domenica 11 maggio 2014

Recensione: Cartoline di morte.

Titolo: Cartoline di morte
Titolo originale: The Postcard Killer
Autori: James Patterson, Liza Marklund
Casa Editrice: TEA (o Longanesi)
Pagine: 304 (o 290)
Prezzo: €8.90 (o €18.60)

Una scia di morte attraversa l’Europa. Sono giovani, belli, felici. Sono giovani coppie in viaggio di nozze, in giro per le più importanti capitali europee. Hanno tutta la vita davanti.
Ma sono morti che camminano. Perché qualcuno li uccide e ricompone i cadaveri in pose enigmatiche, li fotografa con una Polaroid e poi invia la foto a un giornalista del quotidiano locale. Ma quel giornalista sa che cosa lo aspetta, perché pochi giorni prima ha ricevuto una cartolina dai killer, una cartolina di morte.

Roma, Francoforte, Copenhagen, Parigi… e Stoccolma.
Jacob Kanon, detective del NYPD, è l’unico sulle tracce dei killer, ma è sempre un passo indietro. Eppure non si arrende, non può cedere, perché ha un motivo del tutto personale per fermare la strage. Ora, finalmente, è a pochi passi dalla soluzione. Stoccolma potrebbe essere l’ultima tappa della catena di omicidi. Tutto dipende da una giornalista svedese, la giovane e agguerrita Dessie. Lei ha ricevuto l’ultima cartolina di morte e solo lei può aiutare Kanon, prima che i killer mettano in atto una contromossa imprevista. O forse l’hanno già fatto?

Gli autori.
James Patterson è “semplicemente l’autore di thriller più venduto nel mondo” (Panorama) e ha saputo conquistare ovunque un vastissimo pubblico, tanto da entrare nel Guinness dei primati. In questa collana sono apparse le sue serie di maggior successo: i romanzi del detective Alex Cross e quelli delle Donne del Club Omicidi.
Liza Marklund, giornalista, scrittrice e moderatrice tv, è l’autrice della serie poliziesca di Annika Bengtzon, un successo internazionale. Vive tra la Svezia e la Spagna con il marito e i tre figli.

Recensione.
Una serie di delitti inquietanti scuote dal profondo l’animo degli europei e tutta l’Europa è macchiata del sangue di quelle povere coppie che sono state assassinate. Coppie in viaggio di nozze che sono state adescate, drogate, uccise e messe in posizioni strane. Italia, Spagna, Grecia, Francia e Germania. I killer sembrano introvabili, anche perché i vari organi di polizia di ogni stato non vuole collaborare con gli altri, credono di essere i migliori. Solo Jacob Kanon sta unendo i puntini che i killer hanno lasciato in giro per l’Europa, dei puntini che spera lo portino da loro.
Jacob Kanon è un detective della omicidi del dipartimento di polizia di New York ed è completamente fuori dalla sua giurisdizione, ma quando una delle vittime diventa la sua stessa figlia, la giurisdizione non ha più confini. Ha promesso a sua figlia che avrebbe trovato i suoi assassini e non può fallire.
Quando i killer, come consuetudine, mandano una cartolina della città ad una giornalista di Stoccolma, Jacob capisce che le prossime vittime saranno proprio trovate lì, a Stoccolma. Da solo però non può farcela, per questo chiede aiuto e supporto alla giornalista Dessie, che anche se con qualche riserva iniziale, decide di fidarsi di lui.
Insieme i due ricostruiranno i pezzi del puzzle che i killer hanno lasciato. Riusciranno a prenderli o i killer avranno un asso nella manica?

James Patterson, tu sei l’uomo della mia vita, ma ancora non lo sai. Scoprilo!
Patterson è un genio, qualsiasi cosa scrive riesce a darti i brividi, davvero. Probabilmente anche le sue liste della spesa fanno venire il latte alle ginocchia. Della Marklund non posso dire niente, perché non ho mai letto niente di suo, ma so che sicuramente che l’ambientazione di Stoccolma è sua, essendo svedese e avendo ambientato i suoi romanzi tutti lì. E, mi dispiace dirlo, questa è una delle cose che non mi è piaciuta. Sicuramente Stoccolma è una città fantastica, ma tutti quei nomi illeggibili, il fatto che nominasse luoghi senza presentarli affatto mi ha reso particolarmente irritata e non mi ha fatto godere a pieno del resto della narrazione.
Ammetto, anche, che fino a un terzo/metà del libro sono stata in dubbio serio se finirlo o no. Mi sembrava di leggere di aria fritta. Fin dalle prime pagine noi lettori sappiamo esattamente chi sono i killer, poiché alcuni capitoli sono visti dalla parte loro e altri da quella degli investigatori. Il punto fondamentale, quindi, era diventato far sì che Jacob e la polizia riuscisse a prenderli. Cioè, oltre duecento pagine di “Chi diavolo sono? Dove staranno? Cosa faranno?” pur sapendo noi benissimo chi sono, dove sono e cosa hanno intenzione di fare. No, non ce la potevo fare. Poi accade qualcosa di inaspettato e ti rendi conto che gli autori sono due geni del male e ti domandi se tutto quello che hai letto prima sia la verità oppure no. Se ciò che hai letto e compreso sia legato o no a ciò che stai leggendo. Ti domandi per tutto il tempo: “Come diavolo è possibile? Come hanno fatto a pensarci?!”.
L’aspetto, quindi, del poliziesco è semplicemente sensazionale, niente da dire. Il resto, beh, no. Come ho già detto l’ambientazione non mi è piaciuta, credo sia stata giusto accennata e avrebbe potuto essere più specificata. Anche i personaggi, secondo me, non sono stati presentati a pieno, non si ha la sensazione di conoscerli fino in fondo e quindi spesso si rimane confusi dopo che hanno preso una tipologia di decisione, poiché non riesci a comprendere il motivo.
Ora, prendetelo come spoiler, oppure no: nonostante tutto ciò che questo libro può non sembrare, è un rosecrime. Già, c’è una o più storie d’amore all’interno di questo romanzo, che hanno un ruolo importante all’interno della storia. Sinceramente: non me lo aspettavo, sono proprio, come si suol dire qui da me, caduta dal pero. E’ l’ultima cosa che potresti immaginare e loro la fanno accadere. Per quanto il rosecrime sia il mio genere preferito, no, pessima, pessima, pessima idea.
Lo consiglio? Non saprei. Da un lato la parte poliziesca è così perfetta che mi verrebbe voglia di dire di sì, dall’altra il resto mi fa dire “no, non ne vale la pena”.
Voto:



Charlie.

2 commenti:

  1. Mmmm.... mi ha sempre ispirato, ma con Patterson non ho un bel rapporto! Passo, ma mai dire mai :)

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  2. A me Patterson invece piace. Forse perchè ho un debole per il genere thriller/poliziesco, chissà...

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