martedì 4 dicembre 2012

Recensione: Angelo vendicatore.

Titolo: Angelo vendicatore
Titolo originale: Angel of Vengeance
Autore: Trevor O. Munson
Casa Editrice: Delos Books
Pagine: 241
Prezzo: €15.90

Il romanzo che ha ispirato la serie tv Moonlight.
La storia d'amore e morte di Mick e Coraline.
Mick Angel è un vampiro che lavora come investigatore privato a Los Angeles, dimostra 30 anni, va in giro in abito firmato e Borsalino e guida una Mercedes 300SL rossa molto vintage. Dorme in un freezer industriale, e quando non può nutrirsi di criminali, si spara direttamente in vena grosse siringhe piene di sangue. E' stato pagato da Reesa, una bellissima ballerina di burlesque dai capelli rossi, per ritrovare la sorella scomparsa. Ma il caso apparentemente semplice di una adolescente scappata di casa si complica presto, tra spacciatori di droga, poliziotti ostinati, omicidi e il passato dello stesso Mick. E Mick dovrà imparare la lezione che ogni vampiro non dovrebbe mai dimenticare: niente resta sepolto per sempre. Soprattutto il proprio passato.
Recensione.
Se avete visto il telefilm Moonlight e vi eravate innamorati della storia d'amore fra Mick e Beth, se adoravate il gentile e cortese Mick St.John, dimenticatevi tutto. Cancellate quel Mick e resettate tutto ciò che avete adorato di quel telefilm. Questo libro ha dato vita a Moonlight, ma le uniche cose in comune sono il nome del protagonista, il fatto che questo sia un vampiro e che aveva una moglie decisamente malata. Nient'altro. Niente Beth. Niente Joseph. Niente cavaliere dall'armatura scintillante.
"Niente donne. Niente bambini.
Niente innocenti. Queste sono le mie regole.
Non sono un eroe, ma per come la vedo io,
se devo proprio uccidere qualcuno - e devo farlo -
è meglio prendersela con chi merita di morire.
E' così che riesco a vivere con me stesso, se di vita si può parlare.
E' così che affronto ciò che sono diventato."
Mick Angel (già, cognome modificato) è un investigatore privato nella calda e, mi sembra il caso di dire, pericolosa Los Angeles; dove nel suo tempo libero va a caccia - letteralmente - dei delinquenti per raccogliere il loro sangue e conservarlo nel frigobar. Un investigatore privato che incontra i clienti e risolve i casi di notte, visto che passa le giornate a dormire adagiato su un po' di terriccio preso dal cimitero dentro un freezer. Decisamente originale devo dire.
Noi incontriamo Mick quando deve incontrare Reesa Van Cleef, una ballerina di burlesque che vuole che l'investigatore ritrovi la sua sorellina quattordicenne che è scappata di casa mentre lei era in riabilitazione. Mick accetta e, non appena la vede, non può non pensare a Lei. Sì, Mick è solo da oltre sessant'anni, da quando ha dovuto uccidere la sua amatissima moglie Coraline. E da qui iniziano i flashback sulla sua vita e veniamo trasportati negli anni quaranta, quando le band jazz andavano forte. Veniamo trasportati in una Los Angeles leggermente più antica, ma dove i vizi delle persone che ci abitano non erano diverse da quelle di ora. Facendo avanti e indietro fra gli anni '40 e il presente veniamo a conoscenza del passato da tossico di Mick e di come la sua natura di vampiro non l'ha affatto migliorato: lui non beve il sangue, se lo inietta in vena con regolarità per riuscire a sopravvivere e non impazzire.
Nel presente Mick deve risolvere il caso che Reesa gli ha affidato, facendo ciò la sua strada si incrocia con persone decisamente poco affidabili e deve anche riuscire a seminare il furgone Ford che sembra seguirlo. Nei vari capitoli abbiamo visto alternarsi passato e presente e verso la fine li vediamo intrecciarsi in un finale che sinceramente inizialmente mi ha sorpreso, ma in fondo era anche un po' scontato ripensandoci a freddo.
Il Mick Angel di questo libro è uno di quegli investigatori privati (tralasciando la parte dle vampiro) vecchio stile, uno di quelli che va in giro con il Borsalino calato sul volto, con un bicchiere di scotch in mano e una sigaretta sempre fra le labbra. Se come me avete visto pezzi di vecchi film polizieschi, dove in sottofondo c'è sempre il monologo del protagonista, che parla dei suoi pensieri, dei suoi ricordi e del caso, sappiate che questo libro è molto simile. L'atmosfera che l'autore ha creato è molto piacevole, a mio parere, ma forse perchè adoro quel velo di antichità e del fumo della sigaretta del protagonista che ci fa vedere tutto con un aspetto molto retrò. Atmosfera rovinata dalle numerose e numerose parolacce che sembrano comporre la maggior parte del testo di questo libro: capisco l'ambiente suburbano e che la maggior parte delle persone con cui Mick ha a che fare sono dei delinquenti, ma l'autore ha esagerato, davvero.
In conclusione devo dire che il romanzo è stata una lettura veloce e giusta per passare il tempo, ma che mi sento di sconsigliare ha chi ha adorato il telefilm Moonlight, perchè rovinerebbe il ricordo che ne ha.
Voto: 3/5
Ne approfitto per ringraziare lo staff della Delos Books che mi ha inviato questo romanzo.

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