domenica 2 febbraio 2014

L'angolo di Crystal 3#: c'è stile e stile per scrivere le storie.

*mi è stato fatto gentilmente notare che il vecchio titolo non era adatto alla discussione affrontata,  ragion per cui il nome del post è stato revisionato*

Buonasera cari lettori,
ebbene: se l'ultima volta ci siamo lasciati con l'animo scoppiettante, allegro e ben felice di poter aggiungere un nuovo libro alla propria wishlist... beh, questa volta devo dirvi un titolo da mettere sulla LISTA NERA!

Eh già, non riesco proprio a concepire come si possa anche solo pubblicare un testo simile, cioè...

Non sono chissà quale autorità in materia ma andando avanti così la letteratura che diavolo di significato avrà fra qualche anno?!
La volgarità è ciò che vende, non c'è pezza che tenga. 
Non c'è più di un paio di libri che non abbiano nemmeno, e dico NEMMENO, un minimo di accenno a QUELLA COSA LI'! Davvero pochi si salvano!
Io dico: è così importante? Se non si parla di sesso, vagina, pene o azioni che riguardano tali organi non si ha un romanzo rosa?
Dove sono finiti i romanticismi, le scene da far sciogliere il cuore, i baci descritti a metà così da lasciar sognare ma allo stesso tempo penare il lettore?! DOVE, DOVE?!

Uff.... ho dato sfogo alla mia rabbia, ma ora passiamo alla recensione vera e propria. Fatta in modo un poco più professionale, ecco.


Titolo: Il punto esatto di due anime.
Autore: Luigi Mancini.
Editore: Butterfly Edizioni.
Pagine: 88.
Prezzo: 9.90 euro (se non ricordo male).

Erano i tempi delle Reebok, delle sigarette in compagnia e delle gambe penzoloni dai muretti di pietra. Luca e Anna, quindici anni e una Napoli criminale che pesa sulle loro spalle come una condanna. Si amano, si graffiano, si perdono l'uno nell'altro e si odiano mentre si amano, nel profondo, combattendosi pur di rimanere in piedi, di resistere alla violenza del loro sentimento. È un demone, l'amore per Anna, ed è un demone anche la droga che, voluttuosa e sadica, stringe tra le sue dita l'esistenza di Luca. Osteggiati dai genitori di Anna, i due si feriscono, si odiano, si lasciano. Senza dimenticarsi mai. L'affresco di una Napoli feroce e di un amore più forte della maledizione, della droga, della morte. Perché le relazioni possono spegnersi, ma ci sarà sempre un punto che unisce due anime, il luogo in cui chi ha amato continuerà ad amare, per sempre. Da lontano.

Recensione.

Ed eccomi qui, con la gioia smontata.
Ero talmente contenta di aver ricevuto finalmente delle nuove storie, le mie prime da una casa editrice che aveva finalmente deciso di darmi una possibilità di mettermi alla prova come blogger.
Beh, la delusione è stata infinita.
Non so nemmeno da che punto cominciare per non essere troppo dura, o maleducata.

Proviamo a non fare di tutta l'erba un fascio (ma come si fa in questo caso?! Grrr!)
Il titolo: forse questo è una delle poche cose, se non l'unica a salvarsi dal disastro. Appena letto da l'immagine di un qualcosa di romantico, di un luogo appartenente a due anime appunto che sempre potranno ritrovarsi lì.
La storia insomma, non ci ho capito molto sinceramente. In alcuni tratti le scene sono descritte con immagini, metafore e similitudini davvero davvero belle, ma subito dopo c'è una volgarità, una ruvidezza nel parlare che... come si dice qui dalle mie parti "fini come la carta vetrata"! E non credo proprio di esagerare dicendo questo; un aneddoto che possa fare da esempio è:


"[...] mi mancava la sua profondità, la sua gola giocosa, la sua lingua, la tortura dei suoi artigli, mi mancava il sapore della sua bocca, mi mancava il suono del suo fottere assurdo e prepotente. Ci scopavamo a volte, come due che si odiano e lottano per ferirsi sempre di più, graffi e morsi, questa era lei, era strisciante e padrona, puttana da morire, puttana nel cuore, nelle mani e nella testa, quanta voglia di starle dentro, di esplodere nelle sue viscere brucianti, di farmi camminare addosso dai suoi piedi sottili e esatti, [...] sentivo dentro la necessità di strapparle indumento dopo indumento, tenerla ferma di fronte a me e leccarle ogni fessura, ogni sentiero, ogni luogo del suo infinito paese."

