sabato 30 marzo 2013

Recensione: The Selection



THE SELECTION
di Kiera Cass


Sperling & Kupfer - Pagg. 288 - Euro 17,90
Uscita: 12 marzo 2013

35 RAGAZZE. UNA SOLA CORONA. LA COMPETIZIONE PIÙ IMPORTANTE.


In un futuro lontano, in un Paese devastato dalla guerra e dalla fame, l’erede al trono seleziona la propria moglie grazie a un reality show. Spettacolare. Per molte ragazze la Selezione è l’occasione di una vita. L’opportunità di sfuggire a un destino di miseria e sognare un futuro migliore. Un futuro di feste, gioielli e abiti scintillanti. Ma per America è un incubo. A sedici anni, l’ultima cosa che vorrebbe è lasciare la casa in cui è cresciuta per essere rinchiusa in un Palazzo che non conosce. Perdendo così l’unica persona che abbia mai amato, il coraggioso e irrequieto Aspen. Poi però America conosce il Principe Maxon e le cose si complicano. Perché Maxon è affascinante, dolce e premuroso. E può regalarle un’esistenza che lei non ha mai nemmeno osato immaginare…


RECENSIONE:



"Mai giudicare un libro dalla copertina" dice un antico proverbio, con cui questa volta mi sento in dovere di concordare. In questo caso si adatta letteralmente, ma anche in maniera più larga, se consideriamo quanto attraente possa essere la sinossi e la relativa pubblicità.

Una ragazza con un meraviglioso abito azzurro si copre il volto, mentre alle sue spalle si scorgono specchi che mostrano gli infiniti riflessi che esistono di lei, a seconda della prospettiva dalla quale la si osservi. Ma qual è la vera immagine, sempre che ne esista una? E' forse per mantenerla integra che la giovane non vuole scoprirsi il viso per rivelarsi al mondo nella sua interezza? O semplicemente lei è solo uno dei tanti riverberi di un'unica perfetta immagine creata dalla società per adeguarvisi?

In un futuro che ha già sopportato ben quattro Guerre Mondiali e che ha costruito sulle ceneri degli Stati Uniti il nuovo ma instabile regno di Illèa, America Singer non vuole perdere se stessa.
In un sistema di caste che suddivide la popolazione in otto gruppi, la nostra protagonista è una Cinque, la fascia composta dagli artisti, appena al di sopra degli schiavi. Quella della sua famiglia non è una condizione facile, ma con grandi sforzi si riesce a tirare avanti dignitosamente. America ha una voce da usignolo e suona divinamente pianoforte e violino, è una ragazza briosa, forte e testarda, differente da tutte le ragazze che conosce. E' forse l'unica giovane a non voler partecipare al sogno di una vita, la Selezione, l'attesissimo evento che permette a trentacinque ragazze sorteggiate da tutta Illèa di competere per il cuore del principe e per la sua corona. Quante giovani, soprattutto di quelle cresciute fra gli stenti, rinuncerebbero ad una fantasia talmente romantica? 
America è una di quelle, dato che ha già un sogno nel cassetto per cui fa sacrifici da tempo: sposare Aspen, con cui ha una relazione segreta ormai da due anni. Segreta, perché Aspen è un Sei, e per una ragazza è sconveniente intrattenere rapporti con un ragazzo di una casta più bassa, soprattutto se questa ha dei genitori sullo stampo degli austeniani Bennett: un padre affettuoso e comprensivo, desideroso di vedere la figlia sposarsi per amore, ma una madre disposta a tutto pur di ottenere un matrimonio quanto più vantaggioso possibile per la propria meravigliosa figlia. E quale sposalizio può essere più fruttuoso di quello con l'unico erede al trono?
Sebbene America all'inizio non avesse nemmeno voluto prendere in considerazione l'idea, una serie di imprevisti catapulterà -sempre meno di controvoglia- la nostra protagonista dal bel caratterino -eufemismo per caratteraccio- nel bel mezzo della Selezione. Da un giorno all'altro si troverà in un sontuoso castello, servita e riverita, costretta ad abbandonare i propri adorati pantaloni in cambio degli stessi abiti raffinati delle altre trentaquattro pretendenti. Nuova routine, nuove regole, nuovi amici, fra cui anche un delizioso principe, dal cuore generoso e i modi affabili. Un uomo di cui chiunque s'innamorerebbe, che l'apprezza proprio perché è rimasta se stessa, proprio perché l'unico obbiettivo che America si è imposta entrando lì dentro era di non perdere la propria identità (e sì, un po' il motto di Peeta prima di entrare nell'arena, -"I wanna still be me"- anche se con toni e modi molto diversi).
Ma -oggi è la giornata dei proverbi- "il primo amore non si scorda mai", è un fuoco che non si estingue, ma che rimane sempre dentro di noi a pungerci come un tizzone ardente. E allora riuscirà la nostra protagonista a dimenticare Aspen ed iniziare a provare qualcosa per il principe Maxon, stereotipo del principe perfetto (ma unico personaggio sopportabile), o capirà che ciò che prova per il suo ex ragazzo è troppo forte?

