mercoledì 18 luglio 2012

Quanta roba per Garzanti a Settembre!!!


NARRATIVA



Le due facce dell’innocente
di
Elie Wiesel



Il libro
Yedidyah è un giovane giornalista che lavora a New York nella redazione di un quotidiano. La sua specialità è la critica teatrale, è sposato con un’attrice ed è molto ben introdotto nella scena teatrale newyorkese. Nessuno è più bravo di lui nel raccontare i successi effimeri, le glorie dimenticate, il fascino racchiuso nella nascita di una nuova stella e la malinconia che colora il suo crepuscolo. Ecco perché rimane estremamente sorpreso quando il suo capo gli affida un compito molto diverso dal solito: occuparsi della cronaca del processo di Werner Sonderberg, un giovane tedesco residente negli Stati Uniti. È stato accusato dell’omicidio di un suo anziano parente, trovato morto in fondo a un crepaccio nei monti Adirondack. Di fronte al giudice, Sonderberg si è dichiarato «colpevole e non colpevole», scatenando l’attenzione morbosa di tutti i media. Neppure i più accaniti cronisti, però, riescono a far emergere la verità: quello che pareva solo un distinto gentiluomo europeo nascondeva molti segreti, riguardanti la sua identità e il suo coinvolgimento nella tragedia dell’Olocausto. Segreti che lui e Werner hanno dovuto affrontare sull’orlo di quel crepaccio. Segreti che lo stesso Yedidyah ha paura di fronteggiare perché lo riportano indietro nel tempo, alla storia della sua famiglia, a una cicatrice che il tempo non ha ancora sanato. E che forse mai potrà sanare.

Elie Wiesel, premio Nobel per la pace e sopravvissuto alla Shoà, è un pilastro della letteratura mondiale. Con uno stile sobrio ed elegante riesce a intrecciare magistralmente i destini, le certezze e le fragilità dei suoi protagonisti. Le due facce dell’innocente dipinge, con crudezza e insieme lirismo, gli abissi dell’animo umano.

L’autore
Elie Wiesel, nato nel 1928 a Sighet, in Transilvania, è stato deportato ad Auschwitz e poi a Buchenwald: prima di essere liberato nell’aprile del 1945, nei campi ha perso i genitori e una sorella. Dopo avere studiato a Parigi, ha iniziato a lavorare come giornalista. In seguito a una conversazione con François Mauriac ha deciso di raccontare la propria esperienza in un libro, La notte, che è stato tradotto in più di trenta lingue. È autore di oltre 40 libri tra romanzi, saggi e testi teatrali, e di una autobiografia in due volumi. Con Garzanti ha pubblicato Dopo la notte (2004), Le storie dei saggi (2006) e La danza della memoria (2008).
Dopo aver vinto il Premio Nobel per la Pace nel 1986, ha dato vita con la moglie Marion alla Elie Wiesel Foundation for Humanity. www.eliewieselfoundation.org




Un mare di silenzio
di
Cristina Rava



Il libro
È un freddo pomeriggio di Capodanno, in un paesino dell’entroterra ligure. Ardelia Spinola, genovese, è medico legale. Viene chiamata per un duplice omicidio: due algerini uccisi a fucilate in una casupola di campagna. Uno faceva il pediatra, l’altro era ancora un ragazzo. Poco lontano, mentre si avvicina al suo pick-up, Ardelia trova una chiavetta usb e prima di consegnarla al giudice decide di dare un’occhiata. Quando la apre, trova un testo in arabo…
Inizia così un’indagine difficile e molto pericolosa, anche perché Ardelia ama fare di testa sua. Per fortuna a darle una mano, c’è Gabriel, un ottantenne che dalla vita ha imparato molte cose. E poi ci sono le amiche, quelle che arrivano da Genova e quelle che incontra nelle sue avventure.
Cristina Rava ci fa scoprire una Liguria inedita, piena di ricchezze segrete, colta nella luce fredda dell’inverno: piccoli borghi, un tempo chiusi su sé stessi, ma anch’essi ormai aperti al mondo. È lo scenario ideale per Ardelia, un personaggio femminile di rara simpatia, con le sue manie e le sue passioni: i gatti che vivono con lei, le specialità della cucina locale e di quella etnica, le chiacchiere tra donne, e il suo pick-up Mitsubishi L200, indispensabile compagno delle sue escursioni notturne lungo le strette stradine dell’entroterra...

