciuta, la giornalista Reeta Skeeter in Harry Potter e il calice di fuoco. Il film, nonostante il titolo, modifica parecchio la storia di Biancaneve, e ancora una volta, se non avete voglia di vederlo ma di scoprirne la trama, Wikipedia sarà contentissimo di aiutarvi. Un cambiamento per esempio sono i nomi dei nani, che si chiamano come i giorni della settimana e sono vestiti dei colori dell’arcobaleno (riescono anche a spostarsi da un luogo all’altro trasformandosi in arcobaleno), oppure il fatto che il principe venga trasformato dalla regina in un orso e intrappolato in una palla di vetro. E il vero mago, qui, è il fratello della Regina, colui che le ha dato la bellezza e che infine gliela toglie per il suo comportamento riprovevole.

Le prossime trasposizioni.

Nel 2012 usciranno ben due film dedicati a Biancaneve. Il primo, intitolato Biancaneve e il cacciatore, vede Kristen Stewart nei panni della più bella del reame e Charlize Theron in quelli della regina. Il secondo invece, intitolato in Italia Biancaneve e in America Mirror, mirror, ci presenta una regina cattiva interpretata da Julia Roberts, una Biancaneve con l’aspetto di Lily Collins (Abduction) e un re dal calibro di Sean Bean. I due film arriveranno nelle sale italiane rispettivamente l’11 luglio e il 4 aprile.

Film ispirati.
Anche se la storia presenta come protagonista un’altra principessa e un impianto del tutto nuovo, non possiamo negare che il film Come d’incanto non prenda ispirazione dalla storia di Biancaneve. Giselle (nel film la dolcissima Amy Adams) comunica con gli animali proprio come Biancaneve, canta proprio come lei, la regina cattiva cerca di ucciderla con una mela proprio come nella nostra fiaba. Giselle, come tutte le principesse Disney ma come Biancaneve in particolare, non conosce l’odio né la cattiveria, è un essere del tutto puro di cuore.


Cartoni animati.
A parte la versione della Disney, abbiamo altri cartoni, tra cui un film d’animazione del 1988 intitolato Biancaneve - e vissero felici e contenti, un seguito non ufficiale del film Disney.
Abbiamo poi anche una serie animata italo-giapponese intitolata La leggenda di Biancaneve. La serie presenta 52 episodi e risale al 1992.




Telefilm.

Un telefilm che rende particolarmente omaggio al personaggio di Biancaneve è certamente C’era una volta, un telefilm della FOX di quest’anno. In C’era una volta  la storia si svolge nei nostri giorni, dove i personaggi di tutte le fiabe sono rimasti intrappolati a causa di una maledizione lanciata dalla regina cattiva. Unico a conoscere la verità sull’identità degli abitanti della cittadina di Storybrooke, nel Maine, è Henry, figlio adottivo della regina, nel nostro mondo sindaco della città. Unica capace di spezzare l’incantesimo è Emma (Jennifer Morrison, la Cameron di Dr.House), madre naturale di Henry e, a sua insaputa, figlia di Biancaneve (Ginnifer Goodwin).
Biancaneve è un personaggio chiave, la vera protagonista della storia. Nel nostro mondo si chiama Mary Margaret Blanchard ed è un’insegnante. La cosa curiosa è che mentre nel mondo delle fiabe viene presentata come una giovane coraggiosa, testarda e intrepida, nel nostro mondo è molto più simile alla tradizionale Biancaneve: dolce, ingenua, obbediente.
La sua storia, e quella del principe azzurro, non è stata ancora totalmente svelata nella serie, di cui in ogni caso io non vi svelerò assolutamente nulla perché vorrei consigliarvi di seguirla: a mio parere ne vale davvero la pena. Non sappiamo per esempio perché la regina abbia da sempre cercato di uccidere Biancaneve, perché il motivo sembra non essere quello classico della gelosia. Non sappiamo neanche come lei e il principe siano arrivati a sposarsi, dato che fino all’ultima puntata trasmessa la loro storia è stata ostacolata.
Ripeto, vi consiglio di seguirla. Se non vorrete farlo, ma siete curiosi di sapere com’è la storia di Biancaneve in questo telefilm in breve, chiedete pure e sarò felice di accontentarvi. Io posso solo dirvi che, dal canto mio, ho iniziato ad adorare Biancaneve proprio grazie a questa serie. Fino a questo momento era una principessa Disney simpatica, non particolarmente bella se confrontata con le altre. Invece adesso il suo carattere forte me l’ha fatta amare, e il romanticismo che emerge dalla storia non ha potuto che contagiarmi.

Con questo vi lascio. Ci sono altre trasposizioni ovviamente, altri cartoni, altri riferimenti a questa fiaba, ma sono talmente tanti che non me la sento di annoiarvi. Perciò spero di avervi incuriosito di modo che seguiate i nostri prossimi speciali.
Un abbraccio a tutti,

Luna.

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