giovedì 3 luglio 2014

Recensione: Quando il diavolo mi ha preso per mano.

Titolo: Quando il diavolo mi ha preso per mano
Titolo originale: Between the Devil and the Deep Blue Sea
Autrice: April Genevieve Tucholke
Casa Editrice: Piemme
Saga: Between #1
Pagine: 264
Prezzo:  €16.00
Data di uscita: 15 aprile 2014
Nel paesino di mare dove abita Violet White non succede mai niente... fino a quando River West non affitta la casetta dietro la sua e incominciano ad accadere cose inquietanti. River è soltanto un bugiardo dal sorriso irresistibile e un passato misterioso? O dietro i suoi occhi ipnotici si nasconde qualcos'altro? La nonna di Violet l'aveva sempre messa in guardia dai giochi che sa fare il diavolo, ma lei non aveva mai pensato che potesse nascondersi dietro un ragazzo dai capelli scuri che si appisola in giardino, adora il caffè e ti fa tremare di passione.

AUTRICE.
April Genevieve Tucholke va pazza per i vecchi film, i cattivoni dai capelli rossi, le cucine enormi e adora discutere di omicidi a cena. Vive con il marito in Oregon ai confini con la foresta. Questo è il suo primo romanzo.

RECENSIONE.
Prendiamoci tutti appassionatamente per mano (Diavolo compreso per rimanere in tema con il titolo) e andiamo a buttare questo libro in massa nella spazzatura. Non ce la posso fare, davvero. Ero davvero felice di leggere questo libro, forse perchè avevo letto recensioni entusiaste delle blogger che l'avevano letto in lingua originale. Ero entusiasta del fatto che fosse già uscito in Italia ed ero riuscita a procurarmelo usato spendendo meno della metà del prezzo originario ed il libro era praticamente nuovo. Sembrava tutto perfetto. Poi ho iniziato a leggere il libro e tutto è crollato come un castello di carta sotto la forza di un tornado.
Abbiamo Violet White, protagonista del libro, una ragazza che passa le giornate a leggere libri, a indossare gli abiti della sua nonna defunta Freddie e a cercare di non uccidere suo fratello gemello Luke che sembra fare di tutto per darle fastidio. Il libro comincia con lei seduta sul portico. Arriva poi un'auto che trasporta colui che affitterà la sua depandance, un diciottenne che solo con uno sguardo fa innamorare Violet. Già da qui si capisce come andrà avanti la questione. 
River, questo il nome del ragazzo, oltre a portare il suo bel faccino ad Echo, porta anche una serie di guai, infatti con il suo arrivo coincidono una serie di catastrofi che mai si erano verificate in quella piccola cittadina. Che sia una coincidenza o forse River centra qualcosa?
Partendo da qui si poteva fare meglio, decisamente. 
Le cose che mi sono piaciute di questo romanzo si possono contare sulle dita di una mano: l'dea di far intervenire il "Diavolo" (che poi, sarà un modo di dire oppure no?), il modo di descrivere le atmosfere cupe e dark era molto buono e beh, c'è un'altra cosa ma farei spoiler (se volete leggerlo selezionate il quadratino blu) - il fratello bastardo e sadico di River, non me lo aspettavo.
Il resto è tutto da buttare. Mi dispiace molto dirlo, ma è così. Non mi piace dare giudizi negativi sui libri, ma non ci posso fare niente, non voglio mentire. I personaggi sono uno peggio dell'altro e, quando pensate che ci sia una fine al peggio, scoprite che non c'è. Violet è insopportabile, pensa una cosa e poi fa l'esatto contrario, si fa ammaliare da un battito di ciglia, è uno dei personaggi più incoerenti di cui abbia mai letto. E pensa sempre costantemente alla nonna morta, tanto da prendere la sua camera da letto, indossare i suoi vestiti e tirare fuori il suo nome ogni volta che apre bocca. 
Poi abbiamo Luke, suo fratello gemello, un misogino maschilista che pensa solo ai suoi muscoli, alla sua stempiatura precoce e a farsi le ragazze. 
I due sono due ereditieri che però non hanno rimasto niente se non Candalù, la loro villa sulla scogliera che dà sul mare, che però ormai sta cadendo a pezzi. I due sono minorenni, vivono da soli e non hanno un quattrino. Allora cosa fanno per ottenere qualche soldo? Mettono in affitto la depandance e Violet, da grande genio quale è, la affitta a River, uno sconosciuto di cui sa solo il nome e nient'altro. Potrebbe essere un maniaco violentatore serial killer, ma non importa, dopotutto lui paga. 
Potrei fermarmi qui, ma voglio insistere. 
River è incostante tanto quanto Violet e lei lo descrive come un bellissimo, gentilissimo, sexyssimo, affascinantissimo e tutti gli "issimo" che potete immaginare. E invece è inquietante fin dal primo momento, quando si presenta a Violet. Cioè, piuttosto che affittarti la mia depandance vendo la casa e vado a vivere sotto un ponte, davvero. Ogni volta che River apre bocca abbiamo una bugia e ad un certo punto anche Violet inizia a farsi delle domande su di lui, ma ovviamente lui è troppo bello per riuscire a farla ragionare fino in fondo. 
Sunshine, invece, è la migliore amica di Violet (e l'unica amica, aggiungerei) e sta appiccicata a Luke come se non ci fosse altro uomo sulla terra. Per quanto River sia sexy, a sentire Violet, Sunshine si offre di baciarlo solo per sfilargli il portafoglio e basta. Il suo cervello ha un solo pensiero fisso: Luke, Luke, Luke. 
Già, non c'è fine al peggio. Io qui finirei con i personaggi, perchè veramente non ce la posso fare.
Lo stile di scrittura? Come ho già detto, il modo di descrivere le scene creepy e dark era ben fatto. Il resto è semplicemente insopportabile. Sembra stato scritto per dei dodicenni e, probabilmente, se questo libro fosse letto da qualcuno di quell'età otterrebbe un gran successo. Inoltre fino a metà del libro l'autrice descrive ogni cosa, ogni singola cosa: ogni sasso che vede ad ogni passo per andare in città, cioè, scrivimi che vai in città e amen; non ripetermi il percorso dieci volte. Alla fine, invece, descrive ottocento accadimenti così velocemente che ti viene il mal di testa.
E' una saga, lo so. E, anche se me ne pentirò, credo che la continuerò, non chiedetemi il perchè. Il finale non mi è piaciuto, spero solo che il seguito non peggiori, altrimenti non saprei come fare.
Voto:

