lunedì 2 luglio 2012

Recensione: Divergent

Divergent
Veronica Roth

Editore: DeAgostini
Pagine: 480
Prezzo: € 16,90


La società distopica in cui vive Beatrice Prior è suddivisa in 5 fazioni, ognuna delle quali è consacrata a una virtù: sincerità, altruismo, coraggio, concordia e sapienza. Il momento cruciale nella vita dei cittadini è il Giorno della Scelta, che cade allo scoccare del 16° compleanno: ogni giovane sceglie a quale fazione votare il proprio futuro. Ora tocca a Beatrice, e la sua scelta non solo sorprenderà tutti, ma segnerà per sempre il suo destino. Nella fase iniziale altamente competitiva, la protagonista rinominando se stessa (Tris), lotta per determinare chi sono realmente i suoi amici, interrogandosi se la sua storia d'amore possa adattarsi alla vita che ha scelto. Catapultata in un mondo duro e violento Beatrice scoprirà le crepe di una società che è tutto tranne che perfetta. Una società che la vorrebbe morta se scoprisse il suo segreto... Perché Beatrice non è una ragazza qualunque, lei è una divergente. Una diversa. 

 
«La mia teoria è che l’altruismo e il coraggio non siano poi così diversi. Ti eserciti tutta la vita a non pensare a te stesso, per cui – quando sei in pericolo – è quella la tua risposta istintiva.».
 
Nel mondo distopico di Divergent la società è suddivisa in cinque differenti fazioni che coltivano cinque principi differenti: gli Eruditi, la conoscenza; i Pacifici, la pace; i Candidi, l'onestà; gli Intrepidi, il coraggio; gli Abneganti, l'altruismo. Beatrice Prior appartiene a quest'ultima fazione, quella per cui la salvezza e il fabbisogno altrui sormonta ogni bisogno egoistico. Purtroppo, per quanto lei si sforzi di coltivare questi tipi di sentimenti, le appare difficile preoccuparsi principalmente degli altri piuttosto che di se stessa. Nella sua fazione dove guardarsi allo specchio e festeggiare i compleanni è sintomo di autocompiacimento, Beatrice oramai sta stretta e a disagio, dubitando del suo posto. Al compimento dei sedici anni d'età, tuttavia, ogni ragazzo è posto dinnanzi a una sorta di test attitudinale, che deterrà a quale fazione è più propenso, e influenzato da ciò egli dovrà scegliere in che fazione trasferirsi, dire addio alla propria famiglia e iniziare ad abituarsi a uno stile di vita quasi alieno. Il test di Beatrice rivela che lei è una Divergente, ovvero incline a più fazioni anzichè a una sola e, il giorno della scelta, si troverà a concorrere tra Abneganti, Intrepidi ed Eruditi. La sua scelta cambierà per sempre la sua vita.
La lettura di Divergent è stato come scoprire qualcosa di nuovo, diverso, a tratti affascinante e spaventoso. Beatrice è un personaggio che cresce, si evolve considerevolmente tra le pagine del libro, o, forse, semplicemente libera qualcosa che era già presente dentro di sè, nascosta dal grigio dei vestiti Abneganti. Come la splendida copertina suggerisce, Beatrice - da questo momento Tris - deciderà di intraprendere un futuro da Intrepida, fazione che da sempre la affascina per la sconsideratezza dei suoi membri.
La ragazza affronterà ben pochi problemi, oltre alla rude iniziazione, ma stringerà anche nuove amicizie e, ben presto, capirà di provare emozioni più complesse per Quattro, uno dei suoi istruttori.


L'etica della Roth va ben oltre il semplice romanzo distopico. Nel corso dell'esperienza con gli Intrepidi, Tris sperimenterà dolori fisici, attraverso gli allenamenti e le lotte non esattamente alla pari, ma soprattutto dovrà affrontare demoni interni e mentali: le paure. Come dimostrano le varie simulazioni a cui la ragazza deve sottoporsi, la paura è irragionevole e parte dalla nostra psiche ripercuotendosi sul nostro corpo, su dolori fisici. Il potere della nostra immaginazione è irreale ma ha ben poco di astratto, piuttosto il nostro corpo soffre al pensiero dello spasmo che stiamo provando. Lo scopo di ciò non è vincere la paura ma imparare a controllare le nostre reazioni di fronte a qualcosa che ci spaventa, a una possibile situazione di pericolo. La riflessione su ciò che è reale e ciò che non lo è, sulla potenza della nostra mente sul nostro corpo e sul contesto che ci circonda, su ideali di ribellione mossi dalla pura e semplice volontà e dalla pura idea di uguaglianza e giustizia, anima l'intero libro intrecciandosi con corruzione e manovre governative. Il lettore si trova in un punto di stallo, incapace di distinguere tra ciò che è giusto fare e ciò che non lo è, incastrato in una fitta rete di perbenismo e ipocrisia. E' davvero giusto un tipo di amministrazione politica simile? Sono davvero giuste le manovre utilizzate per rovesciarlo?
No.
Ma quindi cosa andrebbe fatto e cosa no? Beatrice lo sa e appare sicura nel suo modo di agire e pensare. E' un personaggio forte, con una vera indole da Intrepida, una sorta di grinta che brucia all'interno del suo piccolo corpo e che non permette che gli ideali, i valori, siano essi mossi per una buona causa, offuschino la vita stessa. L'esistenza di ogni singola persona va al di là di concetto impalpabili, lo sterminio, la morta, il coraggio inteso come violenza non potranno mai rendere migliore qualsiasi cosa, per quanto questa possa essere discutibile. 

Il suo essere Divergente segna una differenza, un dubbio sulla sua identità che persisterà fino a un certo punto del libro, ma anche la possibilità di avere più capacità e quindi più carte nella manica.



"Non sono un’Abnegante.  Non sono un’Intrepida. 
Sono una Divergente.
E nessuno può controllarmi."
 
Veronica Roth ci spinge quindi a riconsiderare l'idea che esista una distinzione tra bianco e nero, tra buono e cattivo, tra Erudito e Abnegante. Ogni fazione è dedita a una cosa in particolare, per sconfiggere e scacciare l'idea della guerra e dell'infelicità. Del disordine e della miseria. Purtroppo, l'essere umano è complicato e reca più di un significato nella sua mente. Non può essere sempre e solo onesto, come dichiarano i Candidi; talvolta mentire è una necessità. Così come l'altruismo non può essere l'unico scopo di una vita. C'è il bisogno di curarsi anche si de stessi, di compiacersi oltre che compiacere, di gioire dei propri risultati e del proprio futuro. Si può essere molto più che Divergenti, si può essere appagati e completi


«Abbiamo tutti cominciato a criticare le virtù delle altre fazioni nello sforzo di valorizzare la nostra. Io non voglio commettere lo stesso sbaglio: voglio essere coraggioso, e altruista, e intelligente, e gentile, e onesto.»


In definitiva chiudo esplicitando la mia grande ammirazione verso Veronica Roth che, a una così giovane età, è già scrittrice affermata ed entrambi i suoi volumi pubblicati sono divenuti Bestseller. 
Ricordo il seguito di Divergent, dal nome Insurgent, uscito negli USA questa primavera. Inoltre, i diritti cinematografici del primo libro sono stati acquistati dalla Summit - coloro che si sono occupati anche degli adattamenti della saga di Twilight - per cui ben presto potremmo ammirare il mondo distopico di Divergent al cinema!

voto 4 stelline:



effy.

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