lunedì 23 luglio 2012

“Il cielo è tutt'intorno a te. Sopra e sotto. Il cielo è ai tuoi piedi.” (Jandy Nelson)

Salve,
eccomi qui per raccontarvi una nuova storia, o più che altro le emozioni che questa ha provocato in me. Paragonerei questo libro a un delicato fiore che sboccia lentamente, tutto un insieme di emozioni potenti e allo stesso tempo semplici e elementari che vengono pian piano alla luce, fra poesia, dolore e amore.




TITOLO: The Sky is Everywhere

AUTORE: Jandy Nelson

TRAMA: La diciassettene Lennie Walker è praticamente perfetta: ama i libri, suona il clarinetto nella banda della scuola, e trascorre gran parte del suo tempo felicemente riparata dall'ombra della volitiva sorella maggiore, Bailey.Ma quando Bailey muore, d'improvviso, Lennie si ritrova catapultata al centro del palcoscenico della sua vita. E a dispetto della sua inesistente esperienza con l'altro sesso, si troverà a barcamenarsi tra le attenzioni di ben due ragazzi.
Toby è l'ex fidanzato di Bailey: il suo dolore fa da eco a quello di Lennie. Joe, invece, si è da poco trasferito in città, dopo un'infanzia trascorsa a Parigi, e il suo magico sorriso sembra essere eguagliato solo dal suo straordinario talento musicale.
Per Lennie, Toby e Joe sono come il sole e la luna: se uno è capace di spazzar via il dolore, l'altro le offre conforto dentro di esso. Eppure, proprio come le loro controparti celesti, i due ragazzi non possono trovarsi l'uno nell'orbita dell'altro senza che il mondo esploda.


Recensione:

"C'erano una volta due sorelle 
che non avevano paura del buio
perchè il buio era abitato dalla voce dell'altra 
perchè anche quando la notte era scura 
e senza stelle 
loro tornavano a casa insieme dal fiume
giocando a chi resisteva di più 
senza accendere la torcia,
 non avevano paura perchè a volte a notte fonda 
si stendevano sul sentiero
 a guardare in su finché non tornavano le stelle 
e quando ricomparivano sollevavano le braccia per sfiorarle 
e le toccavano davvero."

Esiste legame più forte di quello che unisce due sorelle? Per di più se si tratta di due ragazze abbandonate da piccolissime da una madre affetta dal "gene dell'irrequietezza"?
Tirate su dall'eccentrica nonna, guru delle piante di Clover, e dallo zio Casanova, che non disdegna una canna o un occasionale... "picnic" con una donna sulla cima di un albero, Bailey e Lennon sono cresciute sognando fra le pagine di classici quali "Cime Tempestose" e "Come l'acqua per il cioccolato" e immaginando notte dopo notte le avventure di una madre esploratrice, un'eroina che ha sacrificato la propria famiglia per girare il mondo alla volta di avventure sempre nuove.
Bailey, la maggiore, è sempre stata la più esuberante, solare, gioiosa, luminosa e attraente, col suo sogno nel cassetto di studiare recitazione alla Julliard, seguita come un'ombra dalla sorella minore Lennie, con la passione della poesia e del clarinetto.
Ma proprio mentre Bailey interpreta Giulietta, viene colta da un'aritmia e muore sul colpo. Come può il mondo continuare a girare, la gente perpetrare tutte quelle azioni inutili a cui obbliga la quotidianità? Senza la sorella, Lennie affoga nel dolore fino a credere di aver perso anche se stessa.

 "Il dolore è una casa 
dove gli specchi 
non sanno più riflettere i nostri volti 
le sedie non sanno più sostenerci
le pareti non sanno più accoglierci
Il dolore è una casa che scopare 
ogni volta che qualcuno bussa alla porta 
o suona il campanello
una casa che si solleva in aria 
al più lieve soffio di vento 
e si nasconde sotto terra 
quando tutti dormono. 
Il dolore è una casa dove nessuno può proteggerti
dove la sorella più piccola diventa più grande 
della sorella più grande
dove le porte non fanno più entrare 
nè uscire 
nessuno"

Lennie si chiude in casa, non vuole più vedere nessuno, vuole solamente continuare a vivere nel ricordo, a indossare gli abiti della sorella per aspirarne ogni traccia di profumo, senza mettere via niente che le apparteneva. Finché non trova qualcuno con cui sente di condividere lo stesso identico dolore: Toby, il fidanzato della sorella, mezzo cowboy e mezzo skater, dal volto leonino cosparso di lentiggini. Nessuno dei due riesce, né vuole superare la perdita, per entrambi Bailey era la persona più importante della propria vita.

“Quando sono con lui, qualcuno mi tiene compagnia nella mia casa del dolore, qualcuno che come me conosce l'architettura di ogni stanza traboccante di sofferenza, e fa sì che quel vacillante edificio di vuoto e di vento sia meno spaventoso, meno deserto.”

