venerdì 1 novembre 2013

"Io vi vedo": torna Simonetta Santamaria, la maga del thriller nostrano.


Oggi ho voluto racimolare un po' di tempo per ricordarvi dell'ultima uscita (non troppo recente, ma meglio tardi che mai) di una delle più importanti autrici noir del panorama italiano, definita dal Corriere del Mezzogiorno "lo Stephen King napoletano". Si tratta di Simonetta Santamaria che, dopo "Dove il silenzio muore" (Cento Autori), torna a sorprenderci e a mozzarci il fiato con il suo secondo romanzo. 


IO VI VEDO
Casa editrice: Tre60
Pagine: 364
Prezzo: 9,90 euro


Napoli, novembre 2011. Sul ciglio di una strada di periferia viene trovato il cadavere della giovane Lucia Campobasso. È stata uccisa in modo brutale: per gli inquirenti, si tratta di un'esecuzione. Ma i responsabili rimangono ombre inafferrabili, ombre che tormentano il padre della vittima, un poliziotto.

Febbraio 2012. Maurizio Campobasso, capo del reparto investigativo anticrimine di Napoli, ha ricevuto una soffiata «sicura»: in una cascina abbandonata sono rinchiusi dei clandestini, in attesa di essere mandati per le strade a rubare o a prostituirsi. Dopo aver circondato l'edificio, però, la squadra viene assalita alle spalle da un commando armato. Nell'agguato muoiono quattro agenti e Campobasso perde un occhio.
Era una trappola.

Maggio 2012. Menomato nel fisico e stravolto dal dolore e dal rimorso per la perdita della figlia e dei colleghi, Campobasso si dimette dalla polizia. Le indagini non hanno portato a nulla e lui ha perso ogni fiducia nelle istituzioni. Ma il suo animo è tormentato dall'oscura sensazione che tutte quelle morti siano collegate e che sia proprio lui, Maurizio Campobasso, la chiave di un piano criminale più vasto e sanguinario di quanto si possa immaginare.
È ora di mettere da parte la Legge e di agire, nell'ombra, come un feroce giustiziere solitario. È ora di scatenare una spietata caccia all'uomo – o agli uomini – che non risparmierà niente e nessuno.
Perché quando il desiderio di vendetta prende il sopravvento, nulla può fermarlo...



Mi sto svegliando.

Era lì e aspettava. Aspettava che la luce riportasse in vita le cose, che ne definisse i contorni prima e le forme poi, che rispedisse all'inferno i fantasmi del buio. Aspettava il suono della sveglia e il colore dei capelli della moglie, lo strusciare svogliato delle pantofole, lo scroscio della doccia e il profumo di caffè. 
Aspettava la voce della figlia e l'arrivo del gatto, il suo zampettargli sull'addome a suon di ronfi. Aspettava un salvifico ritorno alla vita dopo una notte di incubi e dolore. Avvertiva un'emicrania violenta, una di quelle brutte emicranie cui era tristemente abituato e rassegnato. Provò a girarsi su un fianco puntellandosi sulla gamba sinistra ma non ci riuscì, una fitta tremenda alla coscia gli suggerì di non riprovarci. Non lo fece. Strinse invece il lenzuolo tra le dita, appena un po', lottando contro un fastidioso formicolio tipico di un arto addormentato.
Mi sto svegliando. La testa gli doleva, ora ne era certo. Tutto come al solito: stessa merda, altro giorno. L'angolo della bocca gli si arricciò in un abbozzo di sorriso, tanto tra poco sarebbe tornata la luce. Aspettava e aspettò, ma nulla accadde. Sentì il cuore pulsargli nel petto veloce, sempre più veloce, fino a correre impazzito come una gazzella inseguita da un leone affamato.
Paura. Era tutto quel buio senza fine a fargli paura. 




Io tremo già dalla paura! E voi? Se l'avete già letto diteci la vostra commentando sul blog o twittando #iovivedo.
Qui invece potete trovare la recensione dell'interessantissimo e ricchissimo saggio realizzato in collaborazione con Luigi Boggia, "Licantropi", insieme all'intervista agli autori.
Per maggiori informazioni sull'autrice, potete visitare il suo sito personale (dalle tinte -ovviamente- molto dark).


Giav

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