martedì 30 giugno 2015

Recensione: Regina Rossa

Regina Rossa
Victoria Aveyard

editore: Mondadori
Titolo originale: Red Queen #1
prezzo: 19.00 euro
pagine: 430 ca

Il mondo di Mare Barrow è diviso dal colore del sangue: rosso o argento. Mare e la sua famiglia sono Rossi, povera gente, destinata a vivere di stenti e costretta ai lavori più umili al servizio degli Argentei, valorosi guerrieri dai poteri sovrannaturali che li rendono simili a divinità. Mare ha diciassette anni e ha già perso qualsiasi fiducia nel futuro. Finché un giorno si ritrova a Palazzo e, proprio davanti alla famiglia reale al completo, scopre di avere un potere straordinario che nessun Argenteo ha mai posseduto. Eppure il suo sangue è rosso... Mare rappresenta un'eccezione destinata a mettere in discussione l'intero sistema sociale. Il Re per evitare che trapeli la notizia la costringe a fingersi una principessa Argentea promettendola in sposa a uno dei suoi figli. Mentre Mare è sempre più risucchiata nelle dinamiche di Palazzo, decide di giocarsi tutto per aiutare la Guardia Scarlatta, il capo dei ribelli Rossi. Questo dà inizio a una danza mortale che mette un nobile contro l'altro e Mare contro il suo cuore.

"Gli dèi ci governano tuttora, solo che sono scesi dal firmamento. E non sono più tanto benevoli."

Regina Rossa è quello che si può definire un "fenomeno editoriale".
Annunciato a metà 2014, con la meravigliosa cover e l'accattivante trama, ha fatto scalpore già prima della pubblicazione in patria statunitense, vantando decine di territori extra-americani interessati a tradurlo e promulgarlo e addirittura voci riguardo un adattamento cinematografico.
Come il proiettile di un esperto cecchino, il romanzo di Victoria Aveyard si è sparato ai primi posti della classifica redatta dal New York Times, guadagnando da subito una fama invidiabile.
La storia si svolge nell'immaginario territorio di Norda (ritenuto da molti una versione futura degli Stati Uniti, ma io rientro tra i più romantici del fantasy, considerandolo un mondo a parte) nel quale il colore del sangue è l'unica componente di distinzione tra individui: coloro che hanno il sangue argenteo, infatti, appartengono alla nobiltà o alle classi più agiate e possiedono tutti dei poteri, mentre quelli dal sangue rosso, privi di qualsiasi abilità sovrannaturale, sono schiavizzati dagli argentei, ridotti in miseria e arruolati obbligatoriamente all'esercito per combatter al fronte contro un nemico di cui, nel romanzo, non ci viene detto a sufficienza.
Mare Barrow è una rossa, una povera ladruncola di strada, quarta di cinque figli e, come i suoi tre fratelli maggiori, prossima all'arruolarsi, essendo vicina al compimento dei diciotto anni.
Mare, disillusa e impertinente, è una protagonista con cui mi è stato difficile trovare un legame, poichè nella sua cieca ricerca di giustizia, non sembra riuscire a vedere verità e realtà che, con un occhio meno accecato dall'odio e della rabbia, per quanto giustificata, sarebbero palesi.
I primi capitoli della storia descrivono la vita di Mare come rossa abitante di Palafitte, tra la disperazione per la mancanza di un lavoro che le permetterebbe di restare a casa, invece di doversi arruolare. Almeno fino all'incontro in una taverna con Cal, un ragazzo che le offre un posto a Palazzo. Sarà proprio lì che la ragazza, durante il Torneo delle regine, una competizione per scegliere la futura regina di Norda, scoprirà che, nonostante il suo sangue rosso, ha dei poteri anche lei.
E così, Mare diviene Mareena Titanos, una perduta principessa argentea, promessa sposa di un principe, una ragazza rossa in un mare di argentei.
(Mi sono appena accorta di non aver detto niente in più della trama. Meglio così.)
Siccome tutti sanno che sono una malata di cover e una drogata di tumblr, aveva aspettative tremende per questo romanzo. Innanzitutto, la versione "sangue blu" degli x-men mi intrigava molto, quella stramaledetta copertina è semplice ma evasiva, il titolo diretto e magnetico, volti nuovi, background nuovi, tutto sto successo che manco ai tempi di 50 shades, insomma, questo romanzo DOVEVA essere una bomba!

