lunedì 25 febbraio 2013

Cosa offre Fazi a Marzo?



Matteo Cellini
Cate, io
Collana Le strade
pp. 218
euro 16
In libreria da febbraio 2013

«Caterina è una veterana di diciassette anni, che comincia la lotta ogni mattina, entrando nella tortura dei vestiti. Perché Caterina è obesa, e l’unica normalità che conosce è tra le mura di casa, in una famiglia di obesi. Matteo Cellini entra a gamba tesa nella vita di Caterina, e senza sconti ci racconta la sua guerra. Lo fa talmente bene che non è la pietà per Cate quella che ci rimane, ma il rispetto. Rispetto per questa eroina condannata al fuori misura, e rispetto per un autore che la misura – letteraria – invece la conosce bene, con un racconto durissimo e lieve, implosivamente normale e ferocissimamente pieno di tenerezza».
Dalla prefazione di Alessandra Casella

Ci sono tanti “numeri primi”, tante solitudini. Quella di Cate indossa la taglia XXXL.
Caterina è un’adolescente e vive in un paesino di provincia, Urbania. La sua vita si divide tra liceo e famiglia, come quella di una diciassettenne qualsiasi. Cate però non è come gli altri: è obesa, come tutti i suoi familiari. Una vita di discriminazioni le ha insegnato che il mondo è diviso in “persone” e “non-persone”, a seconda della taglia. Caterina è una “non-persona” che fa uno sforzo sovrumano ogni volta che esce di casa. Il coraggio che sfodera per camminare in pubblico la trasforma in una supereroina: “Cater-pillar”, “Super-Cate”, “Cate-ciccia”; una tutina stretta su un corpo enorme, ingombrante e ridicolo è il segno della sua diversità.
Convinta che il mondo dei “normali” sia ostile per natura agli obesi, Cate usa tutta la sua intelligenza per anticipare e neutralizzare le cattiverie che gli altri sicuramente le rivolgeranno. Due persone tentano di forzare la solitudine di Caterina: la sua professoressa d’italiano, amica e complice nell’amore per la letteratura, e Anna, compagna di classe a cui Cate ha impietosamente rifilato il nomignolo “annoievole”. Ma c’è dell’altro a terrorizzare Caterina: l’imminente 17 dicembre, giorno del suo diciottesimo compleanno, simbolico giro di boa e passaggio dalla gabbia confortevole della famiglia a un’emancipazione bramata e insieme spaventosa.

Matteo Cellini – Nato a Urbino nel 1978, vive a Urbania e insegna lettere in una scuola media. Cate, io è il suo primo romanzo.


John E. Williams
Butcher’s Crossing

Traduzione di Stefano Tummolini
Collana: Le Strade
pp. 380

17,50 euro

In uscita l'8 marzo 2013

Dopo la grande risonanza di critica e pubblico di Stoner, definito “il romanzo perfetto” dal New York Times, John Williams ci regala un’ulteriore prova di forza narrativa. Butcher’s Crossing, pubblicato nel 1960, è la storia di formazione di una vita ai margini, calata in una natura selvaggia e ancestrale.

Nel 1873 il ventitreenne William Andrews, dopo due anni ad Harvard, abbandona la natia Boston e l’agiatezza della casa paterna per inseguire nel West una forma più autentica di se stesso; la sua strada lo porta nel minuscolo abitato di Butcher’s Crossing, dove rifiuta un lavoro impiegatizio alle dipendenze di un commerciante di pelli per unirsi a una battuta di caccia al bisonte. Una caccia che diventerà un’avventura nella natura selvaggia, un viaggio tanto duro da assumere la forma del sogno, in cui la mente del protagonista, fiaccata dalla fatica, si perde nella contemplazione del paesaggio. 
Andrews si troverà nella valle dei bisonti, un luogo dalla bellezza quasi mistica, dove regna un silenzio che solo i posti sconosciuti all’essere umano possiedono.
Pubblicato nel 1960, Butcher’s Crossing è considerato tra i romanzi cardine sul far west, una storia che abbatte il sogno della frontiera americana e che si pone prima di Cormac McCarthy, indicando la strada a quest’ultimo grande maestro.
John Edward Williams – Nato nel 1922 in una famiglia di modeste condizioni economiche del Texas, si iscrisse all’Università di Denver solo dopo la fine della seconda guerra mondiale, durante la quale fu di stanza in India e in Birmania dal 1942 al 1945. Rimase a Denver per tutta la vita dove insegnò letteratura inglese presso l’Università del Missouri e dove morì nel 1994. Pota e narratore, è autore di Stoner  (Fazi, 2012), romanzo pubblicato nel 1965 e dimenticato per decenni. DiButchers’s Crossing sono stati acquisiti i diritti cinematografici.