Per non parlare poi di un episodio raccontato che, a parer mio, anche se non sono così praticante e credente possa creare un poco di scandalo:

"Un ricordo. In sacrestia mi spinse dentro un vecchio confessionale, gli altri nella sala che suonavano i primi accordi della chitarra classica, mi abbassò furiosamente i pantaloni e prese in bocca tutto il mio dolore, prese in bocca tutto bevendo il mio male, la mia dura malinconia, soffrivo tutte le sere pensando a lei, chiuso in bagno [...]."

Cioè... vi sembra? Altro che stile e stile. Qui si parla di volgarità a parer mio e mi spiace, ma a parte questo vi è anche una gran confusione. Flashback non bene collegati e inseriti, scene che non centrano nulla con il contesto di quella pagina... insomma, un grande e bel pasticcio!
Sarebbe stato anche bello un racconto che parla di come una ragazza, vittima di violenze, trova speranza e rifugio nell'amore e di come dopo tanti anni i due si ritrovano grazie al Web e ritornano ai tempi belli e affettuosi.
Lasciando stare questo contesto, credo che critiche come quelle che sono state riservate alla Trilogia di Cinquanta Sfumature possano darmi ragione una volta letto questo libro.
E anche se so che scrivere e dire queste parole è pesante, forse sarò anche... "perseguitata" legalmente e moralmente per questo, ma non capisco come diavolo si faccia a pubblicare roba del genere.


E poi ci si lamenta che la letteratura italiana non ha più niente da offrire, eheheh.
Mistero risolto!

 
(Il voto lo lascio stare, che è meglio!)

Se qualcuno ha avuto il piacere di leggere questo libro o comunque crede che abbia esagerato, invito di cuore a leggerlo in modo tale da vedere se sono l'unica a pensarla così. Tanto per quanto è breve in un'ora o due s divora, ma davvero... qualcuno mi dica il contrario e cercherò di comprendere la cosa.

Crystal.

12 commenti:

  1. Certe volte penso che molte delle persone che scrivono storie del genere lo facciano sull'onda del momento,così, solo perché si è potuto osservare che il sesso vende,spiattellato li sulla carta utilizzando termini volgari e pessimi abbinamenti di parole che cozzano l'una con l'altra. Le scene di sesso nei libri non mi dispiace leggerle, però devono essere scritte con decenza e non voglia di esagerarle a tutti i costi, così, solo per renderle "interessanti", se questa parola può essere utilizzata. Peccato, perché dalla trama la storia sembrava interessante.

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    1. Probabilmente la risposta ti è già arrivata ma questo mongolo di un portatile non mi fa vedere nulla. ._.
      Son d'accordo con te, soprattutto per la trama perché comunque è un tema delicato, che emoziona e interessante da un punto di vista psicologico oltre che umano a mio parere. Peccato che lo stile usato sia tanto... crudo.

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  2. Purtroppo l'erotico "Volgare" vende molto e quindi gli autori sfruttano l'onda! Un po' come dopo twiligt con i vampiri! Però ho letto libri in cui è presente l'eros e il sesso senza volgarità.. o
    Libri addirittura senza sesso!!
    non demordere!!! :-)

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    1. Grazie mille della speranza regalatami Sery! :)
      Spero solamente che davvero questo uso del volgare che va tanto di moda cessi di girare. Non che qui sia stato usato il volgare per moda, ma per rendere "meglio" l'idea della situazione ma a parer mio come detto sopra lo stile poteva rimanere chiaro, limpido e pulito pur rappresentando e descrivendo comunque la situazione decadente della storia narrata.
      Grazie del tuo intervento :)