Per quanto io non sia la tipica ragazza che sogna -letteralmente- il principe azzurro sul cavallo bianco in allegato a sfarzosa reggia, ammetto di essermi subito lasciata catturare dalla splendida copertina e dall'allettante, romantica e fiabesca sinossi. I presupposti c'erano eccome: amante quale sono della distopia in tutte le sue sfaccettature, nonostante il triangolo amoroso si preannunciasse abbastanza scontato, mi sono trovata ad affrontare questa lettura con troppe aspettative che non riuscivo -per quanto mi sforzassi- a reprimere. E purtroppo questo è sempre un male. 
A cominciare dallo stile -pessimo-, per continuare con la psicologia dei personaggi nella gran parte dei casi poco approfondita, priva di caratterizzazione e stereotipata, per finire con l'inconcludenza e l'artificiosità della trama. Per carità, è un libro molto scorrevole, in quanto per nulla pesante, che carica il lettore di una grande curiosità, a tal punto da lasciarsi divorare in non più di un paio di giorni, però non soddisfa affatto. Be', probabilmente si è più spinti dalla speranza che finalmente succeda qualcosa di interessante o credibile che da una vera e propria curiosità.
In più non mi sento di giustificare la sconclusionatezza della trama col fatto che non si tratta di un volume autoconclusivo. Se lo stile col tempo -e con più editing please!- può  maturare e migliorare, se i personaggi possono acquistare spessore e peculiarità nei prossimi libri, ogni singolo volume -per quanto facente parte di una saga- DEVE avere una trama soddisfacente, un senso ed un messaggio proprio, altrimenti che lo si accorpi agli altri e lo si pubblichi in un unico romanzo di mille pagine o più. Una cosa è lasciare suspence, mistero, intrecci e nuovi aspetti da svelare, un'altra è -alla fine di un libro- aver ricevuto  appena un assaggio di una realtà che ai nostri occhi è ancora impalpabile ed inconsistente, come accade qui anche per il contesto e l'ambientazione. Troppo facile scrivere una storia ambientata in un futuro post quarta guerra mondiale e non spiegarci per bene le dinamiche della società, né addirittura farcene sentire l'atmosfera, dove delle rivolte e degli attacchi che avvengono al castello sappiamo solo che mentre questo viene impietosamente colpito da pietre -e probabilmente ortaggi- i regali terrorizzati si nascondono in un seminterrato.
The Selection quindi fa parte di quella vastissima categoria di libri che partono da un'idea che potrebbe rivelarsi buona, che però non riescono a portare a termine in maniera adeguata, "sprecandola". Chiunque vi si accosti non può fare a meno di aspettarsi molto di più.

Voto: 2 stelline e mezzo




Per informazioni riguardo alla trasposizione televisiva vi rimando al post realizzato recentemente dalla mia mia collega Effy.

Giav

2 commenti:

  1. Qunate recensioni negative su questo libro!!! Ancora non l'ho letto ed ho un certo timore...
    La trama sembra carina, ma il contenuto sembrerebbe far schifo...
    Vedremo :)

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