martedì 7 maggio 2013

Recensione: Muses.

Titolo: Muses
Autore: Francesco Falconi
Saga: Muses #1
Casa Editrice: Mondadori
Pagine: 488
Prezzo: €17.00
Data di uscita: maggio 2012

Quando scappa da Roma diretta a Londra, coperta di tatuaggi e piercing, Alice sente che la sua vita potrebbe cambiare per sempre. Ha appena scoperto di essere stata adottata, ma per lei questa notizia è quasi un sollievo. Cresciuta con un padre violento e una madre incapace di esprimere il proprio affetto, ora Alice deve scoprire le sue radici e l'eredità che le ha lasciato la sua vera famiglia. Decisa, risoluta, ribelle, è una violinista esperta ed è dotata di una voce straordinaria. Ed è proprio questa voce a guidarla verso la verità: le antiche nove Muse, le dee ispiratrici degli esseri umani, non si sono mai estinte. Camminano ancora tra noi. I loro poteri si sono evoluti. E Alice è una di loro. La più potente. La più indifesa. La più desiderata da chi vorrebbe sfruttarne gli sconfinati poteri per guidare gli uomini, forzarli se necessario, fino alle conseguenze più estreme. Ma un dono così può scatenare l'inferno. E sta per accadere.

RECENSIONE.
Questo volume è uscito circa un anno fa e io lo comprai non appena uscì, alla Fiera del Libro di Torino. Non vedevo l'ora che uscisse questo libro: la quarta di copertina e la copertina stessa mi avevano pienamente conquistato. La pubblicità che era stata fatta, l'originalità della trama e il fatto che si parlasse di mitologia greca in modo nuovo aveva fatto sì che non potessi non acquistare il libro. Eppure ho atteso fino ad ora per leggerlo. Perché? La mole del libro non permette di portarselo in giro, ad esempio sul treno o all'università.
Sabato, non avendo niente da fare, ho deciso di rispolverare questo libro e l'ho letto tutto d'un fiato, terminandolo quello stesso giorno.
Alice De Angelis è una ragazza che viene considerata strana, diversa e problematica. I suoi comportamenti, la voce che sente nella testa fanno sì che venga definita come pazza. Alice ha un passato che vuole dimenticare e un presente molto difficile, per questo fa di tutto per vivere la sua vita al massimo, facendo ciò che le va, eppure le cose non vanno mai come lei vuole. L'unica cosa della sua vita che le dà un minimo di gioia è la musica: comporre, cantare e suonare il suo violino; una gioia che però svanisce in fretta.
Dopo un critico incidente stradale, in cui rischia di perdere la vita fa una scoperta sconcertante: Sergio e Rita De Angelis non sono i suoi veri genitori, appena nata fu adottata. Questa verità non le fa cadere il mondo addosso; si è sempre sentita inadeguata per la sua famiglia e per la prima volta nella sua vita sente un sentimento di gioia, di felicità. Alice, senza pensarci due volte, parte alla ricerca della zia Dolores, la sorella della sua vera madre, morta durante il parto. Dalla caotica e scenografica Roma, la nostra protagonista vola fino a Londra, dove sull'aereo incontra Ray (già conosciuto a Roma), che si dimostra essere un vero gentiluomo, ma le loro strade si dividono: Alice vuole solamente trovare sua zia e dopo una serie di peripezie ci riesce. Dolores Evans è sua zia e non appena le due parlano, Alice si rende conto che probabilmente la pazzia è una dote di famiglia. Dolores la rassicura dicendole che la voce che sente nella testa non è un sintomo di malattia mentale, ma è la sua voce, la voce della Musa che è dentro di lei; perché lei, Alice, è la Musa della Musica. E come lei ce ne sono altre otto, ognuna di loro incarna una delle nove muse nate da Zeus, millenni or sono.
La zia le spiega che ci sono dei nemici che vogliono trovarle e ucciderle: i Pragmatici, di cui Ray fa parte. Per riuscire a fermarli le nove muse devono riunirsi e combattere l'una al fianco dell'altra. Inizia così l'addestramento di Alice da parte di Ian, un aitante ragazzo adottato da Dolores. Da qui prende il via una serie di avvenimenti che non lasciano il tempo al lettore di ragionare. Quando Alice pensa di aver capito di chi fidarsi ecco che accade qualcosa che stravolge tutto. Questo romanzo è un insieme di inganni, tradimenti e doppigiochi.

Alice, la protagonista è una delle più "trasgressive", dure e vere che abbia mai avuto occasione di incontrare durante le mie letture. Il suo passato l'ha segnata nel profondo e nonostante ciò lei continua a sopravvivere, ma in realtà non vive affatto. E' l'anti Mary Jane classica dei romanzi, niente gonnelline rosa o sorriso perenne sul volto; Alice ha il corpo pieno di tatuaggi e piercing, la risposta sempre pronta e non ha alcun timore di mandare a quel paese chiunque le si pari davanti. Decisamente originale, così come la base mitologica su cui si fonda il romanzo. Personalmente ho un debole per la mitologia greca, quindi l'autore parte con un vantaggio e non mi era mai capito di leggere delle Muse, figure mitologiche che mi attraggono molto. L'autore poi è riuscito a renderle moderne: niente Musa della poesia amorosa, ad esempio, ma fa la sua comparsa la Musa della Net.Art.
Anche tutti gli altri personaggi sono ben caratterizzati, però per buona parte del libro non sono riuscita ad entrare nella loro testa. Dolores ad esempio, è il personaggio più strano di cui abbia mai letto e il gesto che compie alla fine del libro non riesco davvero a spiegarmelo.
Il finale stesso del libro non mi convince a pieno, non saprei come spiegarlo, spero di ricevere risposte nel secondo libro di questa duologia che uscirà fra una settimana: Muses. La decima Musa. Sinceramente se la saga fosse stata più lunga probabilmente avrei lasciato perdere, ma trattandosi solo di un altro volume credo proprio che lo acquisterò. Magari mi ricrederò!
Francesco Falconi è riuscito ad inserire in questo libro anche temi molto forti, quali la morte e gli abusi, quindi gli faccio i complimenti, perché non è affatto facile parlare di certe cose, ma forse avrei preferito che questi riferimenti fossero meno presenti (se ne può trovare uno ogni due/tre capitoli).
L'autore italiano è famoso per aver scritto numerosi romanzi e storie, ma non ho letto altro scritto da lui e quindi non so se si tratti di un suo difetto di scrittura o se è un problema solo di questo libro nello specifico: ho trovato che molte cose potessero essere tralasciate, o comunque raccontate senza stare lì ad approfondire ogni minimo dettaglio, che alla fine risultava pesante e inutile.
In conclusione, ve lo consiglio se come me siete appassionati di mitologia e di colpi di scena; se però volete leggere il libro migliore della vostra vita, lasciate perdere.

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