mercoledì 17 luglio 2013

Recensione: Omicidio a Shakespeare.

Titolo: Omicidio a Shakespeare.
Titolo originale: Shakespare Landlord.
Autrice: Charlaine HarrisCasa Editrice: Delos Books
Prezzo: €14.90
Pagine: 200
Data di uscita: maggio 2013

Charlaine Harris, autrice delle celebri serie di Sookie Stackhouse di Aurora Teagarden e di Harper Connelly, introduce ora Lily Bard, residente a Shakespeare, un piccolo paese dell’Arkansas. Una donna decisa a difendere la propria privacy, ad avere successo con un’impresa di pulizie costituita da lei soltanto e a eccellere nel karate. Quando l’impopolare quanto ficcanaso proprietario del condominio adiacente al suo viene assassinato e scaricato nel parco locale, Lily denuncia alla polizia la presenza del cadavere nel parco… ma lo fa in modo anonimo. Il capo della polizia locale però non è uno stupido e scopre molto presto il passato di Lily che fa di lei una possibile sospettata. Considerata la situazione e le opportunità offerte dal fare le pulizie per molte famiglie del circondario, Lily decide che il solo modo per chiarire la propria posizione è quello di trovare il vero assassino.

RECENSIONE.
Ebbene sì, so esattamente cosa pensate: la Harris ha iniziato una nuova saga? La risposta è sì. Dopotutto la saga di Sookie è praticamente terminata ed, evidentemente, ha deciso di colmare la questione con una nuova protagonista. Questa saga, in realtà, più che a quella di Sookie, che è fantastica, assomiglia maggiormente a quella di Aurora Teagarden, dove il fulcro centrale è un omicidio e sì, c'è anche una buona dose d'amore.
Qualcuno ha scritto che questa protagonista piacerà molto più di Sookie e di Aurora e sinceramente non sono d'accordo, in ogni caso ne parleremo dopo.
Ci troviamo a Shakespare, in Arkansas, in una cittadina dove tutti si conoscono fra di loro e quindi tutti sanno esattamente cosa aspettarsi gli uni dagli altri. Quando però viene commesso un omicidio queste conoscenze crollano come castelli di carta sotto un forte vento. Chi in quella piccola comunità può essere capace di commettere un atto simile? Nessuno, è chiaro, eppure qualcuno è stato. Lily Bard, la nostra protagonista, arrivata da quattro anni a Shakespeare, sa che se la polizia poserà gli occhi su di lei non li toglierà più e diventerà la principale sospettata per via del suo passato. Lily è solamente una donna delle pulizie, che va di casa in casa a spolverare, riordinare e pulire ogni superficie possibile, una ragazza innocua che a prima vista può sembrare riservata; eppure la sua riservatezza deriva dal suo oscuro passato. E Lily, non è nemmeno tanto innocua, visto che con un paio di mosse di karate può stendere praticamente chiunque. Lily, per via di ciò che ha vissuto sarà una sospettata e sa che per non far venire alla luce il suo passato c' è solo una cosa che può fare: risolvere l'omicidio e catturare l'assassino. Fra segreti, detersivi, baci e aggressioni Lily riuscirà a risolvere il caso.

La prima cosa che devo dire è che, apprezzando molto la Harris, mi aspettavo molto da questo romanzo e, sinceramente, mi ha deluso. Non che sia un romanzo da buttare, ha molti aspetti positivi, ma l'ho trovato estremamente scontato.
Lo stile della Harris come sempre è meraviglioso, incalzante e affatto noioso; eppure i personaggi, ad esempio, sono troppo stereotipati: c'è il diciassettenne ribelle, la vecchietta timorata di Dio, il poliziotto con i baffi, il sexy divorziato, l'agiata madre di famiglia che non fa altro che pretendere e giudicare; sono stati definiti tutti con una sola caratteristica, come se fosse solo quello a contraddistinguere la loro personalità. 
La questione del passato di Lily invece, mi ha colpito, eppure anche lì, qualcosa già sospettavo. Inizialmente non ci viene rivelato niente, se non che lei ha difficoltà a dormire, che studia autodifesa e che nel suo passato c'è stato un evento traumatico. Ovviamente non avevo indovinato fin nei particolari, ma l'idea di fondo c'era ed era scontata, secondo me.
Un altro punto che mi ha deluso, quello che doveva essere il più importante per l'autrice, è relativo all'omicidio, cioè chi è l'assassino. Poco dopo la metà del romanzo avevo capito chi fosse. Viene dato un indizio così palese, che se si ha letto con attenzione il resto del libro, ci si domanda come la protagonista non colleghi subito tutto. Eppure Lily sembra non connettere immediatamente, anzi, solamente alla fine del romanzo sembra comprendere ciò che le è stato detto. 
La storia d'amore, non essendo il punto focale della storia, non è stata approfondita, ma l'ho trovata estremamente frettolosa. Lui ha appena lasciato la moglie e conosce Lily da quattro anni, eppure non c'è mai stato alcun segno prima dell'inizio del romanzo e scoppia l'amore. Cioè, veramente? 
Magari la Harris ha avuto bisogno di questo romanzo per assestarsi, per far conoscere la protagonista, che mi piace, e per introdurre gli altri personaggi; quindi spero che già con il secondo libro io mi ricreda e possa dare una recensione più che positiva.
Un appunto devo farlo alla Delos: ragazzi, ho trovato refusi su refusi.
Voto: 3 stelline.

Charlie.

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