mercoledì 13 agosto 2014

From Book to Screen: Outlander


Buon mercoledì, gente!
Stamane mi sono svegliata, ho giustamente procrastinato, e anzichè trovare un punto d'accordo e fermarmi per dedicarmi ad altro genere di cose (studia, effy, studia!) ho pensato a quanto mi mancava scrivere sul Blog e a quanto io ami rubriche come questa.
Oggi dedico uno spazio all'upcoming - upcoming, nsomma, sono come al solito in ritardo - serie tv firmata Starz sulla serie di romanzi di Diana Gabaldon. Sto parlando della saga de La straniera (in Italia edita non si sa bene da chi, e quando mai. C'è chi dice Corbaccio, chi TEA, un po' come la saga de Il Dardo e la Rosa che dovrebbe essere Nord ma, chissà come mai, io sti romanzi non li trovo mai in nessuna libreria. Librerie scadenti quelle che visito io!)
Sorvolando sullo scarso interesse che le Case Editrici - 'nto siete belle- dedicano ai loro stessi editing, con la speranza troppo riposta nell'illuminazione che il successo del telefilm provocherà alla direzione editoriale (già mi sto rivedendo mentalmente ristampa e cover nuova con la foto degli attori baldi e baldissimi), forse è tempo di fare una ricapitolazione generale.

Edizione Corbaccio
Outlander viene pubblicato nel 1991 (in Italia, La straniera, nel 1993 con una prima pubblicazione Sonzogno, e una riedizione nel 2003 con Corbaccio, che aveva diviso il malloppone in due libri distinti, un po' come la Mondadori ha pensato bene di pubblicare un 3x1 dei romanzi di Martin. Cosa non si fa per 5 lire in più) dall'ex professoressa universitaria Diana Gabaldon, la quale racconta di essere stata ispirata da un personaggio di un episodio del famigerato Dottor Who.
Edizione TEA
La saga, inizialmente prevista come una trilogia, ma che poi ha sentito l'esigenza di allungarsi di un tantino, ha come protagonista l'infermiera Claire Randall, una donna sopravvissuta alla Seconda guerra mondiale che, durante una seconda luna di miele col marito, Frank Randall, tra le campagne scozzesi scopre un varco nel tempo che la catapulterà nel 1743. Qui si imbatterà in un gruppo di ribelli scozzesi, e soprattutto nel giovane e avvenente James "Jamie" Fraser.
Costretta a diventare scozzese, Claire sposa Jamie, pur avendo già un marito nel suo tempo e incatenata in quello che, almeno inizialmente, è un matrimonio senza amore.
La storia ha una completezza non indifferente: un lato romance, focalizzato sui sentimenti contrastanti di Claire, prima verso suo marito e poi verso Jamie, uno action, la ribellione scozzese, la guerra con l'Inghilterra per l'indipendenza, un elemento paranormal, la capacità della protagonista di viaggiare nel tempo e un perfetto world building, con lo sfondo del panorama scozzese, usi e costumi di un tempo e un luogo ricchi di tradizione.
La straniera è una storia paradossalmente senza tempo, ed ho trovato davvero bellissimo notare fan che dopo vent'anni sono ancora così affiatati ed emozionati per la saga, che la supportano, nonostante molte non siano più ragazzine e che accolgono con enfasi ogni idea proposta.
C'è da specificare che la Gabaldin ha ricevuto numerose richieste in questi anni per adattare i suoi romanzi, ma solo il progetto della Starz è stato accettato, quindi i fan sono stati rassicurati dalla totale approvazione dell'autrice, che ha supervisionato sceneggiatura, scelte del casting, e ogni genere di particolare, e il risultato è ben riuscito.
La Gabaldin, da parte mia e almeno in questo campo, è un esempio da seguire. Un'autrice che non ha venduto la sua storia, che ci crede e che la ama al punto di sacrificare quel briciolo di visibilità in più che una trasportazione su grande schermo avrebbe portato con sè. Queste sono decisioni da rispettare, in un mondo e in un periodo in cui per qualche soldo si è disposti a fare troppo.

Di gente che sparisce, ce n’è in continuazione. Chiedete alla polizia. Ancora
meglio, chiedete a un giornalista. Per i giornalisti le sparizioni sono il pane
quotidiano.
Ragazze che scappano di casa. Bambini che si allontanano dai genitori e
scompaiono. Casalinghe che si scrollano di dosso le loro catene e, con i soldi della
spesa, prendono un taxi per la stazione. Finanzieri internazionali che cambiano
nome e svaniscono nel fumo di sigari d’importazione.
Molti vengono alla fine ritrovati, vivi o morti. Le sparizioni, dopo tutto, hanno
una spiegazione.
Quasi sempre.

Vi confesso di avere amato il primo episodio. Forse un po' troppo lungo, poco più di un'ora, ma un ottimo pilot per unire le atmosfere della Scozia nel 1946 con i sapori che quello stesso luogo gelosamente conservava più di cento anni prima. Un'accuratezza per il dettaglio, una finestra sulla bellezza bucolica di luoghi lontani, un cast di evidente talento. Come adattamento, e come prodotto a sè stante risulta un successo, a partire dalla meravigliosa sigla



Qualcuno di voi ha già visto il pilot di Outlander? Che ne pensate? E per chi non sapeva nulla, la storia vi incuriosisce?
POSTER DELLA SERIE TV


effy

6 commenti:

  1. Mi piacerebbe cominciare sia a leggere che guardare questa serie *__*

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    1. Adocchia il pilot, magari ti spreme ad acquistare il libro (: E' contraddittorio da dire in un blog letterario, ma vai sul sicuro xD

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  2. I romanzi sono usciti con la Corbaccio e ripubblicati, in versione economica, con la Tea. Succede così, fa parte del gruppo Gems: mi viene in mente un percorso simile con i thriller di Wulf Dorn, ad esempio, o con la Picoult. L'altra saga, invece, edita dalla Nord, in versione tascabile è sempre della Tea e io la vedo ovunque, sebbene non mi interessi un minimo. Ritornando alla serie: non leggerò mai i libri, ma il pilot mi è piaciuto. :)

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    1. Purtroppo l'esposizione o meno di certi romanzi in certe librerie dipende dalla richiesta e dalla disponibilità. Io non incrocio nulla se non infiniti Fabio Volo, e le numerose nuove edizioni di libri che stanno spopolando grazie, appunto, ad adattamenti televisivi o cinematografici. Ricordo i mesi che ho dovuto attendere per un Hunger Games con una cover che non c'entrava nulla e nemmeno in previsione di una versione economica, mentre ora devo calciarne via le copie al mio passaggio tra i corridoi delle librerie.

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  3. Anche io non credo di leggere i libri, ma il pilot mi è piaciuto tantissimo. I paesaggi magnifici, e con la versione in HD ancora più realistici!

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    1. Lo stile dell'autrice non mi entusiasma, è certamente una di quelle storie che funzionano di più visivamente, come appunto hai detto tu. Vedere i paesaggi descritti è tutt'altra cosa!

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Ciao! Se ti va di lasciare un commento, mi farebbe molto piacere :)