Victoria Aveyard aveva un grande potenziale ed è riuscita a sfruttarlo bene solo in parte. 

Innanzitutto, lo stile è troppo scarno: l'autrice sembra ricordarsi a stento di dover descrivere un mondo in cui nessuno è mai stato, e quando unisce un paio di frasi su ponti e ciminiere lo fa in modo confuso. Non per fare la pignola o la vanesia, ma Mare va a balli, cene, si presenta come un'aristocratica e la Aveyard non spende mai due parole sulle stanze del palazzo, sul cibo, sui vestiti. E' tutto lasciato a se stesso, come se ci bastasse sapere che Mare è qui o lì, nessun approfondimento, nessuna considerazione sul tipo di cibo o sulla quantità di cibo o se ci fosse o meno cibo; Mare proviene da una vita di povertà e sacrifici e, a parte preoccuparsi del suo orgoglio, non si preoccupa delle semplici cose che, oltre al colore del sangue, fanno degli argenti una casta diversa dai rossi.
Sapere in che stile fosse il palazzo o gli abiti mi avrebbe coinvolto di più durante la lettura.
"Eh ma queste non sono le cose importanti, il messaggio dell'autrice era un altro."
Okay, ma questo è un romanzo e da un romanzo mi aspetto almeno le basi del romanzo, o l'autrice poteva comunicare il "messaggio" scrivendolo come stato su facebook.
Ci sono delle cose che fanno di un libro un libro, e non un ammasso di opinioni.
In secondo luogo, la Aveyard pecca di originalità. Ma pecca così tanto che certe volte potremmo perfino metterci a parlare di plagio!
Un esempio è la frase: "Che ogni rivoluzione ha bisogno di una scintilla."
Vi ricorda qualcosa? Io un'idea ce l'avrei.
Sembra che l'autrice abbia raccolto varie cose da differenti romanzi young adult e li abbia ammassati con altri elementi per costruire il suo libro.
La Aveyard è stata accusata più volte di aver preso in prestito idee da delle sue colleghe, e si è difesa affermando di non aver ancora letto quei romanzi o almeno di non averli letti mentre scriveva e ricercava per Red Queen.
Intanto, però...

