sabato 3 ottobre 2015

Recensione: Siege and Storm

Leigh Bardugo
Siege and Storm

The Grisha Trilogy #2
Pagine 435
Inedito in Italia


Braccata attraverso il True Sea, tormentata dalle vite che ha preso con sè nella Distesa, Alina deve cercare di rifarsi una vita con Mal in una terra sconosciuta. Realizza che ricominciare da capo mantenendo segreta la sua identità di Invocatrice del Sole non è affatto facile. Non può sfuggire al suo passato e al suo destino per molto ancora. 
L'Oscuro è emerso dalla Distesa Oscura con un terrificante nuovo potere e un pericoloso piano che metterà alla prova i confini stessi del mondo naturale. Con l'aiuto di un famoso pirata, Alina ritorna nella terra che ha abbandonato, determinata ad affrontare le forze a raccolta contro Ravka. Ma, come il suo potere si accresce, Alina scivola profondamente nel gioco di magia proibita dell'Oscuro, e si allontana da Mal. In qualche modo, dovrà scegliere tra il suo paese, il suo potere e l'amore che ha sempre creduto sarebbe stata una guida - o rischiare di perdere tutto nella tempesta in arrivo. 

"Princes bleed just like other men."

E' passato parecchio tempo da quando la notizia dell'approdo italiano di Leigh Bardugo e dei suoi Grisha ha iniziato a circolare sulla rete.
Io facevo parte della stregue di persone che conoscevano la trama, erano emozionate dall'idea della storia e aspettavano entusiaste che la libreria aprisse le porte il giorno della pubblicazione.
Purtroppo, sono anche stata una dei pochi rimasti totalmente delusi dal prodotto presentato.
Le aspettative giocano davvero un ruolo enorme in diversi aspetti della vita, ma sul campo novellistico, possono determinare l'ascesa e la fine di un romanzo.
(No, non la sto facendo critica.)
Per me, la Bardugo non se l'era giocata bene.
Ci ho messo dunque parecchio tempo prima di considerare l'idea di rigettarmi nella storia e nei personaggi, complice il fascino del mondo della Bardugo, che se a livello di trama e caratterizzazione aveva praticamente toppato, era riuscita a costruire un background accattivante - paesaggi ispirati alla Russia, nomi sloveni, alchimia, vestiti di cui non capivo la forma, cervi e folklore. -


Siege and Storm mi ha positivamente stupito: con esso la Bardugo sembra concentrarsi su quello che di davvero interessante c'è nella sua storia, non senza però crisi adolescenziali da parte di... un po' tutti.

La storia inizia con Alina e Mal ormai fuggiti in Novyi Zem che cercano di far ripartire le loro vite, anche se a fatica, lavorando e spostandosi il più possibile. Alina, non potendo usare il suo potere, si indebolisce ogni giorno di più, senza contare che i sensi di colpa per l'espansione della Distesa, a cui lei ha contribuito, la lacerano. Questa parte iniziale del romanzo procede molto velocemente, difatti scopriamo praticamente subito che l'Oscuro è ancora vivo ed è sulle sue tracce. In due capitoli, Alina e Mal vengono scovati e condotti su una nave in viaggio verso Ravka. Qui, facciamo la conoscenza di Sturmhond, il capitano della nave, il personaggio meglio caratterizzato e più riuscito dell'intera serie (alla faccia dei cinque protagonisti).
La Bardugo decide di inserire più cose possibili in questo secondo volume, per la gioia di chi aveva trovato Tenebre e Ghiaccio assurdamente lento e incredibilmente piatto. Storie di piraterie, mostri leggendari, santi e fenici, crisi politiche e drama tra reali. 
Tentando di colmare tutte le lacune e di riempirci di quel gusto agrodolce provato col primo volume, la Bardugo decide di bilanciare fantasy e young adult e - se non fosse per Alina - l'equilibrio sarebbe perfetto.
Per chi invece ha amato anche il primo volume, non potrà credere a quanto il secondo salga su un livello ancora più alto, dimostrandoci come non ci siano limiti alla fantasia, nè confini al miglioramento.
Stilisticamente, avendo letto anche le novelle - che tra l'altro consiglio caldamente, tutte racconti folkloristici di Ravka -, la narrazione di Alina sembra turbare le capacità dell'autrice, che quasi rimane intrappolata nella voce della sua protagonista, a volte troppo insicura, troppo drammatica, troppo deconcentrata, ma che a modo suo cresce dall'immatura ragazza che ci ha accompagnato durante il primo volume. 
Con Siege and Storm, la Bardugo tenta anche di lanciare dei messaggi, di comunicarci le sue idee, il suo modo di interpretare fenomeni del mondo moderno. La figura di "Sankta" che accompagna Alina attraverso la sua ascesa, tra fanatici religiosi e figure del clero paradossalmente corrotte dalla loro idea di utopia, è stata la parte più riuscita del romanzo, a mio avviso, quella che ho più apprezzato.
"As we pushed deeper into Ravka’s interior, the crowds grew. They came from every direction, from cities, towns, and ports. They clustered in village squares and by the side of the Vy, men and women, old and young, some on foot, some astride donkeys or crowded into haycarts. Wherever we went, they cried out to me.Sometimes I was Sankta Alina, sometimes Alina the Just or the Bright or the Merciful. Daughter of Keramzin, they shouted, Daughter of Ravka. Daughter of the Fold. Rebe Dva Stolba, they called me, Daughter of Two Mills, after the valley that was home to the nameless settlement of my birth."
Dal punto di vista romantico, invece, avrei addirittura preferito che non ci fosse alcun punto di vista romantico.
Purtroppo, Alina è una ragazza di diciassette anni, coetanea con Mal, ma non per questo la Bardugo debba farli comportare tutti come dodicenni in piena esplosione ormonale!
Le scelte romantiche rasentano la stupidità più totale, sfociando in sceneggiate da terza elementare, roba che mi ha quasi condotto all'impiccagione.

Mal, tra l'altro, è uno dei personaggi che, nonostante le buone intenzioni e la bbbontà, non si possa far altro che detestare. Praticamente è un sassolino in una scarpa!
L'Oscuro, che in questo volume è stato un po' accatastato, mantiene un'arue di ambiguità e mistero che non sono facilmente svelabili. Su cosa mente? Quali sono i suoi sentimenti reali? Può davvero provarne? L'autrice rimane molto abile nel lasciare queste informazioni oscurate, e anche se l'Oscuro sembra piegarsi non si spezza mai. (Questa l'ho presa da una canzone di P!nk, confesso)
In definitiva, Siege and Storm è una degna continuazione di un'iniziale saga un po' MEH ma che ha saputo ben riprendersi. Peccato che non si abbiano notizie del suo arrivo in Italia.
Speriamo solo che non finisca nel dimenticatoio, ma conoscendo l'editoria italiana probabilmente le cose si smuoveranno solo con un eventuale adattamento cinematografico (che mi pare sia proprio in programma).
E che adattamento sia!


  effy

1 commento:

  1. Ah, se il primo libro è lento non so cosa penseresti di Red, Blue e Green: la saga delle pietre preziose! In nemmeno 200 pagine la Bordugo ha fatto accadere troppe cose, anzi, in ogni capitolo c'è qualcosa di nuovo e affascinante. Comunque sia, ha i suoi difetti è vero: la mancanza di descrizioni, per esempio è qualcosa che disorienta parecchio. E la velocità per me è uno dei difetti: Alina non aveva un attimo per stare a riflettere su quello che le stava capitando che subito succedeva qualcosa. Non so dove tu lo veda lento e piatto quando io lo vedo assurdamente veloce.

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