giovedì 29 marzo 2012

Recensione e interivista a Leonardo Patrignani, autore di Multiversum

Salve a tutti!
Sono davvero, davvero, davvero lieta di potervi parlare quest'oggi di un libro che ha catturato subito la mia attenzione, non solo per la cover a dir poco meravigliosa, ma anche per la sinossi più che promettente e diversa dai soliti vampiri, fate e lupi mannari... 
Basato su una teoria scientifica quanto intrigante, eccovi un libro che non potrà non emozionarvi e accaparrarsi un posto di rilievo fra le vostre letture ya facendovi rivalutare il panorama del made in Italy.
In più una preziosissima chicca: l'intervista al simpaticissimo e gentilissimo Leonardo Patrignani.






Titolo: Multiversum
Autore: Leonardo Patrignani
Prezzo: 15,00 euro
Pagine: 348
Data di pubblicazione: 27 marzo 2012
Editore: Mondadori
Collana: Chrysalide

Trama:
"Alex vive a Milano. Jenny vive a Melbourne. Hanno sedici anni. Un filo sottile unisce da sempre le loro vite: un dialogo telepatico che permette loro di scambiarsi poche parole e che si verifica senza preavviso, in uno stato di incoscienza. Durante uno di questi attacchi i due ragazzi riescono a darsi un appuntamento. Alex scappa di casa, arriva a Melbourne, sul molo di Altona Beach, il luogo stabilito. Ma Jenny non c'è. I due ragazzi non riescono a trovarsi perché vivono in dimensioni parallele. Nella dimensione in cui vive Jenny, Alex è un altro ragazzo. Nella dimensione in cui vive Alex, Jenny è morta all'età di sei anni. Il Multiverso minaccia di implodere, scomparire. Ma Jenny e Alex devono incontrarsi, attraversare il labirinto delle infinite possibilità. Solo il loro amore può cambiare un destino che si è già avverato."

L'autore:
Leonardo Patrignani è nato a Milano nel 1980. Diplomato al liceo classico Giuseppe Parini, ha intrapreso la carriera musicale col nome d’arte Patrick Wire. Ha girato il mondo con la sua band, i suoi dischi sono venduti dal Canada al Giappone. Cultore dei giochi di ruolo, fermo sostenitore dell’esistenza di forme di vita aliene, di professione doppiatore e lettore appassionato dei romanzi di Stephen King. Il Multiversum è il suo romanzo di esordio.

Recensione:

E se la nostra vita non percorresse una sola strada...
Ma tutte quelle possibili?

Quante volte nella vostra vi siete fermati a rimuginare su come tutto sarebbe potuto andare diversamente se solo aveste fatto una scelta diversa, se solo aveste modificato un piccolo dettaglio, se solo foste arrivati in tempo quella volta... Ma la vita segue un percorso lineare, non possiamo tornare indietro nel tempo per cambiare qualcosa, né andare avanti per dare una sbirciatina, almeno per il momento. 
Anche se a molti sembrano follie, idee troppo fantasiose o concetti astrusi, esistono molte teorie incredibilmente più intriganti della banale visione lineare, come ad esempio la teoria del Multiverso, secondo la quale esisterebbe un insieme ipoteticamente infinito di universi alternativi al di fuori del nostro spazio-tempo. Ogni dimensione differisce per qualcosa di più o meno importante dalla nostra, è una deviazione, anche minima, dal percorso che ognuno di noi ha tracciato. In una dimensione o in un'altra si potrebbero trovare le risposte agli interrogativi che ogni giorno ci poniamo: e se avessi vinto la finale? e se quella persona non fosse morta in un incidente? e se i tedeschi avessero vinto la seconda guerra mondiale?
Probabilmente proprio da una domanda del genere è nata l'ispirazione per questo romanzo mozzafiato e ricco di colpi di scena.