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  3. Ciao a tutti! Mi permetto di dire la mia come lettrice e come editrice, avendo pubblicato io questo libro. Innanzitutto grazie per la recensione, ma temo che questo libro non sia stato capito, purtroppo. Premetto dicendo che noi siamo una delle poche case editrici che NON pubblichiamo erotici e che questo NON è un libro erotico. Fa parte della collana "Tabù" delle storie forti. Avete giustamente colto la storia difficile di Anna che è stata violentata da bambina e che quindi vive l'amore in modo "aggressivo" e non più "ingenuo", ma non avete colto niente del protagonista: un ragazzo che vive nella Napoli criminale, la Napoli difficile, dove è più facile vivere drogandosi e rubare, dove lavoro non ce n'è, dove c'è il degrado, dove le parole usate di più sono le parolacce, dove i bambini non giocano, ma sono "giocati". Il protagonista, Luca, è uno di questi bambini, un bambino che ha sofferto tanto e che da adolescente ha trovato la droga come suo unico rifugio, un ragazzo che ora è adulto ma è sempre in bilico tra lo riscattarsi e il ricadere negli errori del passato, è un ragazzo che è stato lasciato dalla persona che amava di più, Anna, e che non riesce a non pensare ad altri che a lei, sempre e comunque, anche se l'ha fatta soffrire, anche se tra loro c'erano più graffi che carezze. Questo libro è romantico, ma di un romanticismo crudo, da capire, perché i due ragazzi non abitano in un castello, ma in mezzo la strada, sono ragazzi "randagi" ed è ovvio che il loro linguaggio sia duro, tagliante, a tratti volgare, ma questo libro è pieno d'amore. Vogliamo parlare del bacio a metà scale? Cosa c'è di più romantico di quel pezzo? Mi dispiace che, però, non è stato colto niente di questi dettagli, di questi due ragazzi disadattati, che vivono in una Napoli che molto spesso hanno dato in TV ma nessuno "vede". E' una storia di dolore, di un amore travagliato, di due ragazzi che lottano per una vita migliore e che forse, un giorno, potranno avere. Argeta Brozi

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    1. Mi spiace ma speravo che la mia risposta fosse stata pubblicata ma a quanto vedo non c'è...
      Premetto precisando il fatto che non ho detto che è erotico il libro in sé, poiché la storia non lo è ma lo stile usato è volgare -sempre e comunque ri-precisando che è un parere mio e personale! Infatti in fondo chiedo confronto! :) -
      Proseguendo son d'accordo nell'affermare che non sia del tutto comprensibile; ad esempio la storia presentata nella trama ho fatto fatica a ritrovarla nel libro, cioè... non che non sia spiegata, ma alcuni concetti si fa veramente fatica a comprenderli. Ribadisco anche il fatto che son d'accordo che la situazione descritta nel libro non sia delle più semplici, anzi... niente da ridire! Ma non per questo lo stile della narrazione si deve "abbassare", deve diventare volgare. Ci sono modi e modi di dire e raccontare le cose. Ovviamente c'è chi preferisce e crede che uno stile che riflette la storia sia più d'impatto, efficace per il mio lettore ma a parer mio no. Lo stile deve essere chiaro, limpido e preciso; senza troppi giri di parole ne tanto meno volgarità inserite.
      Le scene romantiche come il bacio sulle scale e altre ci sono, non si può di certo negarlo ma son presenti in minime parti, davvero davvero poche.
      Ripeto: la recensione è personale, non per questo vuol dire che altri devono pensarla come me ma ci tengo a precisare le mie idee, opinioni ma soprattutto che questi -ribadisco!- sono miei pensieri e non "accuse". Non so se mi son spiegata... spero di non aver offeso nessuno, in caso contrario mi scuso fin da ora.

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    2. Ciao (non so il tuo nome, scusami!), hai fatto bene a dire la tua, non stiamo discutendo sulla tua opinione (siamo una delle poche case editrici che diciamo ai lettori di dire sempre la loro, anche quando il commento è negativo e non imbavagliamo nessuno, come invece ci è capitato di notare per altre realtà...). Solo che il titolo "ciò che vende è la volgarità" a mio parere è un commento troppo forte e non c'entra con questo libro. E' ovvio che quando si parla di violenza non si possono usare parole dolci, altrimenti non passa come violenza, ma come altro... una storia forte serve per scuotere, purtroppo la vita non è tutta rosa e fiori... quando ti incazzi, non penso che tu dica "porca paletta" :P userai parolacce più forti :P insomma, ogni storia deve essere descritta in base a ciò che si vuole raccontare. Il punto esatto di due anime non è un sussurro, è l'urlo di un amore forte, che vorrebbe combattere il degrado di una città e una famiglia che li vuole vedere divisi e che, forse, in un certo senso, riesce a tenere separate due persone che fanno di tutto per restare insieme. E un urlo non può essere delicato. Come non possono essere delicate le ferite e il dolore di ciò che ha provato Luca e Anna. Ho commentato per due motivi: ho visto che volevi sapere altre opinioni e mi premeva spiegarti alcune cose visto che, come hai detto, è stato difficile comprenderlo in alcuni punti. Mi piacerebbe farti leggere qualcosa di più soft, anche perché comunque è bello confrontarsi così con voi lettori. Argeta Brozi

