venerdì 24 gennaio 2020

Review Party: "La campana in fondo al lago" di Lars Mytting.

Buongiorno lettori!
Oggi parliamo di un romanzo su cui si è creato un grande hype prima dell'uscita.
Parlo di "La campana in fondo al lago" di Lars Mytting, edito da DeA Planeta, che mi ha inviato una copia per recensirla per voi. Vi ricordo che ogni recensione è sincera, a prescindere dall'invio o meno della copia da parte della CE.
Nel banner qui sotto trovate tutti gli altri blog partecipanti all'evento.


Titolo: La campana in fondo al lago
Autore: Lars Mytting
Editore: DeA Planeta
Pagine: 474
Prezzo: 18,00€ (cartaceo) - 9,99€ (ebook)
Dove acquistareAmazon
Data di uscita: 21 gennaio 2020

Norvegia, 1879. Nel piccolo villaggio di Butangen sorge una chiesa dalla bellezza austera e sublime. È un'antica stavkirke, interamente costruita in legno e intrisa di memoria, di leggende e di magia. È qui - tra i banchi spolverati di neve e un freddo capace di gelare il midollo - che un tempo si poteva ammirare l'ultimo arazzo tessuto dalle dita instancabili di Halfrid e Gunhild Hekne, gemelle siamesi unite "per la pelle" dalla vita in giù. Ed è sempre qui che le campane realizzate dal padre in loro onore rintoccano da sé, misteriosamente, ogni volta che una minaccia incombe sulla valle... Fino al giorno in cui il nuovo pastore decide di disfarsene nel nome del progresso e delle proprie ambizioni. Ma il reverendo non ha fatto i conti con Astrid Hekne, indomita discendente di Halfrid e Gunhild, disposta a tutto, anche all'inganno, pur di difendere le "sue" campane e sfuggire a un futuro che sembra già scritto. Intreccio di storie, epoche e destini, "La campana in fondo al lago è un omaggio vibrante allo "stupore dei tempi andati" e al fascino di una terra aspra e bellissima.

Partiamo dal presupposto che questo libro è di un genere che difficilmente leggo, perchè di solito non mi ispirano per niente e alla fine mi annoiano. Eppure ho deciso di dare una possibilità a questo romanzo, perchè la trama mi aveva incuriosito tantissimo. Ammetto che però finche non ho iniziato a leggerlo ho avuto il terrore che non mi sarebbe piaciuto e sarebbe stato un altro buco nell'acqua. 
Fin dalle prime pagine invece è riuscito a conquistarmi, costringendomi a procedere nella lettura senza mai posare il libro. La curiosità che l'autore riesce ad instillare nel lettore è tale da divorare il volume senza riuscire a fermarsi. 
Ci troviamo in un piccolo paese della Norvegia, dove Eirik Hekne donò alla chiesa cittadina due campane gemelle, dedicate alle sue due figlie gemelle siamesi morte prematuramente. Halfrid e Gunhild erano unite "per la pelle" ed erano abilissime tessitrici, tanto che i loro arazzi venivano pagati davvero molto e proprio completando un ultimo arazzo moriranno insieme. Queste due gemelle sembravano avere un unione particolare fra di loro, come se riuscissero a sentire l'una i pensieri dell'altra e a percepire anticipatamente i movimenti della sorella. 
Le campane a loro dedicate sembravano avere dei "poteri magici", poichè nei momenti di pericolo rintoccano da sole, come a voler avvertire il villaggio della minaccia incombente. 
Ci ritroviamo poi nel 1879, nello stesso villaggio. E' la notte di Capodanno e la neve non dà tregua, così come il freddo. Astrid Hekne entra in chiesa al rintocco delle campane che molto tempo addietro il suo antenato aveva donato al villaggio. La chiesa ormai è in condizioni critiche: troppo piccola per accogliere tutti e troppo fredda per poter essere un luogo accogliente per i fedeli. 
Photo by Tumblr
Il "nuovo" reverendo, Kai, si rende conto della situazione incresciosa in cui si trova e cerca di trovare una soluzione. Sembra trovarla e quindi la vecchia chiesa andrà smantellata completamente, dalle fondamenta fino alle campane, per sostituirla con una più grande, nuova e calda. Astrid non appena viene a conoscenza del piano del reverendo si oppone: è stata la sua famiglia a donare le campane al villaggio e quel regalo ha comportato tante difficoltà alla sua famiglia in seguito e non ha alcuna intenzione di vedere le campane "di famiglia" partire per un'altra località. 
Passato e presente sembrano intrecciarsi in una serie di coincidenze davvero particolari, che lasceranno il lettore con la bocca aperta. 

