mercoledì 23 ottobre 2013

Recensione: Io non sono Mara Dyer.

 MICHELLE HODKIN
IO NON SONO MARA DYER

COLLANA Chrysalide
PAGINE 504
PREZZO 17,00 euro

Mara Dyer sa di avere commesso un omicidio. Jude voleva farle del male, e lei si è difesa, grazie al terribile potere che le permette di uccidere con la forza del pensiero. Ma ora Jude è tornato, e nessuno le crede mentre giura di averlo visto con i propri occhi. Quel ragazzo dovrebbe essere morto, e Mara rischia di finire i suoi giorni nell’ospedale psichiatrico in cui è tenuta sotto osservazione. L’unica possibilità di salvezza è assecondare i medici e fingere di avere avuto un’allucinazione. Così la sera è libera di vedere Noah, l’unico che ancora crede in lei, l’unico capace di sfidare i suoi demoni e risvegliare i suoi sensi. Ma i fatti inquietanti si moltiplicano e Mara rischia di impazzire sul serio: qualcuno entra in camera sua la notte per fotografarla nel sonno e riporta alla luce una bambola appartenuta alla nonna. Mara le dà fuoco, ma tra le sue ceneri trova un ciondolo identico a quello che Noah porta al collo.
"Mi chiedo se sia possibile conoscere qualcuno attraverso le parole che amava."

EFFY: Chi è Mara Dyer è come annegare, inizialmente lenta ma intensa, destinata a lasciarti senza fiato. Io non sono Mara Dyer, invece, è paragonabile all'essere colpiti da un fulmine: la scossa è potente per tutta la sua durata. Ti colpisce all'improvviso e non accenna ad allentare la sua morsa fino alla sua fine. Iniziare questo secondo libro, per me, è stato come venir investiti da un fulmine. La storia mi ha trascinato fin dalla prima pagina, riempendomi di aspettative, curiosità e adrenalina. Ma andiamo per gradi. Il primo volume della trilogia raccontava la storia di una ragazza di diciassette anni che, nascosta sotto lo pseudonimo di Mara Dyer, è co-protagonista di una serie di eventi particolarmente toccanti. Il libro, infatti, si apriva con la morte della sua migliore amica, il suo ragazzo e la sorella di questi a causa del crollo del Manicomio, una struttura pericolante in cui la combriccola aveva deciso di trascorrere la notte, come atto di braveria. Mara, unica sopravvissuta alla tragedia e in evidente stato di shock, si trasferisce dunque a Miami con la famiglia, dove fa la conoscenza con Noah e dove scopre di avere delle capacità quanto straordinarie che spaventose. Uno dei punti di maggior impatto e interesse della storia in generale è il bilinco su cui l'autrice riesce a mantenere in equilibrio precario la protagonista e, di conseguenza, il lettore: è sempre incerta l'origine dei poteri di Mara, così come sono incerte le cause degli avvenimenti che la circondano. Mara ha davvero questo potere, il potere di uccidere, o è semplicemente la manifestazione del suo squilibrio mentale? In altre parole, Mara è un'assassina o è semplicemente pazza?

GIAV:
Mara è come avvolta da una nube di fumo, che la stordisce e disorienta, così come tutto ciò che le sta attorno, così come ciò che l'ha resa tale. Se nel primo libro, dopo essere stati catapultati nell'oscuro abisso delle sue potenzialità, avevamo avuto ben poche spiegazioni al riguardo, nel sequel il fumo inizia pian piano a rarefarsi. Mantenendo la consueta suspence, seguendo il teso ritmo di un thriller, Michelle Hodkin ci lascia intravedere, in maniera piuttosto onirica, le radici ancestrali e oscure dell'essenza della protagonista, che affondano in una Calcutta animata dai commerci della Compagnia delle Indie Orientali e che sembra legarsi indissolubilmente ai miti locali. Un potere oscuro e inquietante è quello della nostra Mara, che fin dal nome rivela la sua essenza mortifera: Mara Amrita Dyer.

  
"You will love him to ruins"

E' quello che predice alla giovane una strana veggente, che la spinge ad allontanarsi dalla sua unica fonte di benessere, la sua ancora di salvezza, la sua metà e la sua nemesi, Noah Elliot Simon Shaw. Il ragazzo che, nonostante conosca tutto di lei, non esita a rimanerle accanto in qualunque situazione, che, nonostante sembri non esserle per niente affine, si scopre sempre più simile alla sua profonda essenza, sempre più legato alle sue origini e al suo presente. Con lui sembrerebbe più facile affrontare quella che tutti chiamano follia, ma contro la quale i due combattono istante dopo istante. Eppure le loro iniziali -in inglese- sembrerebbe portare proprio alla conclusione opposta (MADNESS).