Charlie.

2 commenti:

  1. Ho letto questo libro il mese scorso, e alla fine il mio giudizio era un po' contrastante e confusionario. Ancora adesso non so bene se mi sia piaciuto oppure no. Cioè, da un lato ho molto apprezzato la particolarità delle atmosfere create dall'autrice. Lo stile di scrittura a me non è dispiaciuto, è evocativo. Non so, sarà che mi piaceva l'idea della casa sulla scogliera, del mare e del "mistero" che circondava la cittadina. Le scene dark-gotiche sono originali e mi hanno sorpreso.
    Però poi tutta la suspense si risolve in un nulla. Cioè il finale è insipido, non è un vero finale, il "segreto" di River si rivela una cosa troppo poco elabrorata (come se l'autrice ci avesse perso sì e no due minuti ad inventarselo), e tutta la prima parte del libro si perde poi nella seconda parte. I personaggi non hanno fatto una grande impressione nemmeno a me, ma non li ho odiati. Io detesto gli amori a prima vista, perciò l'innamoramento lampo di Violet per River non l'ho apprezzato. E anche io l'ho trovata spesso incoerente e un po' stupida. Sunshine mi è stata antipatica per la maggior parte del tempo, ma non per tutto il tempo. Solo che il suo ruolo all'interno della storia era marginale alla fine. Luke all'inizio era odioso, ma poi mi è sembrato che almeno abbia dimostrato di voler bene alla sorella. Mi è piaciuto molto invece Neely, solo che l'autrice non lo ha proprio approfondito.
    Leggerò il secondo libro, sperando che la storia si faccia più chiara e interessante, che insomma l'autrice ci metta un po' più di sostanza, e non solo suspense che poi non risolve. :)

    RispondiElimina
  2. Ciao! Sono una nuova lettrice fissa del tuo blog!
    Anche io avevo letto e recensito questo libro tempo fa e non mi aveva appassiona tantissimo. Diciamo che non ha molto ripagato le mie aspettative!
    Se ti va, passa da me: libridicristallo.blogspot.it
    A presto!

    RispondiElimina

Ciao! Se ti va di lasciare un commento, mi farebbe molto piacere :)