venerdì 3 aprile 2015

Recensione: The Winner's Curse

The Winner's Curse
Marie Rutkoski
The winner's trilogy #1

pagine 355 ca
Inedito in Italia


In quanto figlia del generale di un vasto impero bellico che schiavizza i popoli conquistati, la diciassettenne Kestrel ha due scelte: sposarsi o arruolarsi. Ma Kestrel ha ben altre intenzioni.
Un giorno scopre gentilezza e spirito in un giovane schiavo messo all'asta. Gli occhi di Arin sembrano sfidare tutto e tutti. Seguendo il suo istinto, Kestrel lo compra - con inaspettate conseguenze. Non passa molto tempo quando si accorge di iniziare a provare qualcosa per Arin. 

Ma lui ha un segreto e Kestrel apprende in fretta che il prezzo che ha pagato per una persona è molto più alto di quanto avrebbe mai potuto immaginare.


“Isn't that what stories do, make real things fake, and fake things real?”

Ho iniziato The Winner's Curse in un modo che oserei definire bipolare: sembrava che nessuno in rete avesse detestato questa storia, dunque ero praticamente convinta che l' avrei adorata anche io. Eppure non mi aspettavo nulla, e non volevo farlo.
La trama è chiara, i personaggi e le vicende si sono rivelati essere molto di più.
Kestrel Trajan, la protagonista, fa il suo ingresso in scena immediatamente e da subito l'autrice ci permette di carpirne l'essenza; Kestrel è una ragazza dell'alta aristocrazia, piacente nei modi e nell'aspetto ma con la particolarità di una astuzia e intelligenza incredibile, unite ad arguzia e e senso logico che la rendono unica nel suo genere
Vi assicuro che mi sono totalmente innamorata di questo personaggio, del suo analizzare i comportamenti nascosti, le intenzioni, del suo unire la bellezza a una capacità di conversazione
sorprendente, a volte troppo schietta.
Il suo punto di vista è innovativo, fresco, persino nei suoi momenti di ingenuità e impulsività.
Potrei continuare per ore a lodarvela, sprovvista di poteri e particolari talenti fisici, Kestrel supera le avversità semplicemente sfruttando la sua intelligenza. E non per questo, Marie la rende meno umana. Anzi, la sua inesperienza e la sua emotività la rendono reale e concreta.
A fìdifferenza di Arin, il quale sembra trottare da un'evoluzione all'altra, Kestrel rimane fedele ai suoi principi e ai suoi modi d'essere, dal principio all'ultima riga.
Uno dei motivi vincenti di questo romanzo è sicuramente la meravigliosa protagonista che la Rutkoski è riuscita a porre su carta.

Oltre all'assurdo amore che è nato in me per Kestrel (Arin, who?), il mondo intessuto dall'autrice è un perno fondamentale: evidenti sono i riferimenti all'Impero Romano, incarnato dai Valoriani, il popolo di Kestrel, e della loro colonizzazione della penisola greca, ovvero gli Herrani, da cui hanno acquisito cultura e costumi, perfino il pantheon di divinità. La Rutkoski non si è limitata a ispirarsi a determinati eventi, bensì ha personalizzato il suo mondo unendo al background oggetti, vestiti ed eventi con un panorama che richiama il rinascimento (si può notare dal vestito stesso indossato dalla modella in copertina. Decisamente non un outfit in voga nel 10 dc!).
Il romanzo può essere benissimo diviso in due parti, spaccato a metà: la trama segue prima nello specifico il mondo Valoriano e successivamente gli Herrani. Nelle mani dell'autrice, lo stesso luogo, le stesse case, la stessa penisola, hanno degli stravolgimenti, mutano, si trasformano. Una perfetta padronanza della storia e del proprio mondo, con uno stile meraviglioso.
Si potrebbe temere l'intreccio amoroso, come la solita storia propinata alla Romeo&Juliet, tra due mondi diversi, famiglie che si odiano etc, invece l'argomento romantico si fa strada in modo differente, attraverso il rispetto, il coraggio di Arin e la curiosità di Kestrel.
Penso che sia davvero uno degli elementi che meno spiccano nel romanzo, seppure possa vantare scene molto belle, sensuali nella loro innocenza, riprova della grande chimica tra i personaggi:

Aveva i capelli sciolti che le ricadevano sulle spalle, un paio di tonalità più scure rispetto al vestito. Ne raccolse una manciata e cominciò a intrecciarli. «Ho sentito che andrete al ballo, stasera." Kestrel diede un'occhiata allo specchio e vide Arin in piedi dietro di lei. Si concentrò sul trucco ombreggiato dei suoi occhi. «Non ti è permesso stare qui", disse Kestrel. Non guardò di nuovo verso di lui, ma lo percepì in attesa. Si rese conto che anche lei era in attesa - in attesa della volontà di mandarlo via. Sospirò e continuò a intrecciarsi i capelli. Lui disse: "Partecipare al ballo non è una buona idea" "Dubito tu sia nella posizione per consigliarmi su ciò che dovrei o non dovrei fare. » Guardò verso il riflesso di lui. Il suo volto la rendeva un crescendo di nervi. La treccia le scivolò dalle dita, disfatta. "Cosa?" Sbottò. "Tutto ciò ti infastidisce?" L'angolo della bocca di Arin si sollevò, e sembrò finalmente se stesso, la persona che aveva imparato a conoscere dalla fine dell'estate. "'Fastidio' non è la parola esatta." Un velo scuro scese sul suo viso. "Di solito è Lirah a farmi i capelli" mormorò. Sentì Arin inalare come per parlare, ma non lo fece. Poi, con calma, disse, "Potrei farlo io." "Che Cosa?" "Potrei intrecciare i capelli." "Tu?" "Sì." Kestrel sentì il battito del suo cuore in gola. Aprì la bocca, ma prima che potesse dire qualcosa, Arin aveva attraversato la stanza e le aveva preso i capelli dalle mani. Le sue dita cominciarono a muoversi. Era strano che la camera fosse così silenziosa. Sembrava quasi che dovesse esserci un qualche tipo di suono quando un dito le sfiorò il collo. O quando lui lasciò ricadere una piccola treccia a sfiorarle la guancia. Ogni suo gesto aveva una risonanza come musica, e Kestrel non riusciva a credere che non potesse udire alcuna nota, alta o bassa. Emise un lento respiro. Le mani di lui si fermarono. «Ti ho fatto male?" "No."

Insomma, invece di perdermi in lallazioni, posso solo consigliarvi questo benedetto libro, come tutti i miei colleghi prima di me.
-effy

10 commenti:

  1. questa serie è nella mia TBRlist da poco ma già non vedo l'ora di leggerla!!!

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    1. Io l'ho scoperta davvero poco tempo fa. Inutile dire che la copertina mi ha catturato del tutto **

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  2. Io l'ho appena finito ma credo di essere una voce fuori dal coro perchè non mi ha entusiasmata più di tanto.

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    1. La lettura, ammetto, è andata molto a rilento a me. C'erano delle zone piatte, dei nosense generali, ma il pacchetto completo l'ho apprezzato. Pensi di leggere il secondo volume della serie?

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  3. Amo questa serie, soprattutto per il mondo che l'autrice è riuscita a creare... Tutti quei dettagli, le tradizioni e giochi! *__* ho appena iniziato The Winner's Crime e lo sto adorando... Mi erano proprio mancati Kestrel e Arin!
    Effy, complimenti per la recensione! ❤

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    1. La scrittura di Marie e quella meraviglia di Kestrel hanno vinto su tutto, poi il worldbuilding è così vivido eppure mutevole a seconda degli stati d'animo. La luce con cui immaginavo le case o il porto era differente a seconda dello stato d'animo di Arin o Kestrel. TWC2 dovrò iniziarlo il prima possibile, allora ** attendo la tua recensione.

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  4. Tanto amore per questo libro e per quei due cuccioli!! <3
    Adoro il nuovo header!

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    1. Grazie mille :D
      In realtà preferisco di gran lunga la cover del primo libro, ma ero in treno, il promesso wi-fi di Italo lasciava molto a desiderare e avevo solo questa cover in archivio quindi ho dovuto inventare. Sono contenta sia piaciuta lo stesso :)

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  5. Ciao, ti ho aggiunto alle cerchie di Google + e ho iniziato a seguirti su questo blog, se ti va ricambia.

    PS. Sarei interessata ad una tua anteprima del mio Ebook

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    1. Per questo genere di informazioni trovi il link ai nostri contatti nello slot in alto a destra :)

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