domenica 2 febbraio 2014

Recensione: Tenebre e Ghiaccio.


Leigh Bardugo
Tenebre e ghiaccio

Shadow and Bone (The Grisha Trilogy #1)
Edizioni Piemme-Freeway
Pagine: 288
Prezzo €17.00

La grande nazione di Ravka è divisa in due dalla Distesa delle Tenebre, un varco di oscurità impenetrabile popolata da mostri feroci e affamati. Alina Starkov è sempre stata una buona a nulla, un’orfana il cui unico conforto è l’amicizia del suo solo amico, Malyen detto Mal. Eppure, quando il suo reggimento viene attaccato dai mostri e Mal resta ferito, dentro di lei si risveglia un potere enorme, l’unico in grado di sconfiggere il grande buio. Immediatamente la ragazza viene arruolata dai Grisha, l’elite di maghi che, di fatto, manovrano anche lo zar, capeggiati dall’affascinante mago Oscuro. Ma niente alla sontuosa corte è ciò che sembra e Alina si ritroverà presto ad affrontare sia le tenebre che minacciano il regno, sia quelle che insidiano il suo cuore.

"E la realtà era quello spazio vuoto e morto tra le stelle, una terra desolata abitata da mostri spaventati."

Ho terminato il romanzo parecchio tempo fa e scrivere questa recensione si sta rivelando oltremodo complesso.
Le vicende seguono in prima persona la voce di Alina Starkov, un'orfana che vive a Ravka, un regno che l'autrice ha creato ispirandosi alla cultura e costumi sovietici. Nell'universo di Leigh Bardugo esiste una stirpe particolare, i Grisha, alchimisti dotati di precisi poteri e organizzati gerarchicamente. I Grisha sono un'elitè, raffinati e preferiti dalla corte, poichè forniscono al regno determinate risorse.
Geograficamente parlando, il regno di Ravka si presenta spaccato a metà da un'enorme distesa, crepa in perenne oscurità e pullulante di mostri, i volcra.
Alina è all'apparenza una semplice orfana, accudita da un nobile ed educata in modo rigido che, considerate le limitate strade che il suo status le permette di seguire, decide di arruolarsi assieme al suo amico d'infanzia Mal.
La storia, dopo un paio di capitoli introduttivi, inizia in un momento specifico, ovvero la necessità per l'esercito di attraversare l'enorme distesa oscura e raggiungere la parte opposta dello spacco. E' proprio in quel momento, mentre i volcra la assalgono e mirano alla vita di Mal, che Alina rivela la sua vera, inaspettata natura, scoprendo di essere non solo una Grisha ella stessa, ma di essere unica e speciale: una dominatrice del sole.
Avevo grandissime aspettative verso questo romanzo e, purtroppo, devo confessare che la lettura mi ha non poco amareggiato.
Innanzitutto, la narrazione dal punto di vista di Alina è, se posso osare, quasi indigeribile. Arida e piatta, lenta e noiosa, Alina è una pessima protagonista così come una pessima narratrice. Il meraviglioso mondo pensato dalla Bardugo non riesce, paradossalmente, a trovare una luce e scoprirsi al lettore, a causa della scarsa dimestichezza di Alina nel raccontare adeguatamente fatti e paroli. Le descrizioni sono inefficienti e insoddisfacenti. Alina non si preoccupa di soffermarsi su abiti o cibi che presenta, illudendosi che il lettore sappia realmente cosa sia un caftano. Cos'è? Una tunica? Un mantello? Un vestito completo? Ricercandolo, ho riscontrato lo stesso caftano in svariati modelli di vestiario, e tutt'ora, purtroppo, non ho la minima idea di cosa effettivamente sia per l'autrice. Parlare maggiormente del cibo o del panorama avrebbe reso la lettura molto più piacevole, considerato che la lunghezza del romanzo non è eccessiva e una cinquantina di pagine in più avrebbero solo potuto aumentarne il valore. Inoltre, avrebbe permesso al lettore una visione più chiara e concreta, così da poterlo catapultare nella storia realmente e completamente.
Dunque, stilisticamente la Bardugo mi ha davvero deluso, senza contare che Alina è una protagonista che non sono riuscita proprio a sopportare, se non nelle scene finali. Il peso del mio giudizio su queste poche dinamiche non è assurdo, considerato che l'intero romanzo è incentrato su Alina. Essendo un libro scritto in prima persona, non abbiamo sprazzi del mondo esterno e possiamo solo seguire la protagonista e le sue insignificanti e fastidiose gesta. Molte cose vengono, purtroppo, lasciate a loro stesse. Non c'è una vera caratterizzazione dei personaggi secondari, così come non ce n'è dei paesaggi, delle strutture architettoniche, e neppure dei sentimenti.
Soddisfatti delle turbe mentali di Alina? Eh, cavolo, io no! Poteva esserci molto di piacevole in questa storia, ma troppo viene stroncato dalla voce della protagonista, che è stata per me la vera Distesa oscura in cui si annidavano troppi volcra.
In difesa dell'autrice, ci sono stati eventi che hanno salvato il romanzo ai miei occhi. Innanzitutto, la figura dell'Oscuro, misteriosa ed enigmatica che conserva un fascino che, a mio avviso, l'autrice ha ben sfruttato. - peccato fosse affiancato ad Alina.-
La cara Alina, pur essendo una Dominatrice del sole, oscura - o offusca, se vogliamo essere clementi - ogni altro personaggio con potenziale. Mal stesso, celato co-protagonista delle vicende.
In definitiva, mi fermo prima di distruggere totalmente questo libro, il mio voto raggiunge la sufficienza grazie all'originalità, alle belle atmosfere - sfruttate male, purtroppo - e alla sincera curiosità che il finale ha lasciato in me. Con la speranza che il secondo volume sia un bel passo avanti rispetto al primo, vi lascio i booktrailer della saga.




voto 3 stelline:


effy

2 commenti:

  1. Io ho letto la versione originale e mi era piaciuta davvero tantissimo, il secondo invece è un po' sceso di qualità quindi se non ti ha esaltato neanche questo, beh non ti consiglierei molto il successivo :) Sono comunque relativamente d'accordo con te sul personaggio di Alina:3

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    1. A questo punto, non so se sperare o meno in una brutta traduzione, considerato che lo stile è la cosa che mi ha lasciata più amareggiata. Il successivo lo leggerò per poter giudicare la saga nella sua interessa, e spero con ardore che il romanzo possa coinvolgermi più di questo (:

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