MA, Regina Rossa ha anche i suoi lati positivi, lati che sbucano fuori verso la fine del romanzo, dopo un periodo pressoché di stallo.
La tenacia di Mare la rende una protagonista coerente, risoluta e sicura delle sue idee e delle sue scelte. Nonostante i tumulti emotivi, il lato amoroso del romanzo, Mare combatte per dei principi, per una giustizia che non è disposta a sacrificare in nome a sentimenti incompresi; Mare non è una damigella in pericolo. Nonostante la sua ingenuità e nonostante ogni tanto fosse una presenza pesante, l'ho rispettata, a tratti ammirata, e l'ho compresa.
Quello che proprio non sono riuscita a comprendere è Cal, che sembra voler incarnare degli stereotipi di cui non sono proprio fan, ma sono sicura avrà maggior risalto nel secondo volume, dove magari scopriamo un po' più sti personaggi secondari! (altro punto a sfavore, la Aveyard introduce molti e dimentica altrettanti).
Maven è stato il personaggio che ho più apprezzato, futuro sposo di Mare, il principe dimenticato, l'ombra della fiamma, un ottimo esempio di come la forza della mente e della parola possa essere l'arma più efficace.
Sebbene i lati negativi sembrino maggiori, a suo modo il romanzo trova un equilibrio. I colpi di scena (alcuni veramente troppo palesi ma comunque accattivanti) riescono a risollevare un romanzo che per l'essere un New York Times bestseller un paio di domande ce le poniamo.
Peccato per lo stile, peccato per le frasi e le scene già viste, peccato per aver lasciato da parte dei personaggi, che sicuramente verranno trattati a dovere in futuro, Regina Rossa rimane comunque un libro che intrattiene, che stupisce e che appassiona, a suo modo.
(E peccato per il prezzo esorbitante. Scusa, Mondadori, ma DICIANNOVE euro? Ma come credete che la gente acquisti libri? Poi finisce con una bella sospensione, perchè le vendite non sono abbastanza e vi rifiutate di tradurre e portare il resto della saga in Italia, a meno che non spunti fuori il film. E rimaniamo fregati. Abbassate sti prezzi, che io con quei due euro in meno ci mangiavo, e voi perdete vendite perchè i diciassette euro di norma - che pure quelli non è che fossero abbordabili, ma vabè - qualche cliente in più ve lo assicuravano).
Comunque, bando alle ciance, il libro lo consiglio perchè, come ho già detto, i punti a favore e quelli a sfavore portano la bilancia sullo stesso piano, con la speranza che i volumi successivi siano scritti un pelino meglio e pensati magari solo dalla scrittrice.

voto. 3 stelline e mezza, pensa te che grande bontà, il mezzo punto è per la speranza.



-effy.

8 commenti:

  1. Mi sa che solo io l'ho trovato un buon libro. A me è piaciuto, non sono riuscita a staccarmi fino alla fine. Sì, forse è un po' carente dal punto di vista delle descrizioni, ma io ero comunque curiosa e quando un autore mantiene alta l'attenzione per me è promosso.

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    1. Concordo con te sul fatto che, a parte momenti piatti, Regina Rossa è un libro che mantiene attivo l'interesse, e questo fattore riesce a equilibrare tutti i fattori negativi. Difatti l'ho consigliato, ma purtroppo sono una rompiballe su arricchimenti e descrizioni, per me valgono una grossa percentuale del voto che do a un libro (:

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  2. Tutte le ultime recensioni che ho letto non sono del tutto positive, quindi mi sa che salterò questa lettura!

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    1. Aspetta come si evolve con le opinioni del secondo volume e la traduzione italiana, così hai tempo per l'edizione economica, che in questo caso è praticamente una necessità!

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  3. Io lo sto leggendo ora e, nonostante i lati negativi, la storia mi sta piacendo molto! Però hai ragione su Cal: sono a più metà del libro e, dopo che l'autrice gli aveva dato quel bel ruolo all'inizio, non ne ha parlato quasi più dopo..

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  4. Nonostante la recensione non propriamente entusiasta mi ha comunque ispirato, avrà dei pregi come ai detto tu e al momento vado alla ricerca di tutto ciò che si avvicina al fantasy come una disperata :)

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  5. Anche io gli ho dato 3 stelle. Sinceramente speravo in qualcosa di più, tipo come il trono di ghiaccio della Maas :/ Hai ragione sul prezzo, è veramente troppo! Già 17 euro sono tanti, figuriamoci 19! -.-
    Nella parte finale del libro mi sono un po' persa, sarà stato un po' per la stanchezza, ma la descrizione del combattimento finale era veramente un casino O___o Non sono riuscita per niente a figurarmi l'arena, e questo mi dispiace, perché -soprattutto nei fantasy- mi piace immaginare l'ambientazione.
    P.S.Vi volevo anche dire che nel mio angolino è in corso un giveaway di compleanno, mi farebbe molto piacere se voi partecipaste :3
    http://ossessionelibri.blogspot.it/2015/07/birthday-giveaway-1-year.html
    Grazie mille <3

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