Da qualche parte, in una qualsiasi fra le infinite dimensioni del Multiversum, Alex è il sedicenne capitano di una squadra di basket milanese. Da qualche altra parte, Jenny è una bravissima nuotatrice dai voti eccellenti, australiana dalla pelle dorata, anch'essa sedicenne. 
Non sembrerebbe accomunarli nulla di più di ciò che rende simili il 99% dei ragazzi di quest'età, a parte il fatto che è da ormai quattro anni che portano avanti una "relazione a distanza": senza saperne il perché, né capire bene il funzionamento di questa loro straordinaria capacità, i due ragazzi riescono a comunicare telepaticamente durante improvvisi momenti di incoscienza. Col tempo il loro rapporto si è fatto sempre più profondo e inscindibile, e, fra dubbi e incertezze, la consapevolezza che non si tratta solo di un sogno o di una follia si fa sempre più strada nelle menti dei due giovani, per questo Alex, con l'aiuto dell'amico Marco, genio informatico costretto sulla sedia a rotelle da un incidente che gli ha strappato via anche i genitori, decide di inseguire il suo cuore e di raggiungere Jenny a Melbourne. Ma proprio quando si convince che la ragazza di cui ormai è profondamente innamorato è reale, non la trova all'appuntamento, nonostante lei sostenga di trovarsi lì in quell'istante. E in effetti Jenny si trova nel porto di Melbourne, ma in quello di un'altra dimensione, dove Alex si trova ancora Milano senza sapere nulla di questa ragazza. Nella dimensione del giovane italiano invece, Jenny è morta misteriosamente a sei anni.

Non era già abbastanza vivere in due emisferi diversi? Un amore non è mai troppo impossibile perché si combatta in suo nome. Nemmeno se la propria anima gemella vive in un un'altra dimensione, nemmeno se l'intero ventaglio di possibilità, se ogni nido, ogni rifugio, ogni pilastro, ogni certezza,  sta per essere spazzato via da un enorme asteroide. Mentre l'intero Multiversum minaccia di implodere, i nostri due giovanissimi protagonisti, alla disperata ricerca dell'altro e di sé, tentano di comprendere cosa stia devastando e gettando nel caos contemporaneamente tutte le infinite dimensioni, viaggiando  sulla Terra e fra gli universi, volontariamente o meno, confondendo sempre più la propria realtà con altri mondi che sono pur sempre reali.

"Ti ricordi alex? Per viaggiare fissavamo la cintura"

"Vedo te fare grande salto...grande salto in oceano nero"

"Possono salvarsi, ma la morte li coglierà ugualmente"

"MEMORIA"

Destreggiarsi fra una miriade di criptici messaggi del genere non è facile, soprattutto per due sedicenni coraggiosi, ma non completamente impavidi, capaci di sperare e lottare, ma sradicati dalla propria casa e da ogni certezza, sballotati qua e là fra terra e mare, pace e guerra, bianco e nero. Loro possono salvarsi, ma per far ciò dovranno trovare "MEMORIA"...

Anche se lo stile ha ancora bisogno di acquistare una maggiore personalità, che di certo verrà acquisita col tempo dato che questo è il libro d'esordio, il romanzo è scorrevole e tiene incollato il lettore, soprattutto nella seconda metà, quando le vicende si fanno più complesse e movimentate e i colpi di scena si susseguono senza lasciarsi il tempo di riprendere fiato.
Patrignani ha saputo dipingere una moltitudine di scenari vividi, originali ed evocativi inviando allo stesso tempo profondi messaggi: immagini apocalittiche, guerriglie, guerre mondiali e ribellioni. Il lettore riesce a ricostruire esattamente questi terribili scenari, nonostante e forse anche grazie alla semplicità dello stile, che non è un vero e proprio difetto.
Magari i protagonisti avrebbero avuto bisogno di una maggiore caratterizzazione e profondità, ma nell'incalzante susseguirsi degli eventi c'è stato ben poco tempo per definirli. Forse il personaggi meglio caratterizzato è Marco, il geniale amico di Alex, nel suo dolore, ma nel suo desiderio di andare avanti, di scoprire, costruire e inventare, nella sua curiosità, intelligenza e nobiltà d'animo. 
Dato che Multiversum farà parte di una trilogia, Patrignani avrà tutto il tempo di perfezionarsi, ma per intanto i più vivi complimenti vanno per l'originalità del modo di affrontare la tematica, per l'ambientazione (non solo italo-australiana), per la chiarezza e la sapiente strutturazione e per la capacità di incuriosire e intrigare terribilmente il lettore.
L'ultimo plauso è d'obbligo per la cover, a dir poco meravigliosa, che fa decisamente la sua parte nell'attrarre il lettore nell'atmosfera fantastica di Multiversum.
Assolutamente consigliato, buona lettura!

