venerdì 29 marzo 2013

Recensione: "Incarceron - La prigione vivente"

Salve a tutti,
eccomi qui finalmente a recensire questo romanzo, uscito ormai da qualche mese per Fazi


Catherine Fisher
Incarceron
La prigione vivente

Traduzione di Simona Pisauri

Casa Editrice: Fazi

Collana: Lain

pp. 350 ca. – 14,00 euro




Incarceron è una prigione avveniristica e invisibile, dove i discendenti dei prigionieri originari vivono in un mondo oscuro scosso da rivalità e violenze. È un incrocio di inquietanti tecnologie, un edificio vivente, un Grande Fratello vendicativo e sempre in guardia, corredato di camere di tortura, sotterranei e passaggi segreti. In questo luogo un giovane prigioniero, Finn, ha delle visioni della sua vita precedente e non riesce a convincersi di essere nato e cresciuto lì.
Nel mondo esterno Claudia, figlia del direttore di Incarceron, è intrappolata in un altro tipo di prigione – un universo tecnologico ma costruito con meticolosa cura affinché appaia come un’epoca antica – dove l'attende un matrimonio combinato con un ricco playboy che lei odia.
Arriverà un momento in cui Claudia e Finn, contemporaneamente, troveranno un oggetto, una chiave di cristallo, attraverso la quale potranno parlarsi. E allora sarà solo questione di tempo prima che i due mondi, finora separati dagli spessi muri di Incarceron, entrino in contatto…


RECENSIONE:

"La decadenza fu graduale e ci volle molto perché ce ne accorgessimo. Poi, un giorno, dopo aver parlato con la Prigione, lasciai la stanza e la sentii ridere. Un suono basso e soffocato,beffardo.Mi fece rabbrividire. Restai in piedi nel corridoio e mi venne in mente un’antica immagine che avevo visto una volta nel frammento di un manoscritto, l’enorme bocca dell’Inferno che divorava i peccatori.Fu allora che ebbi la consapevolezza che avevamo creato un demone che ci avrebbe distrutto."
Cover del secondo volume
Cosa c'è di più inquietante e allo stesso tempo frustrante di essere rinchiuso in una prigione che sembra non avere confini, né vie d'uscita, ma a cui non manca una coscienza propria? Una prigione che ti osserva e controlla, ti confonde e mette in crisi, ride sadica di te? Una prigione creata secoli prima da un gruppo di Sapienti per essere un paradiso, ma che ti mastica e inghiotte come solo l'inferno è capace di fare? Una prigione che ti ha generato, ma che può anche ucciderti nei modi più crudeli in qualunque istante lei desideri?

"Sei mio padre, Incarceron.Nacqui dal tuo dolore.Ossa d'acciaio; circuiti, le mie vene.Il tuo cuore, una volta di ferro."

In un punto imprecisato d'Incarceron, mentre l'affascinante Keiro insegue ricchezza e potere, il Sapiente Gildas cerca un modo per fuggire dai meandri di quella prigione fisica e psichica, Finn vuole ritrovare se stesso. Il ragazzo è uno Starseer, vede le stelle in un mondo oscuro e sotterraneo, ha delle visioni di una realtà felice e luminosa, troppo per trovarsi dentro Incarceron. Sono proprio questi frammenti che gli fanno credere con tutto se stesso di non essere nato lì dentro, nonostante i suoi primi ricordi siano proprio dentro una cella.

"Nel mondo sotterraneo, le stelle sono leggende."

All'esterno, Claudia vive come un usignolo in una gabbia d'oro, anche lei rinchiusa in un'altra prigione: figlia del guardiano di Incarceron, è cresciuta in una meravigliosa reggia, servita e riverita, con la migliore educazione, ma senza una briciola d'affetto, né di libertà. Deve sottostare al protocollo, che obbliga una società futuristica e supertecnologica a vivere nel passato, secondo le regole ed i modi dell'Era scelta. Deve obbedire al rigido padre, essere la figlia perfetta che, sposando lo scapestrato rampollo reale, gli farà ottenere l'immenso potere a cui aspira da sempre. 
Ma Claudia ha un carattere forte e deciso, e presto, a causa della sua pericolosa curiosità e intelligenza, s'imbatte in terribili segreti riguardanti la prigione ed anche il mondo esterno, due realtà così distanti, ma allo stesso tempo così simili, che solo due chiavi di cristallo identiche -forse- possono mettere in contatto. La ragazza si ritrova invischiata in intrighi e complotti terribili e pericolosi, quanto le situazioni che Finn e i suoi compagni devono affrontare per cercare una via di fuga da Incarceron, o semplicemente per mantenersi in vita in quell'inferno.