EFFY: Nota più che apprezzabile è sicuramente la relazione tra Noah e Mara. Non molti autori sono bravi a descrivere la tensione amorosa in modo vivida e coinvolente, ma la Hodkin rientra tra quella cerchia di autori che ci fanno tifare per le coppie che creano, un po' incasinate, un po' rovinate dagli eventi, un po' discordanti ma che sono in grado di comunicarci qualcosa. Lo scopo di uno scrittore, tra le tante cose, è quello di far emozionare i lettori e la Hodkin ci riesce su tutti i campi. Le sue storie hanno mistero, ansia, scene thriller, inquietanti quanto caotiche, ma anche momenti introspettivi, frasi implicite che introducono la psicologia di quel personaggio e una meravigliosa storia d'amore. Noah, sin da subito, si presenta come l'unica ancora di Mara. Dal punto di vista della trama, nelle prime pagine di Io non sono Mara Dyer la nostra protagonista è rinchiusa in un ospedale psichiatrico, controllata dalla dottoressa Kells e intenzionata a fingere di non aver visto, di non aver sentito e di non aver provate determinate cose, al fine di uscire. Tutto il mondo sembra contro di lei, i dottori e la famiglia stentano a crederle e l'unica certezza di Mara è e rimane Noah che confessa di crederle, di essere al suo fianco nonostante il suo potere distruttivo, nonostante tutto ciò che ha fatto e che è in grado di fare. Inoltre, il personaggio di Noah è in possesso di un fascino non indifferente, enigmatico e ambizioso, e riesce a far sciogliere ai suoi piedi non solo la confusa Mara - giustamente, in balia degli ormoni un po' troppo spesso -


GIAV: Uno dei punti a favore dello stile della Hodkin è la riuscita identificazione del lettore con la protagonista, grazie ai frequentissimi pensieri e commenti ironici di Mara. Sì, perché l'autrice, in una tesa atmosfera da thriller, sempre in bilico fra realtà e follia, fra atroci dubbi psicologici, sentimentali e di ogni altra sorta, riesce anche a farci ridere con una protagonista a volte sarcastica e a volte cinica, che non sempre riesce a tenere a freno la propria lingua, figurarsi la mente! E non è l'unica che cattura la nostra attenzione, ma, oltre all'attraente e profondo Noah, abbiamo tutto un quadro di particolarissimi personaggi secondari, ognuno con le proprie sfumature di colore -più o meno positive-, ma ognuno a suo modo interessante. E' proprio questo quadro così variegato a far procedere la storia in modo originale, nonostante durante quasi tutto il libro abbiamo la netta sensazione che sia la coppia di protagonisti a mandare avanti la trama con la loro ossessiva ricerca di risposte. E se i quesiti che cercassero di risolvere si esplicassero solo dentro loro stessi? E se qualcun'altro l'avesse compreso e non stesse facendo altro che metterli alla prova? E se non fossero gli unici a cercare delle risposte, ma i soli a potere ottenere quelle davvero importanti? E quali sono allora le domande davvero importanti?

EFFY: Io non sono Mara Dyer è un romanzo originale e frenetico, che ci sentiamo di consigliare, in parte migliore del romanzo precedente, con le sue pecche - soprattutto verso la parte finale - ma che l'autrice riesce a sistemare egregiamente in pochi capitoli e nell'epilogo. Ogni capitolo e ogni libro terminano in modo appropriato e inaspettato, con un particolare stile descrittivo che invoglia il lettore a continuare fino a divorare il libro in pochi giorni. Personalmente, ho un rapporto molto conflittuale con lo stile dell'autrice che a volte è esageratamente frenetico, aspro e un tantino immaturo e apprezzerei i romanzi molto di più se determinati fattori, sia fisici che emotivi, venissero approfonditi col giusto tempo e i giusti modi, senza passare da una scena all'altra in modo frettoloso e avventato, bensì lasciando al lettore il modo di gustare ogni parola e ogni scena. L'autrice, tuttavia, riesce a farsi perdonare in molti altri modi, con meravigliose citazioni e concludendo ogni periodo con la parola giusta, nel modo più efficace possibile.

GIAV:
Per quanto riguarda me, ho trovato lo stile semplice, diretto e ironico, come conviene ad un libro dalle sfumature thriller. Ciò non toglie che in certi tratti avrebbe potuto tinteggiare meglio determinate atmosfere, e magari fornirci maggiori dettagli su ambienti e collocazioni storiche del comunque intrigantissimo background. Ma, per la nostra gioia, avrà un altro intero libro per dirci e darci di più, per approfondire ciò che ha ancora solo abbozzato e svelare le ombre dietro le tende. Per l'uscita dell'ultimo volume della trilogia però, per la nostra disperazione, dovremo aspettare un altro po', poiché l'autrice ha voluto prendersi ancora tempo per riscriverlo ulteriormente, dato che le due precedenti versioni non la soddisfacevano. Attendiamo con meno ansia se ci ha assicurato che è per il nostro bene! E, ovviamente, per quello di Mara e Noah. Uscita negli USA prevista per il 2014. Qui, dato l'interesse che ci ha suscitato l'uscita (diciamo pure che siamo rimaste nottate attaccate al romanzo!), confidiamo nella nostra carissima Chrysalide: che non ci giochi più scherzetti!

voto unanime: 4 stelline e mezzo



Effy & Giav

2 commenti:

  1. Bellissima recensione...davvero complimenti! Io e Tessa attendiamo che il corriere arrivi con la nostra copia del libro perché dopo aver praticamente divorato il primo non stiamo nella pelle di leggere questo!
    Cassandra&Tessa

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    Risposte
    1. e noi non vediamo l'ora che voi ci facciate sapere la vostra! Speriamo che lo gradiate quanto lo abbiamo gradito noi! aspettiamo la vostra opinione ;D

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