L’autrice
Cristina Rava (1958) è nata e vive ad Albenga, sulla Riviera di Ponente, dove sono ambientati i suoi libri. Dopo inconcludenti studi di medicina, ha lavorato nel settore dell’abbigliamento e successivamente in campagna, ma sempre con la scrittura come efficace salvagente per galleggiare nella vita. Già autrice di due raccolte di racconti e di una memoria storica, tutte legate al territorio ligure, dal 2007 ha intrapreso la via del noir con cinque romanzi. Un mare di silenzio ha come protagonista il medico legale «molto speciale» Ardelia Spinola.




La ragazza dai capelli di fiamma
di
Carolina de Robertis




Il libro
Buenos Aires, 2001. Perla Correa è sempre riuscita a ingannare tutti quelli che la circondano. Ogni mattina si sveglia e lucida la sua superficie di studentessa modello, bella ragazza radiosa, irreprensibile figlia di buona famiglia. Sua madre è avvolta di bellezza e foulard importati e suo padre è un uomo forte e fiero nella sua uniforme militare perfettamente stirata.
Perla è sempre stata considerata molto fortunata ad averli come genitori. Eppure questa è solo una maschera che la ragazza indossa per nascondere il dubbio che le si agita dentro, e sul quale invano tenta di chiudere gli occhi. Un dubbio che si nutre di mezze frasi delle compagne di classe, sguardi impauriti dei vicini, libri di storia sui desaparecidos che suo padre le ha tassativamente proibito di leggere.
Ma una notte, mentre è sola in casa, un uomo entra nel suo salotto. Sembra solo, disperato e affamato. È lì per raccontarle una storia. Una storia che narra di due ragazzi giovani che si amavano, di pesanti stivali neri che sfondano la porta di casa, di un carcere senza scampo e di un ultimo volo sul Rio de La Plata. E che incendia la vita perfetta di Perla riducendola in fumo.
Inizia così un viaggio che la costringe a confrontarsi con la vera sé stessa e con la storia più dolorosa del suo paese. Dove solo il fuoco del coraggio che ha sempre nascosto tra le pieghe di una falsa tranquillità l’aiuterà a rinascere una seconda volta dalle sue ceneri.
Dopo il grandissimo successo della Bambina nata due volte, Carolina De Robertis si riconferma una voce unica nel panorama letterario mondiale. Appena uscito, La ragazza dai capelli di fiamma è stato recensito con entusiasmo dalle più importanti testate americane e ha conquistato il cuore dei lettori.

La prosa luminosa di Carolina De Robertis ci regala una gioiello pieno di dolore e magia, il ritratto indimenticabile di una donna che si ribella al silenzio della Storia.

L’autrice
Carolina de Robertis, già traduttrice pluripremiata e scrittrice di racconti, è cresciuta in una famiglia uruguaiana che è emigrata prima in Inghilterra, poi in Svizzera e California. La bambina nata due volte è il suo primo romanzo ed è  stato venduto in tutto il mondo. La stesura del romanzo è durata otto anni: la sera si dedicava al libro, e di giorno lavorava come attivista in organizzazioni umanitarie per la difesa delle donne maltrattate.
È con il suo secondo romanzo che ha ottenuto i commenti ammirati della stampa, che ha paragonato il suo stile a quello di grandi scrittori sudamericani, come Gabriel García Márquez e Isabel Allende.
Attualmente vive ad Oakland, in California, e sta lavorando al terzo libro.




