lunedì 17 novembre 2014

Recensione: La sposa silenziosa.

Titolo: La sposa silenziosa
Autrice: A.S.A. Harrison
Editore: Longanesi
Pagine: 336
Prezzo: €16.60
Data di uscita: 22 maggio 2014

In ogni coppia c’è una parola da non pronunciare mai: tradimento.
Jodi è la compagna perfetta e Todd non potrebbe mai fare a meno di lei. Abituata a vivere all’ombra del suo uomo, Jodi lo accudisce, lo asseconda, contribuisce a fare di lui, giorno dopo giorno, una persona di successo.
Elegante, sofisticata, sicura di sé, Jodi è una psicoterapeuta che ha rinunciato alla carriera pur essendo molto brava a scavare nella mente dei pazienti, almeno quanto lo è a mentire a sé stessa.
Todd è un uomo d’affari avido, egocentrico e, al contrario della moglie, molto prevedibile: tutto ciò che desidera se lo prende, soprattutto quando l’oggetto del desiderio sono le donne.
Todd e Jodi sono una coppia come tante.
Ma un giorno succede qualcosa che rischia di frantumare il loro rapporto mandandolo in pezzi affilati e taglienti, come uno specchio caduto a terra.
E’ in questo istante che odi capisce di non poter più essere una sposa silenziosa e di dover scegliere tra giustizia e vendetta.
Trascinante e coraggioso, questo romanzo d’esordio rende con assoluta precisione le sfaccettature e le contraddizioni che si nascondono nella vita di una coppia, coglie il mistero che la tiene unita ma anche il momento esatto che prefigura la catastrofe, avvolgendo il lettore nelle spire di una vicenda tanto terribile quanto umana.

AUTRICE.
A.S.A. Harrison ha esordito nella narrativa con La sposa silenziosa. Nel 2013, subito dopo l’uscita del romanzo negli Stati Uniti, la malattia contro cui stava lottando da mesi ha avuto la meglio su di lei. L’autrice, che viveva a Toronto con il marito, non ha fatto in tempo ad assistere al clamoroso successo del suo romanzo, che in poco tempo è arrivato ai vertici delle classifiche negli Stati Uniti e in Europa.

RECENSIONE.
Probabilmente sono io a non aver capito questo romanzo, quindi prendete tutto ciò che vi dico con le pinze. Quando sono andata in libreria a luglio la copertina di questo romanzo mi ha conquistata e la libraria mi disse che era un romanzo che era piaciuto a moltissima gente e anche io avevo sentito le stesse cose, così ho deciso di prenderlo. (Non lo stava facendo per fare una vendita in più, perché due secondi dopo mi ha detto che un libro che costava oltre i venti euro faceva schifo.)
Questo romanzo è la cosa più psicologica che abbia mai letto in vita mia, ma partiamo dalla storia.
Jodi e Todd, moglie e marito, o meglio, due conviventi more uxorio, cioè una coppia che vive insieme e che si comporta come se fosse sposata, ma in realtà non lo è affatto.
Todd è un uomo d’affari che si è fatto da solo con il tempo, ha costruito lui stesso la sua prima opera edilizia e, nonostante fosse il capo, non si faceva alcun problema a tirarsi su le maniche e dare una mano ai suoi operai. Jodi ha sempre apprezzato questo suo lato.
Jodi è una moglie perfetta, una di quelle che sta a casa tutto il giorno per pulire, cucinare, riordinare, curare il cane e occuparsi di tutte quelle faccende noiose e, oltre a questo, trova il tempo per fare la psicoterapeuta, anche se ha solamente pochi clienti. Todd ama la precisione di Jodi e la sua capacità di fare tutto.
Sembrano una coppia perfetta. Lei cucina la cena e lui prepara i drink. Lei sparecchia e lava i piatti mentre lui porta fuori il cane. Una di quelle coppie da favola. Ma purtroppo le favole nel mondo reale non possono sopravvivere.
Todd ha sempre ottenuto tutto ciò che voleva e, nonostante Jodi, ha sempre avuto molte donne. Lui crede che Jodi non sappia ma in realtà lei sa tutto, è brava a riconoscere i segni di chi mente o di chi nasconde qualcosa, eppure non ha mai fatto scenate, perché lui è sempre tornato da lei.
E se una donna gli impedisse di tornare da lei, cosa farebbe?
Questa è la storia di un uomo e di una donna che sono stati insieme per anni e anni eppure è come se stessero semplicemente giocando l’uno con l’altra. Lui con le sue menzogne e lei con i suoi giochi mentali che sembrano riuscire a controllare ogni cosa.
I capitoli sono scritti in maniera alternata, uno di questi racconta la vita vista da Lei e quello successivo da Lui, riusciamo a capire così i sentimenti, i pensieri e cosa hanno vissuto prima di questo libro e anche prima che si conoscessero.
Questo libro parla spesso di psicologia, da Adler a Jung, raccontando spesso il loro pensiero teorico e questo spesso e volentieri disturba la lettura, la appesantisce proprio a mio parere. Inoltre oltre alla storia d’amore e d’odio di Todd e Jodi vengono raccontate anche delle sedute di terapia di Jodi quando era più giovane con un suo ex professore, che fanno sorgere molti dubbi, per poi alla fine svelare il mistero. Ora, francamente questo non mi è piaciuto, è stato come se l’autore volesse aggiungere carne al fuoco per rendere la storia più interessante; a mio parere l’ha solamente resa più incasinata che mai. E’ come se parlando di mele ad un certo punto mi metto a parlare di pere. Non si capisce più niente.
Come ho già detto all’inizio questa cosa prendetela con le pinze, perché forse non avendo studiato psicologia approfonditamente ho perso dei passaggi, ma veramente non ho capito perché inserire questa cosa nella storia.
Una storia che già risultava caotica fin dall’inizio, che era traballante e particolarmente noioso. Quando però i giochetti con le ragazze di Todd portano a conseguenze che non possono essere nascoste sotto al tappeto la trama prende una svolta interessante. Il finale… strano. Non riesco a trovare un termine migliore di questo.
Consiglio questo libro? Forse a chi ha più nozioni di psicologia di me o a chi può interessare l’argomento. 

Voto: 


Charlie.

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