«Duro e implacabile, eppure sobrio nei toni, Butcher’s Crossing ha aperto la strada a Cormac McCarthy. È stato il primo e miglior romanzo revisionista sul West».
The New York Times Book Review
«I romanzi di John Williams sono implacabili, eppure esprimono sempre un certo ottimismo sulla nostra capacità di preservare qualcosa di importante dalle condizioni crudeli che mediamente la vita offre. Insieme con la necessaria solitudine dell’artista, Williams manifesta la triste e stupefatta consapevolezza del trionfo transitorio dell’arte».
Times Literary Supplement
 
Hanno detto di Stoner:

«Stoner parla di resistenza ed è tra i migliori romanzi per tempi incerti che mi sia capitato di leggere. E questo, il nostro, è un tempo incerto». Paolo Giordano, Corriere della Sera

«John Williams è uno di quegli scirttori che dopo averlo letto non pui fare a meno di consigliare pechè hai la certezza che farai felice il tuo prossimo». Niccolò Ammaniti

«Senza troppi giri di parole: a me è sembrato un capolavoro». Mario Fortunato, L’Espresso
«Il più bel libro del 2012 è stato scritto nel 1965. S’intitola Stoner e l’autore è John Williams». Laura Pezzino, Vanity fair
«Un libro da non perdere». Roberto Bertinetti, Il Sole 24Ore

«Stoner è un libro unico, magico, di ipnotica e commovente perfezione. Un capolavoro». Tommaso Pincio, Rolling Stone

«Stoner riconcilia con la narrativa e anche con la vita. Capita una volta ogni dieci anni di imbattersi in un libro come questo. Fatevi del bene, leggete Stoner». Gian Paolo Serino, il Giornale 
«Un ritratto che non si dimentica». Irene Bignardi, la Repubblica
«Una scrittura strepitosa». Io Donna



Charlaine Harris
Morto e spacciato
 
Traduzione di Annarita Guarnieri
Collana: Lain
pp. 350
 
euro 7,90

In libreria dal 15 marzo

La saga della Harris ha venduto oltre 5 milioni di copie in tutto il mondo e 100.000 in Italia. Dai suoi romanzi, tradotti in 30 lingue, è stata tratta la serie televisiva cult True Blood, diventata un fenomeno mondiale.

Sookie Stackhouse è ancora una volta nei guai: il suo misterioso bisnonno si è presentato alla sua porta con l’intenzione di conoscerla meglio e far finalmente parte della sua vita. Nella dimensione parallela degli esseri fatati lui è un importante uomo d’affari e ha parecchi nemici che ricorrerebbero a qualsiasi mezzo per farlo fuori. Quando il suo perfido antagonista scopre che il bisnonno ha una parente decide di farla rapire e torturare, con l’obiettivo di colpirlo e costringerlo a chiudere per sempre il portale per il passaggio dal mondo fatato a quello degli umani.
Charlaine Harris è nata in Mississippi e vive in Arkansas con suo marito e tre figli. Da oltre vent’anni scrive opere di genere mystery e fantasyLa serie di romanzi dedicata a Sookie Stackhouse ha ottenuto negli USA un immenso successo, scalando con ogni titolo la classifica del «New York Times». Dai romanzi della Harris, tradotti in 30 lingue, è stata tratta la serie televisiva cult True Blood, diventata un fenomeno mondiale. 

