sabato 16 febbraio 2013

My book boyfriend #8: Peeta Mellark.

Buon sabato a everyone!
Torno alla carica con la mia rubrica preferita.
Immagino ora sappiate bene di cosa tratta quindi non mi perderò in convenevoli; piuttosto ci tengo a precisare che la rubrica è ideata originariamente dal blog The Unread Reader.
Il personaggio su cui mi focalizzo oggi è da me molto amato. Appartenente a una delle mie saghe preferite Ladies and Gentlemen:

Peeta Mellark di Hunger Games.

Inizio dicendo che il film non ha intaccato l'idea iniziale che mi ero fatta di lui e il mio rapporto con la sua fisicità. Il film è un'adattamento del romanzo e nessun lettore è costretto a sottostarvi. Leggo spesso di gente che dice "non puoi scegliere un altro tizio perchè Josh Hutcherson è Peeta".
Josh Hutcherson non è Peeta, bensì un attore. Ha interpretato Peeta, questo è certo, e noi lettori possiamo essere soddisfatti del lavoro da lui svolto e può darsi sia il più adatto per molti di noi, ma possiamo anche non essere soddisfatti. C'è chi ha trovato in Josh la copia spiaccicata del ragazzo del pane, mentre altri non avevano figurato Peeta così. Io faccio parte degli altri e mi piace restare federe alla mia originale versione del personaggio.
Ho amato il Peeta cartaceo a prescindere dal film. Ho immaginato il mio Peeta a prescindere da Josh. Dunque utilizzerò immagini del mio Peeta... a prescindere (non c'entra ma avevo voglia di dirlo u.u)
Dopo questo confuso preambolo passiamo al boyfriend in questione.
Peeta è indubbiamente uno dei protagonisti maschili più dolci, nobili e astuti nella storia degli YA. Il sentimento che prova per Katniss è intriso di tenerezza e, devo essere totalmente sincera, ho versato litri di lacrime leggendo Il canto della rivolta a causa delle situazioni che lo circondano e investono.
Spero di non essere stata l'unica (a piangere, intendo, perchè Peeta è così profondo e gentile che è difficile non affezionarcisi.)

Nome Completo: Peeta Mellark
Età:
16-17 anni
Occupazione: Panettiere.
Caratteristiche fisiche: "Lo osservo mentre si fa strada verso il palco. Altezza media, corporatura robusta, capelli biondo
cenere che gli ricadono a onde sulla fronte. Ha scritto in faccia lo shock del momento, si vede che si sforza di restare impassibile, ma dai suoi occhi azzurri trapela la paura che ho visto così spesso nelle mie prede. Ciononostante, sale sul palco con calma e prende posto."

—Non so bene come dirlo. Solo non voglio... perdere me stesso. Ha un senso? — chiede. Scuoto la testa. Come potrebbe perdere se stesso? — Non voglio che mi cambino, là dentro. Che mi trasformino in una specie di mostro che non sono.
Mi mordo il labbro inferiore. Mentre io stavo elucubrando sull'arena e sulla disponibilità di
alberi, Peeta era alle prese con il problema di conservare la sua identità. La purezza del suo io. —Vuoi dire che non ucciderai nessuno? — chiedo.
—No. Quando arriverà il momento sono sicuro che ucciderò come chiunque altro. Non posso darmi per vinto senza combattere. Solo continuo ad augurarmi di trovare un modo per... per dimostrare a quelli di Capitol City che non sono una loro proprietà. Che sono più di una semplice pedina — dice Peeta.
—Ma non lo sei — obietto. — Nessuno di noi lo è. E così che funziona il programma.
—Bene, ma all'interno di quella struttura, tu sei ancora tu, io sono ancora io? — insiste.
—Più o meno. Solo che... senza offesa, ma chi se ne frega, Peeta? — chiedo.
—Frega a me. Voglio dire, di cos'altro mi è permesso di preoccuparmi, a questo punto? — chiede con rabbia. Adesso ha gli occhi azzurri fissi nei miei, esige una risposta.
Faccio un passo indietro. — Preoccupati di quello che ha detto Haymitch. Di rimanere vivo.
Peeta mi sorride, triste e beffardo. — Bene. Grazie per la dritta, dolcezza.

  Sei qui per darmi il colpo di grazia, dolcezza?

—Prima chinati un momento — mi esorta lui. — Devo dirti una cosa. — Mi chino e avvicino
l'orecchio sano alle sue labbra, che mi fanno il solletico mentre lui bisbiglia: — Ricordati che siamo perdutamente innamorati, quindi va bene se mi baci in qualunque momento tu ne abbia voglia.

  Peeta sospira. — Be', una ragazza c'è. Ho una cotta per lei da che mi ricordo. Ma sono praticamente certo che lei non sapeva nemmeno che esistessi, prima della mietitura.
Un brusio di solidarietà si leva dal pubblico. Un amore non corrisposto è una situazione che possono capire.
—Ha un altro compagno? — chiede Caesar.
—Non lo so, ma piace a molti ragazzi — risponde Peeta.
—Non c'è problema, ti suggersico io cosa puoi fare. Vincere e tornare a casa. A quel punto, non potrà respingerti, ti pare? — dice Caesar in tono incoraggiante.
—Non credo che funzionerà. Vincere... non servirebbe, nel mio caso — replica Peeta.
—E perché mai? — chiede Caesar, sconcertato. Peeta diventa rosso come una barbabietola e
balbetta:
— Perché... perché... lei è venuta qui insieme a me.


Spero l'attore da me scelto vi sia piaciuto:
Hunter Parrish

effy.

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