La lista dei desideri dimenticati
di
Robin Gold





Il libro
«Salire in cima ad un albero
Fare campeggio
Correre sotto la pioggia
Costruire una tana»

«Andare a cavallo sulla spiaggia
Pedalare un tandem
Mangiarmi una torta intera
Costruire una casa sull’albero»

«Piangere sotto la pioggia
Ridere sott’acqua
Vedere l’acqua
Far volare un aquilone»

La stanza è ancora tutta dipinta di rosa. La sua bambola preferita giace nel centro del letto, tra mille cuscini. Niente nella vecchia cameretta di infanzia di Clare è cambiato. Tranne Clare. La donna ha visto tutte le sue speranze infrangersi solo pochi mesi prima. A sole due settimane dal matrimonio, il suo grande amore se n’è andato per sempre. E ora sembra che nulla possa farle ritornare il sorriso. Nemmeno le affettuose premure della madre, da cui si è rifugiata per riprendersi. Ma una mattina Clare trova una busta sulla tavola della colazione. Gliel’ha spedita la sua maestra delle elementari. Dentro c’ è una lista intitolata “Cose da fare da grande” che Clare aveva scritto quando aveva dieci anni. “Nuotare con i delfini, trovare una cura per gli attacchi di cuore, diventare insegnante, dormire in una vera tenda, avere un cane…” Alcuni di questi desideri sembrano ormai sorpassati, altri semplicemente infattibili. Com’è possibile che riesca a rimpiazzare il vaso rotto della madre del suo vecchio amico Lincoln, se si è trasferito con la sua famiglia da più di vent’anni e non ne ha più saputo nulla? Sembra assurdo, eppure Clare decide impulsivamente di realizzare tutti i suoi desideri di bambina, uno dopo l’altro. In una girandola di imprevisti e incontri inaspettati, Clare scopre che cercare la donna che avrebbe voluto essere da piccola potrebbe riservarle dolci sorprese... 

L’autrice
Robin Gold è nata nel 1974 nell’Illinois, fin da piccolissima ha cercato di esaudire tutti i suoi desideri e così negli anni è stata cantante (nelle recite scolastiche) attrice e comica. Avrebbe voluto anche essere un chirurgo, una prima ballerina e un operatore telefonico.
Si è invece laureata alla University of Winsconsin con un B.A. in teatro e comunicazione. Ha sempre amato scrivere, passione che ha coltivato a tal punto che La lista dei desideri dimenticati, subito successo negli Stati Uniti viene pubblicato in Italia.




Ogni istante di me e di te
di
Alex Capus




Il libro
Normandia, 1918.
Leon e Louise amano pedalare controvento verso l’oceano. Verso quel piccolo antro tra gli scogli, sferzato dalle correnti, il loro rifugio, il lor nido. Lì, di fronte alla vastità dell’orizzonte, tutto è possibile. È possibile amarsi, con la spensieratezza e l’intensità dei loro sedici anni. È possibile immaginare un futuro insieme, lontano dalla guerra, dalle detonazioni, dalla morte. E sancire la loro unione con una promessa: “Ora e per sempre”. Ma per quanto si illudano di tenerla lontana, la guerra è vicina, fin troppo vicina a loro. Sulla strada del ritorno un bomba li divide. Leon crede che lei sia morta e così Louise di lui.
Eppure l’eco di quella promessa fatta tra le onde è destinata a durare ancora a lungo.
Dieci anni dopo, a Parigi, mentre insorgono i presagi di una nuova guerra,  Leon si è rifatto una vita. Ma una sera tutto cambia: il metrò è affollato, eppure nell'istante in cui i due vagoni si sfiorano, Leon la vede, nell’angolo del vetro libero vicino alla porta. Gli stessi occhi verdi, le lentiggini e i folti capelli scuri, l’immancabile sigaretta, come allora. Ne è sicuro: quella è la sua Louise. A separarli solo un metro d’aria e due finestrini. E due vite che hanno ormai preso direzioni diverse: lui ha moglie e famiglia, e lei ha scelto di stare da sola, fiera della propria indipendenza. Ma non importa. Anche se il futuro è pronto a dividerli di nuovo, ci sarà sempre un momento, un giorno, un’istante in cui si rincontreranno. Perché quella promessa non ha mai smesso di vivere. E anche se tutto è ancora impossibile, è destinata a durare per sempre. Sullo sfondo di un’epoca  incredibile, mettendo sulla scena una delle coppie di innamorati più convincenti e originali di tutta la letteratura,  Ogni istante di me e di te racconta la storia di un destino straordinario, dimostrando la forza eterna che solo un amore impossibile può custodire.