Voto: 9-

E adesso ho il piacere di condividere con voi le risposte che il disponibilissimo autore mi ha concesso! Non faranno altro che farvi apprezzare maggiormente il romanzo, ve l'assicuro!

Ciao, Leonardo. Con immenso piacere ti ospitiamo su "Who is Charlie?". Vuoi innanzitutto salutare tutti i tuoi lettori sparsi per il Multiverso?

Ovunque voi siate, mentre leggete queste righe, un'altra versione di voi ha deciso di non aprire questa pagina. Saluto dunque con piacere tutti i lettori di Who is Charlie?... e perché no, anche i loro alter ego!
 
La pubblicazione del libro è stata la realizzazione di un sogno? Raccontaci le tue sensazioni durante questa meravigliosa esperienza.

Mondadori mi ha strappato a un altro editore interessato (non citerò per correttezza l'altra casa editrice) che in ordine di tempo arrivò per primo. Ho messo in mano la gestione di quel contratto a un agente letterario che stimo molto, Piergiorgio Nicolazzini, che nel giro di un mese ha trovato l'interessamento di Mondadori, una soddisfazione enorme per un esordiente come me. L'offerta di Mondadori era più consona per vari motivi, non solo quello economico. Il settore "ragazzi" dell'editore di Segrate era perfetto per Multiversum, o io ero perfetto per loro... insomma, è nato l'amore. L'editor responsabile di tutto questo è Francesco Gungui, che dice sempre una cosa che mi emoziona tantissimo: "quando ho ricevuto e letto la bozza, l'ho sentita PULSARE". 
 
Cos'è che ti ha spinto a scrivere? Che valore e significato dai alla scrittura?

Nella fattispecie, Multiversum è nato da un periodo buio della mia vita, dovuto alla scomparsa di mio padre, nel 2008. In realtà scrivo da quando sono piccolo, ho sempre avuto questa passione, e avevo già pubblicato un romanzo nel 2001 ma per un piccolissimo editore ("Labirinto", questo era il titolo, non uscì mai sul mercato, per questo "Multiversum" viene considerato un vero e proprio esordio editoriale). La scomparsa improvvisa di mio padre mi ha fatto riflettere su uno spunto, da cui sono partito per narrare la storia di Alex e Jenny, ovvero: "e se da qualche parte, là fuori, le cose fossero andate in maniera diversa? Esisterà una realtà parallela in cui non è successo niente di niente, e mio padre è ancora vivo". Sono partito da lì. La scrittura, in ogni caso, è una delle forme di espressione che più amo, insieme alla composizione in ambito musicale. Credo che un autore imploderebbe se non potesse tradurre su carta i continui sogni lucidi che pervadono la sua mente. E' così con una storia, è così con una canzone. E' una necessità, oltre che un grande piacere.
 
Quanto consapevolmente è nata l'idea per questo libro? La teoria del Multiversum sta alla base della genesi o è una conseguenza di altre idee?

Ho incrociato più volte questa teoria, nel corso degli ultimi anni. Mi ha sempre affascinato, così come anche le coincidenze in cui ci imbattiamo ogni giorno producono in me una quantità notevole di ragionamenti e riflessioni. Mi sono trovato spesso a pensare che le realtà parallele siano l'unica spiegazione per vari eventi della nostra vita (e in fisica è accaduto lo stesso, negli anni, ovvero: la possibile esistenza di infiniti universi paralleli era l'unica spiegazione per lo studio delle particelle). E come ho detto, la morte di mio padre mi ha gettato in un vortice dal quale sono uscito soltanto grazie alla stesura di questo romanzo.
 
Credi nella teoria su cui hai fondato il tuo libro? Che cosa ti affascina di più del Multiversum?

Ci credo. Ne ho prova ogni giorno. Quello che mi affascina è il fatto che il concetto stesso di morte, nell'ambito di questa teoria, crolla miseramente. Ho cominciato a osservare la realtà circostante non più in maniera lineare, come un percorso dal punto A al punto B, ma in maniera "molteplice", come se avessi davanti, nello stesso momento, ogni percorso possibile che va da A a B. 
 
Quanto pensi che le tue esperienze personali abbiano influito, in modo conscio o inconscio, nella redazione del romanzo?