Sicuramente l'ambientazione è qualcosa di spettacolare: Butangen, il villaggio, è isolato e per questo antiquato rispetto al resto del mondo e soprattutto d'Europa. Per quanto ci troviamo nel passato è come se fossimo ancora più indietro nel tempo. E' innegabile che la magia del villaggio coperto di neve e ghiaccio che Mytting ci presenta non fa altro che intrigarci immediatamente. Bisogna dire però che forse l'autore si è forse soffermato un po' troppo nella descrizione del paesaggio, per i miei gusti. Questa sua descrizione però ci permette di vedere nella nostra mente il villaggio come se fosse esattamente davanti ai nostri occhi. 
E' meraviglioso anche questo incrocio di passato e presente, che sembrano essere una conseguenza dell'altra, ma che poi, tramite un po' di "magia", hanno un punto di incontro che sembrano cambiare totalmente le carte in tavola nel presente. Devo dire che questi piccoli avvenimenti non fanno altro che aumentare la curiosità. 

I personaggi principali sono Astrid, una degli eredi della famiglia Hekne. Il casato ha perso tutto lo splendore che aveva acquistato ai tempi delle gemelle siamesi: la creazione delle campane aveva esaurito ogni singola disponibilità economica della famiglia e questo ha portato alle generazioni future a vivere in condizioni sempre più disastrose fino ad arrivare proprio alla nostra Astrid.
E' una donna e questo nel 1879 la rende sicuramente inferiore agli occhi di tutti, ma vivendo in un paese così arretrato fa sì che la situazione sia ancora peggiore. Lei sogna di viaggiare, vedere terre lontane, mentre non può nemmeno uscire dal suo villaggio. E' una donna forte, dalla lingua vivace che sa esattamente cosa vuole, anche se sa che non potrà mai realizzare i suoi sogni. L'unica cosa che sente come realizzabile è la cotta che si è presa per il reverendo, anche se sembra che lui la stia ignorando, ma non potrà più farlo, poichè dopo la notizia dello smantellamento delle campane Astrid ha intenzione di farsi sentire.
Photo by Tumblr
Kai, il reverendo, è l'altro personaggio principale, che sembra nascondere due personalità diverse: da un lato vorrebbe seguire il cuore, dall'altro però si rende conto che ciò che gli dice il cervello è più sensato e più sicuro per il suo futuro. 
Astrid e Kai entrano in contrasto fra di loro più di quanto sia necessario a volte, poichè Astrid è sicuramente più sanguigna, più istintiva, mentre Kai decide di seguire la ragione. Sono agli antipodi e questo creerà situazioni che andranno a modificare in maniera catartica il corso della storia.

E' un libro che consiglio assolutamente agli amanti del genere; a chi non apprezza questa tipologia di romanzo consiglio comunque di dargli una possibilità, perchè l'autore sa come conquistarti pagina dopo pagina. 
Devo dire che c'è però qualcosa che mi ha lasciato perplessa: lo stile dell'autore nella maggior parte dei casi è molto poetico (molto apprezzato da parte mia), ma questo ci lascia nel dubbio alcune volte. Ci spiega ciò che accade con metafore o comunque in maniera blanda, come se non volesse dirlo chiaramente e quindi alcune parti rimangono un po' confuse.
Nei ringraziamenti finali l'autore ci fa sapere che è il primo volume di una trilogia e onestamente non so cosa ci racconterà nei prossimi libri, anche se ci sono un paio di elementi "buttati lì" in questo volume che non sono stati poi più tirati in ballo. 
Voto: 3.75 stelline.

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