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    3. Hai ragione :) in effetti forse il titolo non é dei più adatti ma non sono d'accordo sullo stile, mi spiace. A mio parere si può parlare o meglio "denunciare" in casi come questi la situazione presa in considerazione anche con stili più eleganti.
      Non c'è dubbio che lasciate dire la propria ai lettori e di questo siamo riconoscenti ovviamente. :)

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  4. Concordo sul fatto che i libri volgari, ultimamente, vendano molto, ma pur non avendo letto il libro, se posso, dico che questi passi riportati mi hanno colpito molto, e positivamente. Ci sono storie e storie, alla fine, è se quella raccontata è una storia di ragazzi difficili, come immagino, il linguaggio deve essere calzante con il resto della trama. Pure Dante, in fondo, lo diceva: sinolo di materia e forma. :) Ottima analisi, comunque. Apprezzo sempre l'onesta e se il libro non ti è piaciuto, allora è giusto dirlo. Brava! :)

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    1. Ti ringrazio dei complimenti :)
      Penso che se non c'è onestà allora non ci possa essere nemmeno una recensione.
      Tornando alla recensione in se... beh ecco come spiegato anche in altri commenti, ognuno la pensa come vuole -ci mancherebbe!- ma a parer mio non serve uno stile tanto aspro e crudo, proprio volgare in certi punti, per rendere bene l'idea della situazione difficile e anche invivibile se vogliamo che i protagonisti affrontano; esistono modi e modi di dire le cose ecco.
      Lo stile non è il riflesso del racconto. :)

      P.s. - So che molti mi uccideranno per questo, ma... a me Dante non è mai piaciuto e credo proprio non faccia per me. Per carità, nulla da ridire sul suo scritto ma come genere o... ambito non fa per me.

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  5. Salve, sono una lettrice e ho letto la recensione e ho deciso di dare anche il mio parere.
    Cosa dire? Ho avuto il piacere di leggere “Il punto esatto di due anime” in un momento in cui nessun libro riusciva a soddisfarmi. Banali, piatti, illogici e potrei continuare con una lista poco lusinghiera. Poi arriva questo testo di 86 pagine ed è stato amore dalla prima all’ultima pagina.
    Non solo è un testo forte, come si evince dalla frasi sopra ma è un testo allo stesso modo profondo. Non è volgare, io lo definirei uno spaccato della società dei meno fortunati, quelli che vivono sulla pelle il degrado di un luogo che non è rose e fiori e te lo raccontano così com’è senza girarci intorno. Luca è un protagonista fuori dal comune, non impartisce lezioni, non punta il dito contro nessuno se non contro se stesso. Luca è un ragazzo cresciuto ma ferito e parla di un amore così forte e devastante da lasciare cicatrici profonde.
    Io ho amato questo libro, è originale, diretto, crudo ma poetico, non l’ho trovato volgare. Il modo in cui vengono descritti i luoghi, sensazioni e i profumi è devastante, ti entrano dentro, riesci a toccare, annusare. Sono pochi i testi che ci riescono soprattutto di autori emergenti.
    Sicuramente se l’autore avesse scelto un altro modus operandi per narrare le vicende secondo me questo libro non sarebbe stato così vivo e toccante. Perché sì, è anche toccante e solo leggendolo lo si può capire.

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    1. Ti ringrazio della tua opinione Vany! :)
      É ciò che vorrei dalle mie recensioni, il confronto! C'è chi apprezza e chi no, c'è chi lo trova toccante e chi indifferente. Come dire... il mondo è bello perché è vario e il bello di questo sta proprio nel confronto.

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