L’autore
Alex Capus è nato è un giornalista e scrittore franco svizzero che scrive in lingua tedesca. Figlio di uno psicologo parigino e di un insegnante svizzera trascorre la sua prima infanzia a Parigi nella casa del nonno paterno. Tornato in Svizzera terminerà i suoi studi in storia filosofia e antropologia. Con il suo romanzo Ogni istante di me e di te, ha raggiunto il successo internazionale.





Mirtilli a colazione
di
Meg Mitchell Moore





Il libro
Burlington, Vermont. Il tavolo della colazione sembra un campo di battaglia. Uova strapazzate, mirtilli e briciole di pane sulla tovaglia. In salotto giocattoli sparsi a terra e il pianto di un neonato. Ginny e William credevano di aver smesso di fare i genitori. Pensavano di potersi godersi in pace gli anni della loro vecchiaia: curare il giardino, scaldarsi alle chiacchiere serene dell’ultimo sole. Ma è bastato un solo weekend perché tutto cambiasse e la loro casa venisse improvvisamente invasa da tutti i loro figli. La prima a presentarsi è Lillian, in fuga da un marito fedifrago, con al seguito la sua bambina di tre anni Olivia e il neonato Philip. Poi Stephen, accompagnato dalla moglie che scopre proprio in quel momento che la sua gravidanza è a rischio ed è costretta all’immobilità immediata. E infine Rachel, la figlia minore, che ha perso il lavoro e non può più permettersi le scarpe costose e l’affitto nel pieno centro di Manhattan. Dovevano fermarsi solo pochi giorni, ma sono diventati ospiti a tempo indeterminato.
William e Ginny hanno di fronte a loro una lunga, lunghissima estate in cui, fra piatti rotti, urla selvagge, ma anche la carezza tenera delle dita paffute di un nipotino, devono imparare a conoscere di nuovo i figli e i loro problemi, ormai molto più complessi di una caduta dalla bicicletta e un ginocchio sbucciato. Perché non si smette mai di essere genitori.

L’autrice
Meg Mitchell Moore ha lavorato per molti anni come giornalista. Vive in Massachusetts con il marito i suoi tre figli e l’adorato cagnone. Mirtilli a colazione, il suo primo romanzo, è stato un vero successo. In America si attende già il secondo.

SAGGISTICA




La vera storia del cabaret
di
Flavio Oreglio e Giangilberto Monti


Il libro
La storia del cabaret come non l’avete mai sentita raccontare: dalle taverne degli antichi greci e romani a «Zelig»
Per la prima volta, la storia di una forma di spettacolo amatissima dal pubblico. Oreglio e Monti risalgono fino alle origini antiche del cabaret per arrivare alla Parigi degli artisti e degli scrittori della bohème, a Monaco e Berlino, tra i pittori e i poeti espressionisti e dada. Ma anche alle forme di spettacolo popolare italiano, il cafè chantant e il varietà. E infine l’Italia dei giorni nostri, dove la comicità e la satira la fanno da padrone, nelle sale del Nord come in quelle del Sud, e soprattutto nelle televisioni.
Ricordando sempre che il cabaret – la forma di comicità amata da filosofi e artisti – non fa solo sbellicare dalle risate: fa anche pensare.
Contro la comicità degradata, troppo facile, di molta radio e televisione: un libro polemico, che farà discutere
Una miniera di consigli, aneddoti, curiosità (di battute), per chi vuol fare l’idiota... ma con intelligenza
Gli autori
Giangilberto Monti (Milano, 1952), cantautore, ha all’attivo oltre dieci album. Ha recitato a teatro con Franca Rame e Dario Fo, collabora con l’ambiente delloZelig di Milano, scrivendo per Aldo Baglio, Giovanni Storti, Marco Della Noce, Cesare Gallarini e i Fichi d’India. Con Garzanti ha pubblicato il Dizionario dei Cantautori (2003, n.e. 2005, con Veronica Di Pietro) e il Dizionario dei comici e del cabaret (2008).
Flavio Oreglio (Peschiera Borromeo, 1958), musicista, cabarettista e scrittore, ha incontrato il grande pubblico nella trasmissione televisiva Zelig. Autore di numerosi album musicali e di spettacoli teatrali, ha anche pubblicato numerosi libri, tra i quali Poesie catartiche (2003); Siamo una massa di ignoranti. Parliamone(2006); Storia curiosa della scienza (2011).




