venerdì 28 febbraio 2014

Recensione: E venne sera.

Titolo: E venne sera
Autore: Cristian Martini
Casa Editrice: La memoria del mondo
Pagine: 109
Prezzo: €12.50
Data di uscita: novembre 2012

Può un tranquillo paese dell’Appennino tosco-emiliano celare misteri ed inquietudini? Può l’ennesima noiosa estate di Mattia, un ragazzino di 14 anni trasformarsi in una esperienza che lo segnerà per tutta la sua vita? Le molteplici insidie che il mondo adulto nasconde e oscura sono qui vissute con la leggerezza di un adolescente e tre suoi compagni di vacanza, l’ultima, che segna inevitabilmente un passaggio, una svolta.

RECENSIONE.
Innanzitutto, voglio ringraziare la casa editrice "La memoria del mondo", per avermi inviato questo e altri due libri. E' arrivato questa mattina e, in meno di un paio d'ore l'avevo letto, dopotutto sono poco più di un centinaio di pagine. 
La storia si apre in un'auto, mentre Mattia, il quattordicenne protagonista del libro, sta viaggiando insieme ai suoi genitori e al suo fratellino Luca, verso la meta della loro vacanza: San Rocco, un paesino così piccolo da essere quasi scomparso. 
Il padre di Mattia è nato in quel paesino e ogni anno torna per le vacanze estive insieme alla sua famiglia, per trovare sempre il vecchio e piccolo paesello con i suoi abitanti, che però sono sempre meno, visto che sono rimasti praticamente solo gli anziani. 
Mattia preferirebbe fare qualsiasi altra cosa piuttosto che tornare in quel buco, anche se lì ci sono i suoi amici d'infanzia, che rivede solo una volta all'anno, d'estate. Lui, Sandro, Roberto e Davide sono i quattro moschettieri che insieme cercano di far passare i giorni.
I genitori di Mattia però non perdono occasione di appioppargli il fratellino, che non la smette di parlare del lupo cattivo e di stargli addosso. "E' solo un bambino" pensa Mattia quando sente della paura di Luca del lupo "è una sua strana fissa, ne ha sempre avuto paura". E non gli dà peso, certo, di tanto in tanto cerca di tirargli su il morale, ma alla fine poi lo tratta male.
Mattia vuole sentirsi grande e stare dietro al suo fratellino certo non lo fa sembrare un duro o un adulto. Però quell'estate Mattia diventa un adulto, perchè scopre l'amore, prima quello carnale e poi quello sentimentale. 

Mi è molto piaciuto lo stile dell'autore, non risulta affatto pesante; le parole scritte dalla sua penna sono davvero molto scorrevoli e quindi le poche pagine di questo romanzo volano davanti agli occhi. 
Anche i personaggi non sono male: Mattia è il protagonista, un quattordicenne che vuole essere grande, vuole avere una ragazza, vuole poter fare ciò che vuole quando vuole; come tutti i quattordicenni. Poi abbiamo i genitori di Mattia, che sono due bastardi, davvero. Risolvono tutto a suon di minacce e di schiaffi, solo che però così facendo non aiutano i loro figli a confidarsi con loro, sono genitori pessimi. C'è poi il piccolo, dolce e timido Luca, che io ho adorato. E' un bambino che ha una paura folle del Lupo Cattivo, che confida al suo fratello maggiore, che però liquida le sue paure con un gesto della mano, facendo sì che venga sminuito sia lui che la sua paura. 

La cittadina di San Rocco è assurda. Io abito in un paesino che può somigliare molto a San Rocco (anche se siamo più di quattro gatti), ma se siamo visti così da fuori.. cavolo! Quel paese è il paese del Diavolo. Se non fosse per i suoi abitanti sarebbe un paese semplicemente fantastico:
"C'era magia in ogni singola pietra con cui il paese era stato fatto, perchè era un luogo vissuto da generazioni, che aveva passato due guerre e nonostante ciò era sempre lì, a cullare gli anziani prima del grande salto e ad accogliere i giovani per insegnare loro la natura."
L'autore, purtroppo, ha reso lenta la parte iniziale, raccontando ogni singolo dettaglio di ciò che faceva Mattia, per poi aumentare il ritmo tanto che a volte avevo la sensazione di essermi persa qualcosa per strada. Avrebbe potuto spendere qualche pagina in più. 
Il finale è... assurdo. Non riesco a trovare una parola che meglio lo descriva. Sono felice per come sia andata a finire la faccenda (quando ci vuole ci vuole), però c'è qualcosa di irreale nel modo in cui ci si è arrivati, davvero (cioè, aprite gli occhi!).
Voto: 2/3 stelline

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Charlie.

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