martedì 30 luglio 2013

Recensione: The Iron King

The Iron King
Julie Kagawa

The Iron Fey #1
Pagine: 363

Prossimamente in pubblicazione

-TRAMA VISIBILMENTE TRADOTTA DA ME-

Meghan Chase ha un destino segreto, qualcosa che lei non avrebbe mai potuto immaginare.C'è sempre stato qualcoa di strano nella vita di Meghan, da quando suo padre scomparve davanti ai suoi occhi quando aveva sei anni. Non si è mai sentita accettata a scuola, nè compresa a casa. Quando un misterioso sconosciuto inizia a fissarla da lontano, il suo migliore amico burlone inizia stranamente a divenire iperprotettivo nei suoi confronti, Meghan capisce che tutto ciò che ha sempre conosciuto sta per cambiare. Ma lei non avrebbe mai potuto immaginare la verità - che lei è la figlia di un Re delle fate ed è una pedina in una guerra mortale. Ora Meghan imparerà quanto è disposta a sacrificare per salvare qualcuno che ama, per fermare un misterioso male che nessuna creatura fatata ha mai osato affrontare, e di trovare l'amore con un giovane principe che preferirebbe vederla morta piuttosto che lasciarle toccare il suo gelido cuore.

Recensione

Per Meghan Chase il giorno del suo sedicesimo compleanno significa principalmente considerazione. Sembra infatti passare più che inosservata agli occhi altrui, e addirittura Luke, il compagno di sua madre, tende a dimenticarsi della sua presenza in modo sistematico, come se ogni volta la guardasse per la prima volta. L’unico regalo che gradirebbe è trascorrere del tempo con sua madre, il suo amato fratello Ethan e l’amico di sempre, Robbie. Ma quando quel giorno giunge e suo fratello Ethan sembra scomparso, sostituito da un changeling, un essere fatato con le sue sembianze ma un’indole decisamente malvagia, Meghan è costretta a rivalutare le sue priorità. La scoperta che Robbie in realtà è Robin Goodfellow, il clamoroso Puck di Sogno di una notte di mezza estate, e che fate, gnomi, elfi e un regno magico esistono proprio dietro la sua porta – o, per meglio dire, il suo cassetto - pone Meghan in una delicata situazione dove ogni certezza e verità vengono a mancare e lei è costretta a recarsi nel Nevernever, il regno fatato, attraverso le spietate e ambigue corti delle fati, la Seelie court e la Unseelie Court, per salvare il suo fratellino.
Era da un po’ che volevo gettarmi nel suggestivo mondo della Kagawa, con la speranza che le creature fatate potessero ricevere un certo riscatto e un trattamento particolare, e dopo il santissimo e levissimo esame di maturità ho pensato i dedicarmi alla lettura di magia ed esseri con le orecchie a punta. Essendo il romanzo inedito spero di poter analizzare bene ogni aspetto da me gradito e non, senza spoiler o pff vari.
La voce narrante è quella di Meghan e lo stile della Kagawa appare da subito molto fluido, coerente ed equilibrato. Vi è la giusta quantità di descrizioni, le giuste riflessioni, come se la Kagawa non avesse voluto tralasciare nulla e inserire tutto ciò che la sua immaginazione e la sua professione permettevano.
Il mondo da lei forgiato è semplicemente meraviglioso. Dallo sconfinato e selvaggio Nevernever, dai troni eleganti e le stanze ariose della Seelie Court, alle scintillanti e candide ambientazioni innevate della Unseelie court, fino a fogne sporche e buie, case nei tronchi degli alberi e persino le strade di città americane, la Kagawa punta in alto e spera di riempire la mente del lettore di continui paesaggi, assurdi quanto stupendi.
La trama comprende scene d’azione, momenti più soft e situazioni in cui è riuscita anche a tenermi sulle spine.