Influiscono sempre, in entrambi i modi. La narrazione poi prende la sua strada, senza dubbio, ma si parte sempre da un interrogativo che scaturisce dall'esperienza personale. Nel mio caso sarebbe impossibile affermare il contrario, visto che questo romanzo viene fuori da un abisso di tormenti e sofferenze dovute alla perdita di cui ti ho parlato, ed è stato come una torcia da tenere ben stretta per tornare a vedere la luce.
 
A cos'è dovuta la scelta di personaggi così giovani? E perché affidare proprio a loro una missione così importante e difficile?

Ci credi se ti dico che non era assolutamente premeditata? Sono sempre stato un lettore di thriller, e ti assicuro che ho iniziato a conoscere il mondo young adult dopo l'offerta di Mondadori. Ho scoperto di essere pienamente "in target", quando in realtà io avevo semplicemente scritto quello che sentivo, senza sapere chi l'avrebbe letto o quale editore l'avrebbe comprato. Avevo affidato ad Alex e Jenny la missione di affrontare un'avventura simile perché sono convinto che a sedici anni si abbia ancora il potere di credere, di lasciarsi trascinare dalla fantasia, di ritenere possibile l'impossibile... e si è abbastanza grandi per prendere un aereo e attraversare il mondo (io lo facevo a tredici, e i tredicenni di oggi sono molto più svegli, figurati i sedicenni!).

 
Cosa ti ha soddisfatto di più del risultato? E cosa speri che gli altri apprezzino maggiormente?

Mi ha soddisfatto tantissimo vedere che i principali editori esteri hanno acquisito i diritti del romanzo prima ancora di vedere i risultati italiani (al momento sono già chiuse le trattative con Francia, Germania e Spagna, e stiamo trattando con diversi altri mercati!). Ho notato, dalla miriade di commenti che ci sono arrivati durante questo mese di "lancio", che uno dei punti di forza del romanzo è la tematica (lasciando per un attimo stare il discorso copertina, visto che a quanto pare il mondo è andato in visibilio per l'illustrazione del bravissimo Roberto Oleotto). Anche gli editor stranieri che hanno acquistato Multiversum mi hanno confermato che questo tema, sviluppato come ho fatto io, rappresentava una novità fortissima in ambito young adult, un settore forse al momento un po' inflazionato e pieno di romanzi talvolta un po' troppo simili tra loro. Il secondo aspetto che ha messo tutti d'accordo (e mi fa molto piacere!) è stata la scorrevolezza della narrazione e il fatto di rimanere "incollati" alla pagina! Io devo ancora imparare molto, e accolgo ogni critica sulle ingenuità di stile che senza dubbio caratterizzano un esordio come il mio, ma noto con grande piacere che la maggior parte dei lettori ha divorato questo romanzo in un paio di giorni! 

Come immagini tua figlia mentre legge per la prima volta Multiversum? O sarai tu a leggerglielo a mo' di favola?

Bella domanda! Mia figlia ha compiuto proprio oggi due... mesi! Credo che dovrò aspettare un bel po', prima di catapultarla nel Multiverso! In ogni caso, non vedo l'ora di raccontarle delle favole... ma forse sarà meglio iniziare con i classici... con qualche variazione sul tema, logicamente! Ogni volta cambierò la storia, così non mi annoierò mai (ma forse lei mi detesterà!).
 
In bocca a lupo per la tua trilogia: vogliamo presto il secondo volume! Puoi darci in conclusione qualche piccola anticipazione? Ti ringraziamo infinitamente per la tua disponibilità. 

Crepi il lupo! Il secondo volume è in fase di stesura e sarà nei negozi a inizio 2013, con tutta probabilità. Piccole anticipazioni? Non vorrei diventassero spoiler... posso dirti che alcune micro-piste che ho volutamente lasciato aperte nel primo volume saranno chiuse nel secondo, si saprà molto di più sull'origine del potere di Alex e Jenny... e per tutti coloro (e pare siano tanti) che si sono affezionati al ruolo di Marco beh, che dire... nel secondo libro il suo personaggio è ancora più decisivo! Un saluto a voi di Who is Charlie?, grazie per l'ospitalità! 

Leonardo Patrignani

Giav

2 commenti:

  1. L'ultima risposta mi rende felicissima.. io sono una di quelle che ADORA Marco! Attendo paziente il prossimo (inizio 2013 O.O povera me...)

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  2. Anzi, pensavo più tardi!!! Sì, anch'io l'adoro **

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