martedì 8 luglio 2014

Recensione: Il Sogno dell'Incubo.


Il sogno dell'incubo
Marta Palazzesi

Casa Editrice: Giunti Y
Pagine: 496
Prezzo: €12.00
Data di uscita: 9 ottobre 2013

Come vivere sapendo che nell’attimo in cui la persona che ami morirà, proverai il suo dolore? Questa è una delle tante domande che Thea Anderson, giovane cacciatrice di demoni Azura dal carattere focoso, non riesce a smettere di porsi. E gli incubi che tormentano le sue notti, da dove vengono? Chi li insinua nella sua mente? E perché molte persone a lei care si comportano in modo inspiegabile nell’ultimo periodo? Per trovare le sue risposte, Thea sarà costretta a varcare i confini del Palazzo e ad addentrarsi in un intricato groviglio di verità. In un rocambolesco viaggio insieme a chi credeva ormai perduto, scoprirà un antico segreto, lotterà contro creature leggendarie e danzerà ancora con la Morte. Ma sarà il suo cuore il nemico più crudele. Potrà l’amore essere più forte dell’orrore? Nel suggestivo scenario delle campagne rumene, tra folklore, antiche credenze e incontri inaspettati, la caccia continua. 

Capita di non ricordare un sogno, 
 ma un incubo non si dimentica mai.

Inizio questa recensione scusandomi, poichè confesso di aver impiegato decisamente un tempo eccessivo per pubblicare questo post. Ciò è dovuto non al fatto che mi siano occorsi otto mesi per la lettura di tale romanzo - ci avrò messo un paio di giorni - ma al fatto che mi siano occorsi otto mesi per decidere di leggere tale romanzo.
Tutte le colpe, se mi è permesso, sono da imputare al prologo, distribuito online poco tempo prima della pubblicazione del libro stesso. In particolar modo al pezzo finale del prologo, insomma, questo qui:


 "E, per concludere in grande stile, adesso stavo morendo.
Be', se non altro non sarei morta vergine.
Sempre meglio di niente, No?"


Prima di esprimere qualsiasi commento a riguardo, avviso che tale recensione cercherà di essere il più seria possibile, ciononostante non priva di spoiler. 
Analizzando per un secondo la strofa sopra citata, permettetemi, e permettetemi per tutta la durata della recensione, di dire che quell'insieme di frasi è raggelante. Sono ancora in preda a convulsioni e brividi spasmodici al semplice pensiero. No, no e no. 
Se volevo leggere frasi del genere compravo il primo harmony esposto in bella vista in vetrina. Il concetto è agghiacciante e trasmette un messaggio assolutamente, totalmente, completamente, senza via di scampo sbagliato. Quasi la protagonista volesse crogiolarsi nella perdita della sua verginità. Ma cos- 
Un colpo basso, mi spiace dirlo. 
Immaginatevi le mie aspirazioni una volta letto una cosa del genere. 
E non avevo neppure iniziato il libro! 