Da questo punto di vista nulla da dire, Julie, considerando che è il romanzo di un’esordiente.
Per quanto riguarda i personaggi la situazione è più complessa; Meghan non l’ho proprio potuta sopportare. La mente di Meghan è limitata a un pensiero “devo salvare Ethan”, che potrebbe apparire altruista e coraggioso agli occhi di molti, ma che, invece, risulta una nenia stancante e cocciuta ad altri. Nessuno nega la sua buona dose di tenacia a Meghan, ma… altro? Il personaggio non ha molto da offrire, a parte questo pensiero fisso, se non riflessioni decisamente puerili quanto passeggere. Le azioni di Meghan si riassumono in poche frasi: comandare a bacchetta la gente, non avere un minimo di intuito o arguzia alcuna, pregare, supplicare, piangere fate e quant’altro. Insomma, non mi ha dato nulla, se non consideriamo il crescente fastidio e la speranza di non trovare mai più una protagonista che, paradossalmente, si presenta così passiva.
Ci crederete che una ragazza con tanti sani principi e onorevoli scopi possa essere considerata scialba e piatta? Considerazioni anche eccessive, data l’insulsità di Meghan. Senza contare le innumerevoli volte in cui la gente è costretta a salvarla.
Non riuscirei a recuperare nulla, non ho neppure un aggettivo con cui descriverla perché Meghan semplicemente NON è.
La mia faccia ogni volta che Meghan pensava,
diceva o faceva qualcosa
D’altro lato, i coprotagonisti principali Robin/Puck, il quale ho molto apprezzato, con il suo particolare senso dell’umorismo e il suo spirito attivo, il principe Ash, che, a mio avviso, ha molto potenziale e un certo fascino, non sfruttato adeguatamente, e il gatto parlante Grimalkin, l’unico con più di due interconnessioni tra neuroni e le cui sinapsi sembravano raggiungere un punto all’altro in tempo accettabile rispetto agli altri, mi sono piaciuti molto di più. Grimalkin è sicuramente il personaggio più caratterizzato, senza dimenticare che parliamo di un gatto. Intelligente, ambiguo e sarcastico, se non fosse un gatto potrei anche shipparlo con qualcuno lì in mezzo – no, non Meghan -
Evidentemente il fattore che lo salva dalla mia personale forca è il disinteresse a Meghan in ambito amoroso.
Eggià, perché la colpa che attribuisco a Robin e al caro Winter Prince è proprio quello di avere una qualche attrazione nei confronti della beloved Meghan.
E io mi domando – e domando loro-: perché?
Lungi da me comprendere le strabilianti qualità della protagonista che riescono a conquistare i due baldi giovini del romanzo.
Insomma, io sono innamorata dei miei animali domestici e della mia dispensa, ma loro hanno sicuramente più complessità e carattere di Meghan Chase – il barattolo della nutella, poi, ha decisamente eccessivo carattere v.v -
Per quanto riguarda la relazione amorosa non ho ancora ben capito su cosa si regge. Non ci sono basi, non ci sono le scene adatte che possano portare a un tale avvenimento.
E ancora mi domando: Ma perché?
Julie, non era davvero indispensabile.
La relazione tra Meghan e Ash non ha alcun senso, è forzatissima e, sul serio, non se ne capisce il motivo. E’ anche possibile che Meghan provi una qualche pulsione verso Ash, voglio dire è misterioso, carismatico, elegante, strafigo, ha un sua ambiguità e un suo fascino che, presenti in numero maggiore nel romanzo, mi avrebbero anche portato a indossare una maglietta stampata col suo nome seguito da frasi sconce, ma perché Ash sembra provare qualcosa per Meghan? Solo perché lei è determinata a salvare il fratello? EMBè? Non ci sono le giuste conversazioni, i giusti gesti che possano indurre i due a legarsi grazie a un qualche sentimento amoroso.
Io non ci ho trovato un minimo di senso se non una forzatura per rendere il romanzo più… commerciale? Non è scritto da nessuna parte che nel primo libro di una saga debba essere presente una storia d’amore. Storia d’amore presuppone la presenza di una storia, storia che in The Iron King, tra i due interessati, non c’è.
Ormai il danno è fatto, ma spero che nei seguiti la Kagawa sia riuscita a dare più intensità a un sentimento così profondo e delicato.

Detto ciò, mi procurerò il prima possibile The Iron Daughter, il secondo roseo volume, curiosa e con molte aspettative su come le vicende possano evolversi, soprattutto considerato la prossima uscita di The Iron King nella nostra carra Italia.
In attesa di vostre considerazioni.

voto: 
3 stelle e mezzo




effy

1 commento:

  1. Questo libro è in wishlist da un secolo però la lettura in lingua un po' mi spaventa. Fortunatamente le nostre CE italiane hanno capito che è ora di tradurlo e quindi ora lo aspetto. Avevo letto solo recensioni assolutamente positive di questo libro e questa tua recensione invece sempre più reale e vera. Boh, vedremo!

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