lunedì 23 febbraio 2015

Recensione: Half Bad.

Half Bad
Sally Green
Editore: Rizzoli
Pagine: 400ca
prezzo: 15,00

La Magia esiste, ed è spaccata da una guerra millenaria. Appartenere a un fronte definisce il ruolo di ciascuno nel mondo, garantisce compagni e alleanze; ma soprattutto decide chi sono i nemici, che vanno giustiziati senza rimorso. Nathan vive in una zona grigia: figlio di una maga Bianca e dell’Oscuro più terribile mai esistito, cresce nella famiglia materna, evitato da tutti, vessato dalla sorellastra, perseguitato dal Concilio che non si fida di lui e anno dopo anno ne limita la libertà, fino a rinchiuderlo in una gabbia. La stessa guerra che divide il mondo della Magia si combatte nel cuore di Nathan, in perenne bilico tra le due facce della sua anima, che davanti alla dolcezza di Annalise vorrebbe essere tutta Bianca, e invece per reagire alle angherie si fa pericolosamente Nera. Ma è difficile restare aggrappato alla tua metà Bianca quando non ti puoi fidare della tua famiglia, della ragazza di cui ti sei innamorato, e forse nemmeno di te stesso.

"The trick is not to mind. Not mind about it hurting. Not mind about anything."

Gente, non so proprio come iniziare questa recensione.
Comincio col dire che non mi aspettavo nulla da questo romanzo, e anche se avessi avuto qualunque tipo di aspettativa, ogni mia previsione sarebbe stata inevitabilmente stravolta.
Half Bad non è un bel libro, è un bellissimo libro.
Il primo impatto è insolito, inaspettato, affascinante: uno stile in seconda persona al presente, un elenco di ordini e sensazioni che si fondono nella creazione di una scena. In questa frangente e grazie allo stile descrittivo, il protagonista è il lettore stesso.
L'autrice crea uno strapiombo e ti pone in un bilico identificativo; in quel momento sei il protagonista, stai correndo tra gli alberi, senti l' odore di muschio e il terriccio bagnato sotto i piedi, però sei anche colui che ha in mano il libro, che si sta immergendo nel racconto, che sa e non sa cosa sta accadendo.
L'abilità di creazione di Sally Green è sorprendente.
Dopo il burrascoso inizio si verifica un considerevole cambiamento di scrittura, dunque siamo davvero introdotti alla storia dalla voce stessa, in prima persona al presente, di Nathan Byrn, il quale inizia raccontando dei primi anni della sua vita.
Scopriamo che Nathan è un Incanto, volgarmente mago, e nel mondo magico immaginato dall'autrice esistono due tipi di Incanti determinati dal sangue, Bianchi - buoni e puri - e Neri -cattivi e assetati di potere-. Nathan è figlio di un Incanto Bianco e un potentissimo Incanto Nero, e la delineazione del tipo di Incanto che è ed è destinato a divenire è un fulcro centrale del romanzo. Al compimento dei diciotto anni, ogni incanto riceve il suo Dono, il suo potere, grazie a un rito messo in atto dal sangue di un componente della famiglia.
Una metafora moderna e frizzante sulla crescita, sull'adolescenza, tra la flebile linea che separa moralità da immoralità. Nathan sa chi è ma è forzato da un sistema esterno a cercare cosa è, pressione che lo irrita e lo confonde.
Ci sono vari messaggi di base su cui l'autrice ha voluto lavorare, ma il messaggio che spicca tra tutti si posizione nella scelta di Nathan tra cosa è bene e cosa è male - e qui, la frase in copertina casca a fagiolo -.

Gli Incanti Bianchi, pur rappresentando il lato buono della magia, sono spesso e soprattutto crudeli e spietati, sadici ed egoisti, giustificando i loro atti di violenza in nome di un bene superiore. C'è da domandarsi fin dove si può parlare di atto caritatevole, cosa è bene e cosa di non bene può essere compiuto per del bene, fino a dove si spingono certi limiti e se mutano o meno la purezza di qualcuno in base allo scopo per cui sussistono.
Half Bad non è solo una bella storia magistralmente narrata, è una riflessione profonda sulla natura stessa dell'essere umano.
Nathan, è un protagonista particolare, non privo di moralità ma spinto principalmente dall'istinto di sopravvivenza e dal desiderio di conoscere suo padre. Il bellissimo rapporto che Nathan ha con il pensiero di suo padre è un elemento che ho molto amato; Nathan non ha pregiudizi, non giudica negativamente suo padre, nonostante venga dipinto da tutti come una persona orribile, un assassino privo di compassione.
Nonostante sia un protagonista in grado di offuscare gli altri, l'autrice si limita a caratterizzare solo lui, in quanto voce narrante, tralasciando i numerosi personaggi secondari, che rimangono celati da un velo di ambiguità, forse voluta.
In definitiva, anche perchè non voglio sapere come ho scritto la cose o potrebbe venirmi un colpo, Half Bad è più di uno young adult, è una ricerca che credo tutti dovrebbero effettuare.
E poi cavolo la copertina è fighissima! L'avete toccata? Io ho comprato il libro solo grazie alla cover - quando mai leggo le trame, eheh -
Avete capito bene, questa volta tumblr NON c'entra. Stento a crederci io stessa.

effy.
/2

10 commenti:

  1. Sto morendo dalle risate! Half bad è tra i libri che ordinerò a Marzo e se non fossi stata sicura prima, adesso lo sono. Mi hai convinto, non solo per la tua opinione sulla storia che mi fa presagire il meglio, ma quello che hai detto sulla copertina è stato illuminante.
    Scherzo.

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    1. Capirai quando avrai accarezzato la copertina. Perchè DEVI accarezzarla **

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    2. Ti sto immaginando come un cattivo di James Bond che accarezza il gattone bianco formato libro.

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    3. E' più un peluche della Ty a forma di maialino, ma ci sei andata molto vicino.

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    4. Avevi ragione, avevi ragione! Ho dovuto posarlo di forza altrimenti me lo sarei portato in giro tutto il giorno, adesso però assomiglio un po' a Gollum.

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  2. Tranquilla, nemmeno io leggo mai le trame ahahahah

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    1. Spesso possono rovinare l'atmosfera e spoilerarti gran parte del libro <-<

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  3. Ho letto questo libro nel mese di dicembre, sotto natale, ed è stato davvero meraviglioso. L'ho trovato molto particolare e a tratti molto crudo. Ma è stato proprio questo stile quasi brutale a farmelo amare ancora di più :)
    Per la copertina non ci sono parole, bellissima!!

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    1. Concordo :) la voce di Nathan è molto incisiva, è insolito per un romanzo di questo target. Sono contentissima che sia piaciuto anche a te :D

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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