La poesia del pensiero
di
George Steiner



Il libro
La riflessione che George Steiner, uno dei massimi critici letterari a livello internazionale, offre in questo nuovo saggio, ci porta a illuminare un legame profondo che sta alla base della nostra cultura occidentale e che tiene insieme inseparabilmente la filosofia con la poesia, ovvero l’analisi intellettuale e il linguaggio.
Con La poesia del pensiero, Steiner ritiene di aver composto il suo opus magnum, cioè di aver toccato il punto centrale di tutto il lavoro della sua vita, che consiste nell’esame di oltre due millenni di cultura occidentale alla ricerca delle verità nascoste nelle opere dei pensatori e degli scrittori che hanno dato forma a questa stessa cultura, dall’antica Grecia fino ai giorni nostri.
Secondo Steiner filosofia e letteratura sono intrecciate in modo indissolubile: la letteratura approfondisce le scoperte della filosofia, così come la filosofia è intessuta di una elaborata prosa letteraria. Quanto la forma linguistica influisce sulla generazione di un concetto? E come potrebbe esprimersi un’idea senza allineare parole in una composizione armoniosa? «Il genio poetico del pensiero astratto», scrive Steiner, «è acceso e udibile». Ogni argomentazione, anche la più sofisticata e analitica, contiene in sé un tono poetico, è una ode. In La poesia del pensiero, Steiner ci invita a prestare ascolto a questa voce nascosta per riscoprire l’incanto del mondo.

L’autore
George Steiner (Parigi, 1929) è figura di primo piano nella cultura internazionale. Tra i suoi libri Garzanti ha in catalogo Tolstoj o Dostoevskij (1959), Morte della tragedia (1961), Dopo Babele (1975 e 1992), Antigoni (1984), Vere presenze (1986), il romanzo breve Il correttore (1992), Nessuna passione spenta (1996), l’autobiografia Errata (1997), Linguaggio e silenzio (nuova edizione 2001), Heidegger (2002), Grammatiche della creazione (2003), La lezione dei maestri (2004, Premio Mondello – Città di Palermo), Una certa idea di Europa (2006), Dieci (possibili) ragioni della tristezza del pensiero (2007), I libri che non ho scritto (2008),Letture (2010) e Nel castello di Barbablù (2011).