Divengono facilmente e rapidamente l'uno l'ancora di salvezza dell'altro, l'unica persona a cui poter mostrare tutta la propria sofferenza, l'unica che può comprendere davvero l'altro. Si sa che il dolore lega più di qualunque altra cosa: da semplice confidente e sostegno, Toby  infatti sembrerebbe divenire qualcosa di più... Ma come possono fare una cosa del genere a Bailey?

Nel frattempo si trasferisce a Clover una famiglia per metà francese, con tre affascinanti geni musicali come figli. Una novità del genere non può non polarizzare ogni attenzione.
Il minore dei tre, Joe, sostituisce nell'orchestra Lennie finché questa non torna a scuola. Abile sventolatore di ciglia dal sorriso ammaliante, gentile ed elegante, senza fretta e con delicatezza, il ragazzo riesce a insinuarsi nella famiglia distrutta dal lutto e portare allegria con la sua musica, la sua carica naturale e il suo contagioso buon umore.

"E' ubriaco, ubriaco di vita, penso. Candide in confronto è un bisbetico incallito. Ma questo ragazzo ha mai sentito parlare della morte?"

Sono la sua passione per la musica, il suo trasporto, la sua dolcezza e la sua ironia, che riescono a riportare pian piano la luce in quel tunnel buio che è divenuta la vita della protagonista dalla morte della sorella.

“Quando Joe suona la tromba cado in ginocchio.

Quando lui suona i fiori si scambiano i colore e secoli anni lustri di pioggia tornano al cielo”



Mentre con Toby Lennie non fa che ridare vita al passato resuscitando il ricordo che i due hanno di Bailey e ricomponendone il cuore con i propri spezzati, quando si trova con Joe la vita acquista il colore di un futuro felice e gioioso, imprescindibile dai tragici eventi trascorsi, e l'armonia della loro musica la guida verso un cammino in cui lei sarà il cavallo da corsa e non più il pony da compagnia, la fedele ombra della splendida ed energica sorella.
E' possibile conciliare il rimpianto del passato con la speranza del futuro, le lacrime per la morte della sorella e la gioia per la scoperta dell'amore senza farsi né fare del male, senza sentirsi in colpa per il semplice fatto di essere ancora in vita?

Se Lennie finora aveva passato la vita in un piacevole stato di torpore, un felice ma incosciente dormiveglia, il dolore per la morte della sorella la costringerà a risvegliarsi e la farà maturare attraverso numerose cadute e prese di coscienza che la porteranno a rendersi realmente conto di essere viva. 
La perdita di una persona cara distrugge, atterra come un uccello a cui vengono tranciate le ali, ma porta a guardarci attorno, a dare nuova importanza, spessore, consistenza, colore a tutto il resto del mondo, prima irrilevante. Per andare avanti bisogna rendersi consapevoli di essere capaci di far ricrescere le proprie ali in qualunque momento, se solo lo si vuole, se solo ci si sforza. E che il cielo non è solo sopra di noi, ma tutto intorno, anche ai nostri piedi. E Lennie, piano piano e non da sola, ci riesce, grazie al clarinetto, alla poesia, alla nonna, allo zio e all'amore.

"E' questo, è per questo che si fa tanto clamore, è di questo che parla Cime Tempestose, questa sensazione che sento scorrere dentro di me in questo preciso momento, mentre le nostre bocche rifiutano di separarsi. E chi si immaginava che un semplice bacio mi avrebbe fatto sentire Cathy Giulietta Elizabeth Bennet Lady Chatterley?!?"

Delicato e struggente, dolce e appassionato, come il dolore e l'amore di un'adolescente, il romanzo affronta senza alcuna pesantezza temi complessi come l'elaborazione del lutto, l'abbandono, la scoperta di sé e delle proprie origini, riuscendo a non far mai calare il livello di attenzione e curiosità del lettore. Ci si ritrova a conoscere tutta una serie di bizzarri e improbabili personaggi (e no, non ce n'è nemmeno uno che non sia almeno un po' "fuori dal suo albero", per usare i termini della nonna), a ridere con loro per le loro imprevedibili e spesso imbarazzanti uscite. Ma ci si ritrova anche a commuoversi con loro e a meravigliarsi per la poeticità non solo dello stile (inevitabile notare che Jandy Nelson ha infatti esordito come poetessa), ma anche e soprattutto nella storia, fatta di sinfonie, armonie, assoli, profumi inebrianti, rose afrodisiache, composizioni floreali, coriandoli di romanzi, parole sparse su carte di caramelle, panchine e suole di scarpe. Ci si emoziona tanto e si medita ancor di più. Il tutto grazie a un romanzo autoconclusivo che in appena 270 pagine dipinge un universo reale e concreto come il dolore che insegna a metabolizzare e appassionante e mozzafiato come il primo amore.

Voto: 8

Giav

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