lunedì 16 giugno 2014

Recensione: Corpi senza volto.

Titolo: Corpi senza volto
Autrice: Tess Gerritsen
Saga: Rizzoli&Isles #3
Casa Editrice: TEA
Prezzo: € 9.00

Boston, pochi giorni a Natale. La città è imbiancata dalla neve, serrata dal gelo in attesa delle festività. Ma la morte non ha rispetto per luoghi sacri o ricorrenze: Maura Isles, patologa della polizia metropolitana soprannominata la «Regina dei Morti», viene convocata dal detective Jane Rizzoli a ora tarda, nella cappella del convento di Nostra Signora della Divina Luce. A terra giacciono due corpi massacrati: la novizia Camille e l'anziana suor Ursula. Per la giovane non c'è nulla da fare, ma sorella Ursula viene trasportata d'urgenza in ospedale. Forse, se riprende conoscenza, potrà fornire qualche indizio... Jane Rizzoli sta per scendere di nuovo all'inferno, sulle tracce di un feroce assassino. Un thriller crudo e amaro dai risvolti agghiaccianti dove le donne, colpevoli o innocenti, vittime o investigatrici, sono al centro dell'intrigo.

AUTRICE.
Tess Gerritsen (1953) è una scrittrice statunitense di thriller: i suoi libri sono stati tradotti in 31 lingue con oltre 15 milioni di copie vendute. Ha abbandonato la carriera di medico per dedicarsi completamente alla scrittura. Ha vinto il Nero Wolfe Award con Vanish e il Rita Award per il Chirurgo. Attualmente vive nel Maine. 

RECENSIONE.
Terzo libro della saga su Jane Rizzoli e Maura Isles, una saga che io personalmente amo profondamente. Se seguite il telefilm state pronti a sapere che i personaggi sono totalmente diversi da quelli dei libri; l’unica cosa di uguale sono i nomi e a volte nemmeno quelli.
Conosciamo già i personaggi di Jane e Maura (e anche tutti gli altri) dai due libri precedenti, ma possiamo dire che questo libro si può tranquillamente leggere anche senza aver letto i due precedenti.
Jane Rizzoli è la classica poliziotta che deve mostrarsi dura, poiché una delle poche detective della sezione omicidi ad essere una donna e non un uomo e per ottenere rispetto deve dimostrare di essere esattamente come un uomo. Nessun sentimento, nessuna incrinatura, nessuna debolezza. La sua forza di volontà è anche più grande di quella di un uomo, il fatto di non darsi mai per vinta, di voler scoprire la verità sopra ogni cosa la rende una delle detective più brave. Per quanto sia minuta e, dalla descrizione, anche non proprio bellissima, la sua forza e il suo carattere la fanno spiccare sopra agli altri.
Al suo fianco, a dare voce alle vittime, abbiamo la dottoressa Maura Isles, un medico che non crede a nient’altro se non alle prove. Le tracce ematiche, il rigor mortis, i frammenti di epitelio sotto le unghie, i filamenti trovati sui lembi delle ferite, ecco in cosa crede Maura Isles. E’ stata rinominata dalla polizia “La Regina dei Morti” e, per quanto non trovi quel nome così bello o gentile, sa che i morti sono gli unici che non mentono mai, ormai non ne hanno più motivo.
Le due riescono a ricostruire sempre la verità: una riesce a far parlare i morti, l’altra i sospettati. Sono una squadra così mal assortita (una dalla camicia spiegazzata, l’altra sempre ordinata e perfetta) che funzionano perfettamente.
Jane è affiancata dal detective Frost, che altro non fa che parlare di sua moglie ed è sempre maledettamente gentile. Maura, invece, ha come assistente Yoshima che sa sempre cosa deve fare e non emette quasi mai un fiato.
Jane e Maura hanno dovuto affrontare casi difficili prima di quel momento, ma quando vengono chiamate per un omicidio in una convento entrambe si rendono conto che non sarà un caso facile. Una giovane novizia è a terra, coperta di sangue, con la testa fracassata. Poco lontano da lei altro sangue, che però non è suo, ma dell’altra vittima, che però è sopravvissuta. Due suore: la giovane Suor Camille e l’anziana Suor Ursula. Perché mai qualcuno dovrebbe uccidere delle suore di clausura? Un attentato contro la Chiesa? O forse quelle due suore nascondevano un segreto?
E quando anche una vecchia conoscenza dell’FBI torna a farsi vivo, Jane capisce che è ora di affrontare una delle sue paure più grandi.
Ambientazioni inquietanti, una descrizione dei crimini che potrebbe far venire la pelle d’oca a chiunque e dei personaggi con i fiocchi: ecco gli ingredienti segreti della scrittura di Tess Gerritsen.
Una scrittura semplicemente fluida, non ti viene voglia di staccarti dal romanzo finchè non sei all’ultima pagina, all’ultima parola.

E’ tutto così fantastico, allora perché darò 4 stelline e mezzo a questo romanzo? Semplice: ho trovato degli errori di battitura e, per Giove, io li odio. 


4 commenti:

  1. *-* ecco, cercavo da tempo un thriller serio e fatto bene e che mi ispirasse, questo sembra bello da come ne parli! Le ambientazioni inquietanti le adoro, e i personaggi devono essere fatti bene! Mi segno il nome di questa autrice e questo libro!^^
    per gli errori di battitura... irritanti, parecchio.

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    1. Come ho detto sopra è il terzo libro di una saga e, beh, il primo mi era piaciuto ma non come i successivi (te lo dico nel caso volessi partire dal primo).

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  2. Uh. Mi attira tanto tanto :)

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