I nemici intimi della democrazia
di
Tzvetan Todorov




Il libro
Secondo l’analisi di Tzvetan Todorov, le minacce che oggi insidiano la democrazia non provengono dai suoi rivali esterni e tradizionali, come il fascismo, il comunismo o il terrorismo, ma dai suoi nemici interni, perfino «intimi», che sono parte di essa e che mettono in gioco la sua stessa esistenza, ovvero da una distorsione dei concetti di libertà, di popolo e di progresso. La libertà dell’individuo è stata interpretata fino al punto di dare il privilegio a pochi potenti di appropriarsi non solo della ricchezza, ma anche della politica; l’idea di popolo ha finito per confondersi con quella di una massa indistinta e facilmente manipolabile; il progresso, nato come spinta al miglioramento, ha finito per tramutarsi in un neocolonialismo che non si fa scrupolo di usare la violenza per piegare altri popoli ai propri ideali. Come è possibile contrastare queste degenerazioni? Fedele al suo metodo, Todorov chiarisce il senso dell’attualità più scottante, come la recente guerra in Libia, la prevaricazione dei mercati e della finanza, il montare del populismo ovunque, mettendola in una prospettiva storica che va dal medioevo al Ventesimo secolo. Puntando il dito contro la deformazione del senso della democrazia e in particolare contro la «dismisura» con cui si isolano solo alcuni aspetti ignorando l’armonia dell’insieme, Todorov propone di recuperare l’equilibrio tra le varie componenti che entrano in gioco nella convivenza delle persone, cioè l’autentica matrice della democrazia antica, quella inventata dai greci, perché solo nell’equilibrio instabile tra dimensione del privato e dimensione del pubblico, il vivere insieme mantiene un senso.

L’autore
Tzvetan Todorov, nato a Sofia, in Bulgaria, nel 1939, vive in Francia dall’inizio degli anni Sessanta. Direttore di ricerca onorario al Centro Nazionale di Ricerca Scientifica di Parigi, ha ricevuto numerosi premi in Italia e all’estero, tra i quali, nel 2008, il premio Principe delle Asturie per le Scienze sociali. Con Garzanti ha pubblicato La letteratura fantastica (1970), Teorie del simbolo (1984), Di fronte all’estremo (1992), Una tragedia vissuta (1995), Memoria del male, tentazione del bene (2001), Il nuovo disordine mondiale (2003), Lo spirito dell’illuminismo (2007), La letteratura in pericolo (2008), La paura dei barbari (2009), La bellezza salverà il mondo (2010) e Gli altri vivono in noi, e noi viviamo in loro (2011).




L’economia del bene e del male
di
Tomáš Sedláček


L’economia del bene e del male
di
Tomáš Sedláček

Il libro
Artisti, filosofi, politici, giornalisti, studenti, intellettuali, e perfino quanti non hanno assolutamente niente a che vedere con l’economia trovano estremamente godibili i commenti e le analisi di Tomáš Sedláček. Questo perché Sedláček si basa su un assunto molto semplice e, al tempo stesso, quasi eretico: l’economia riguarda in ultima analisi il bene e il male.
In L’economia del bene e del male, Sedláček applica un ripensamento radicale a tutto il suo campo di studi, sfidando i nostri preconcetti sul mondo. L’economia ci viene spacciata come scienza, come indagine matematica oggettiva, ma Sedláček la considera invece come un fenomeno culturale, un prodotto della nostra civiltà, «una storia, una parabola, il nostro sforzo di afferrare (razionalmente) il mondo che ci circonda». Per questo cerca i fondamenti dell’economia in ambiti quali il mito, la religione, la teologia, la filosofia, la psicologia, la letteratura e il cinema, spaziando dalla saga di Gilgamesh e il Vecchio Testamento alla progressiva affermazione della cristianità, da Cartesio e Adam Smith fino a Fight Club o Matrix, in uno stile appassionante e postmoderno. Salutata dagli esperti come un imponente progresso nel campo di quella che con un neologismo viene chiamata «humanomics» (una forma di economica etica), l’opera rivoluzionaria di Sedláček sovrappone la saggezza di filosofi e poeti ai più rigidi modelli matematici del comportamento umano, promettendo di cambiare il modo in cui pensiamo all’economia e in cui calcoliamo il valore economico.

L’autore
Tomáš Sedláček insegna all’Università Carolina di Praga, una delle più antiche al mondo, fa parte del Consiglio economico nazionale di Praga ed è a capo dell’area macroeconomica del più importante istituto di credito della Repubblica Ceca, dove la versione originale del suo L’economia del bene e del male si è rivelato un bestseller da cui è stato tratto un adattamento che continua a fare il tutto esaurito al Teatro nazionale ceco. Sedláček è stato consigliere di Václav Havel, il primo presidente ceco dopo la caduta del comunismo, ed è un noto editorialista, oltre che commentatore radiotelevisivo.

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