Nella trama vediamo Thea, la nostra irriverente e giovane protagonista, alle prese con una punizione negli archivi della scuola, in seguito al suo tentativo - alla fine del primo romanzo - di entrare nel Mondo Sotterraneo seguendo Damian, il ragazzo di cui è innamorata. 
Chiarito ciò, le iniziali duecento pagine presentano lo stesso spessore di un episodio di 90210. Intrighi? Tradimenti? Vendette? Diciamo pure un gruppo di adolescenti in crisi, alle prese con i loro drammi e la loro libido, il tutto affrontato in modo superficiale e immaturo. 
Se il libro mi fosse stato presentato come le esperienze di un gruppo di amici adolescenti, avrei anche potuto tentare di essere compiaciuta e farmelo andare giù. Invece le vicende vengono spiegate in modo quasi insulso, giusto per essere messe lì e riprese in un secondo momento. La decantata curiosità di Thea rimane un capriccio maleducato e, nonostante per tutto il libro le venga ripetuto di smetterla di tentare di aiutare gli altri, per la verità lei non fa mai nulla di concreto per cercare di sistemare la situazione, se non atteggiarsi a supponente ragazzina viziata. 
Se speravo in un miglioramento dal primo romanzo, qui Thea è addirittura peggiorata. E' rimasta rumorosa, presuntuosa e sciocca. D'altro canto, da una protagonista che è capace di partorire quella nobile frase che saluta e schiamazza dal prologo, cosa dovevo aspettarmi? 
Alex, sei stato scaricato!
Dall'autrice, non da Thea.
Se la presenza di Thea è fin troppo costante e fastidiosa, il resto del cast è sfuggevole e la loro caratterizzazione completamente ignorata. Serena compare sì e no un paio di volte per piangere e sbaciucchiare il suo fidanzato, Caterina, l'oca subdola del Palazzo, ha un mezza scena di redenzione, non analizzata a dovere, dopo di che scompare dalla circolazione. Alex, ex parte del triangolo amoroso, sostituisce qualsiasi abbozzo di sentimento che provava per Thea trovandosi un'altra ragazza, per poi sparire nel nulla con la scusa di un ritorno in Russia - da vero deus ex machina, non c'è che dire. Finchè doveva resuscitare morti ed era di qualche utilità aveva scene nella trama, quando nessuno ha più bisogno delle sue doti la Palazzesi pensa bene di sbarazzarsene -. 
Ho provato un prudente fastidio durante tutta la lettura di queste prime duecento pagine. Non ne potevo più.
 A infiocchettare le suggestive vicende, una delle scoperte che, a livello di trama, mi ha lasciato un amaro in bocca che raramente permane: Thea scopre, grazie a sua madre, che ricordiamo essere una delle poche umane lì dentro - e certo, perchè in un Palazzo abitato da demoni e mezzi demoni e dotato di archivi e biblioteche con infiniti libri e informazioni sulla propria razza, è plausibile che la sola umana del romanzo conosca risposte di cui nessun altro ha la più pallida idea -, di avere un legame con Damian, un legame che lui ha creato grazie al suo bacio di Succubo che l'ha quasi portata alla morte e un legame che permette all'uno di sapere quando l'altra è a rischio di morte, e viceversa. Questo legame, oltre ad assere un allegato risparmiabile, sarà completamente inutile per tutta la durata del libro, se non una volta soltanto. UNA.
Del resto, in un libro dove l'elemento paranormal è talmente importante da costituire il 90% della storia, tra personaggi e avvenimenti, è perfettamente plausibile l'ignoranza generale che il lettore ha delle figure demoniache e delle loro influenze. Incubi e Succubi non sono ancora una volta altro che esseri umani che per meno di cinque volte all'interno del romanzo usano i loro poteri per comunicare con qualcuno attraverso i loro sogni.
Anche in questo libro tutto ciò che abbiamo della figura dei demoni sono accenni sparsi qua e là, leggende raccontate e fantasie nascoste. Nulla di concreto, nulla di mistico o misterioso o approfondito, se non storielle che non riescono neppure ad associarsi con la regione in cui la storia è ambientata - che mi pare fosse la Romania, boh, chi lo sa. -
A proposito di ciò, la promessa di un'esplorazione negli elementi del folklore rumeno e dettagli sul paesaggio e sugli usi e costumi di tale terra... v-voi li avete visti? Voi avete davvero letto qualcosa di caratteristico che rappresentasse l'est Europa? Ah, no? E non parlo di un paio di parole in russo o rumeno attaccate qua e là - e manco spiegate, ovvio, chi non sa cosa è una doamnă? Ammesso sia un nome.
Insomma, Thea ha passato la sua intera vita all'interno di un Palazzo, senza mai varcarne le mura e la prima volta che mette piede fuori non abbiamo nessuna sua reazione? Nessuna descrizione analitica del luogo, nessun elemento pittoresco, niente di niente. Ci spostiamo semplicemente da un luogo all'altro ma è come se non l'avessimo fatto. Il quadro che l'autrice ci dà di questo nuovo background è misero e sterile, ed è così che mi ha fatto immaginare la Romania, come una steppaglia incolore, e sono sicura che non è così. Perchè scegliere determinate ambientazioni e non sfruttarle affatto? C'è stata una scena in cui Thea guida un'auto e mi sono ritrovata a domandarmi quando e dove avesse imparato a guidare, quali erano i suoi pensieri nel provare un tale senso di libertà, che differenza c'era tra i luoghi in cui aveva guidato precedentemente e quel frangente. Niente. Nulla. Avrei preferito si fosse scelto di ritagliare tempo per queste cose che, per quanto banali, sono essenziali, a scapito di qualche dramma assurdo di cui Thea era capitano.
 Oltre a eventi di piccolo spessore, ci sono stati avvenimenti che avevano bisogno di essere approfonditi, ma che l'autrice ha semplicemente lasciato a se stessi, incorniciati dalle immancabili lamentele di Thea.
Col ritorno di Damian scopriamo che il ragazzo è riuscito nel suo scopo e ha ucciso i suoi genitori che, per scelta, erano stati tramutati in Azura. Ora, perdonatemi ma... sorvolando sull'inconveniente del divenire orfano, stiamo parlando di un figlio che assassina i suoi genitori... Palazzesi, un'analisi ai sentimenti di questo ragazzo, no? Perchè non soffermarsi su un evento così traumatico della vita di Damian, perchè non dare la giusta considerazione e il giusto peso, invece di lasciarci con l'unica informazione di lui che va in chiesa a pregare. Francamente, ma cosa ce ne frega? Io mi domando se Damian abbia ancora una qualche stabilità psichica. Non è una cosa da poco uccidere i tuoi genitori! Non riesco neppure a rendere il concetto perchè è così elementare, così banale e scontato che una cosa del genere debba avere uno spazio di discussione, un momento filosofico, uno scorcio alla psicologia umana che la sua semplice omissione mi lascia senza parole. Intanto però non ci vengono risparmiati questi dialoghi:



"Damian si fermò e si voltò verso il fratello, che camminava pochi passi dietro di lui.
<<Non nominare papà.>
Il suo era un tono carico di minacce. <<Hai capito?>

<<Senti, brutto figlio di puttana>> ringhiò Nicolae, <<Io mio padre lo nomino quanto cazzo mi pare.
Se non ti sta bene te ne puoi anche tornare...>>"

 Ci sono state varie cose in questo romanzo che mi hanno sconcertata, e i lati positivi sono esigui e insufficienti. Oltre alla scorrevolezza potrei pensare al bel tempo che mi ha regalato la sera, prima di andare a letto, perchè è un romanzo leggero, nella sua idiozia ha una certa piacevolezza che non è da poco. MA STOP. 
In definitiva - e per risparmiare altri spoiler gratuiti - non mi sento di consigliare assolutamente questo romanzo, per una serie interminabile di motivi:
-L'assurdo e inutile legame tra Damian e Thea. 
-l'hahaha esplorazione contestuale, con vivide e ricche descrizioni delle bellezze rumene. 
-La caratterizzazione nulla e nulla  nulla dei vecchi personaggi e dei nuovi introdotti, ma proprio nulla. 
-IL CAPITOLO 13. Probabilmente il capitolo più brutto nella storia dei capitoli scritti. NO.  
-La scarsa considerazione della verginità della donna (no,mi spiace, non sei di larghe vedute se proponi a una manica di adolescenti del sesso facile) e la libido instancabile di sti due che anche legati a letto e fasciati dalla testa ai piedi pensano solo a darci dentro. E basta! 
-Le proprietà linguistiche di Nicolae. Nessuno padroneggia il rumeno come lui! 
-Le inesistenti grandi rivelazioni e le scoperte che lettore e personaggi fanno al terzo capitolo ma sembra che debbano inculcarti col cucchiaino anche alla fine. Va così: 
Capitolo 3: "Oddio, ma quindi il cattivo è Tizio! Dobbiamo trovare un modo per incastrarlo" 
Capitolo 20 :"Oddio ma quindi il cattivo è davvero Tizio! Dobbiamo escogitare un modo per incastrarlo"

-THEA. 
-La parte finale degna della migliore puntata di Beautiful. Se ancora ci penso sono tentata di piazzarmi davanti a Canale 5 domani a mezzogiorno.


effy.

4 commenti:

  1. mmmm, se prima ero tentata di dare una seconda possibilità alla Palazzesi... adesso questa voglia mi è proprio passata. XD

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  2. A me non ispirava questa serie e ora.. Ciao ciao serie ahahahaah

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  3. Madonna. Io ho questo in libreria da quando è uscito. Ho odiato il primo, ma speravo ci fosse un minimo margine di miglioramente. Okay, lo metto in vendita u.u

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  4. Effy cara, mi mancavano queste tue recensioni sincere al 100% <3

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