«Emozionante e pieno di azione, il quarto libro della serie di bestseller di Charlaine Harris terrà il lettori incollati alla pagina. Impossibile resistere a questa fusione di romance, fantasy e mistero». Publishers Weekly

«Charlaine Harris mescola abilmente i generi rosa, horror, poliziesco. I suoi vampiri sono soprattutto outsider, indecisi tra assimilazione e obbedienza alla loro natura selvaggia, tra una vita normalizzata e il richiamo del sangue. L'aver introdotto questa variante al mito è il suo marchio distintivo. I romanzi della Harris non hanno nulla da invidiare a Via col vento Rebecca». Ranieri Polese, Corriere della sera

«True Blood un'America di un imprecisato futuro in cui i vampiri possono finalmente essere accettati. Invenzioni di questo genere finalizzate a normalizzare il vampiro dimostrano inequivocabilmente che il vampiro ci piace al punto che vorremmo essere come lui». Tommaso Pincio, il manifesto


Francesco Muzzopappa 
Una posizione scomoda
Pp.200 c.a.
euro 14,00
In libreria dal 22 marzo

“Si ride dalla prima all’ultima riga”. Raul Montanari
Un romanzo d’esordio esilarante, ricco di colpi di scena.
Una commedia “cinematografica” irriverente e tenera.
Fabio è un giovane sceneggiatore di talento diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Un ragazzo destinato a grandi cose, una promessa del cinema italiano. Dopo diversi tentativi andati a vuoto, purtroppo l’unico modo che ha per sbarcare il lunario è scrivere copioni per il cinema a luci rosse, tacendo il suo lavoro ai genitori e agli amici che lo immaginano autore di teatro. Così, invece di veder realizzato Il Cielo di piombo, un’opera che nasconde da anni nel cassetto, a Fabio tocca scrivere sceneggiature come I ragazzi del culettoA volte ritrombano L’importanza di chiavarsi Ernesto, quest’ultimo candidato al Festival del Porno di Cannes dove Fabio sarà in lizza per il famoso Zizi d’or. Ma lì avrà inizio il disastro…
Dalla bandella di Raul Montanari:
 In questo libro troverete, in ordine di apparizione: un personaggio di una simpatia micidiale, tenero e vero, a cui ne succedono di tutti i colori; il mondo grottesco ma umanissimo della pornografia; le eterne aspirazioni ad avere dalla vita proprio quello che la vita non ti dà (mentre ti elargisce generosamente cose a cui non tieni affatto); una storia intrigante di amicizia perduta e poi ritrovata.
Ma la vera marcia in più di Muzzopappa è una prosa “meridionale moderna”. Una scrittura in cui ci sono i sapori e la ricchezza tipici degli scrittori del Sud, ma in una versione mai così scattante, veloce, sincopata.
Attenzione: il comico è una dimensione difficilissima da raggiungere. Il comico è sacro. La maggior parte dei cosiddetti libri umoristici fanno sorridere, al massimo. Hanno l’ironia, non la vera comicità. Leggendo Una posizione scomoda ogni tanto scoppiavo a ridere irresistibilmente, di pancia. Vogliamo scommettere che capiterà anche a voi?

Francesco Muzzopappa, nato a Bari nel 1976, approda alla pubblicità per puro caso, superando una selezione in cui arriva primo su 650. Trasferitosi a Milano, nel giro di pochi anni diventa uno tra i più conosciuti e apprezzati copywriter italiani. Per la categoria in cui eccelle, le pubblicità radiofoniche, ha vinto numerosi riconoscimenti tra Cannes, Londra e New York nonché una serie di premi bizzarri (compresi un buono da 10.000 euro per mangiare gratis al ristorante, una fornitura completa di mobili per la casa e un assegno speciale per viaggiare in tutto il mondo). Molto schivo, sin dall’adolescenza ha studiato da autodidatta le tecniche della narrativa umoristica, spolpando letteralmente i testi di Swift, Sterne,Wodehouse e molti altri. Allievo della scuola di scrittura di Raul Montanari, ha pubblicato alcuni racconti su riviste e antologie. Una posizione scomoda è il suo primo romanzo.

Giav

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