"Chi può sondare l'immensità di Incarceron?I corridoi e i viadotti, i suoi abissi?Solo colui che ha conosciuto la libertàPuò definire la propria prigione."


Finn e i suoi amici per farcela devono credere che sia possibile, aggrappandosi al poco che hanno: le visioni del ragazzo che potrebbero guidare lui nel cammino seguito dal leggendario Sapphique, venerato dagli abitanti di Incarceron come un profeta dai tratti divini, l'unico mitico uomo che è stato capace di scappare. E le loro speranze si fanno sempre più forti nel momento in cui la scoperta della Chiave li mette in comunicazione con Claudia, che dà loro prova che esista un mondo all'esterno e che cerca di aiutarli da lì.

"Cerchi la Chiave di Incarceron?Guarda dentro di te. E' sempre stata lì."

Un po' fantasy, un po' science-fiction, un po' thriller, un po' action, un po' distopico, un po' misticoIncarceron è un mélange di generi sapientemente costruito e soprattutto narrato. Lo stile della Fisher infatti è maturo, vivido e descrittivo al punto giusto. In più il plot è ben organizzato, alternando attraverso la terza persona i POV di Finn e Claudia, ma non solo.
La fantasia e l'originalità dell'autrice sono da lodare, in quanto ha saputo creare una realtà nuova, mescendo più generi, senza mai cadere nel banale. I rimandi letterari sono molteplici, dal più evidente Grande Fratello del 1984 di Orwell, al mito greco soprattutto: ritroviamo infatti riferimenti -più o meno evidenti- alle Parche, a Icaro, alle colonne d'Ercole, alla nave di Ulisse sballottata dai venti, e moltissimi altri, ma non dico nulla di più per non togliervi il gusto della lettura.
Incarceron ha quindi più livelli di lettura: può essere una semplice storia d'azione e mistero -dagli elementi futuristici e immaginifici- che si legge tutta ad un fiato per sfamare la propria curiosità, ma è anche piena di messaggi più o meno profondi. E' il viaggio di Finn alla ricerca di sé, del proprio passato, del proprio coraggio e della propria dignità, e allo stesso tempo la lotta di Claudia per affermare la propria libertà e scoprire la verità. E' l'incubo di essere rinchiusi nell'oscurità e nell'oblio e perdere se stessi, o di vivere nella finzione, una vita in cui non si è padroni di scegliere nulla, mentre sono gli altri a decidere per te, senza potersi nemmeno ribellare. E' il sogno dell'uomo di rinchiudere tutto il male in una scatola, come nel mito di Pandora, nella vana speranza che vi rimarrà per sempre, senza mai rivoltarglisi contro. E' l'illusione di poter controllare ogni cosa tramite il potere, ignorando che ciò per i sentimenti non sarà mai possibile e che ci sarà sempre qualcuno che avrà il coraggio -o la temerarietà- di ribellarsi. E' molto altro. Leggetelo per scoprirlo, o, se l'avete già letto, fatemi sapere cosa vi avete visto voi.
Non do il massimo perché avrei gradito una maggiore introspezione e descrizione fisica dei personaggi (soprattutto quello sconosciuto di Finn!). Inoltre in alcuni momenti -davvero pochi- ho trovato il romanzo un po' lento nelle conclusioni , e, a mio parere, ci sono un po' troppi punti avvolti nel mistero, ma sono certa che questi saranno risolti nel prossimo volume della dualogia (Sapphique).

Voto: 8-
4/5




I diritti per la trasposizione cinematografica sono stati già acquistati dalla Fox, ma ancora non abbiamo alcuna data né un regista. In compenso si sa già che Taylor Lautner sarà Finn, mentre per Claudia sono in lizza Jennifer Lawrence, Blake Lively ed Emma Watson. Fra le tre credo che l'ultima sia la più adatta. Voi che ne pensate?



Giav

3 commenti:

  1. Bella recensione :)
    Mi ero proprio scordata di questo libro, non è che ci siano state tante recensioni al riguardo...
    Spero di ricordarmi di leggerlo prima che esca il film XD

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  2. Già, questo libro non sembra aver destato molta curiosità. Io stessa me la sono presa abbastanza comoda per leggerlo e recensirlo, ma ne è pienamente valsa la pena. Non ho dato il massimo, ma mi è piaciuto molto. Consigliato ù.ù Curiosissima riguardo al film, anche se Taylor Lautner proprio non ce lo vedo per Finn, ma ormai sono rassegnata riguardo ai casting! =___="

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  3. io ho amato questo libro xD l'idea, le ambientazioni e lo stile dell'autrice mi sono piaciuti molto!

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