giovedì 28 maggio 2020

Blogtour: "Gli strani viaggi di Giulio Verne" | Recensione "Viaggio al centro della terra"

Buongiorno lettori!
Oggi è l'ultimo giorno del blogtour dedicato a "Gli strani viaggi di Giulio Verne" edito da Mondadori. 
Ringrazio la casa editrice per avermi inviato una copia del romanzo. 
Per saperne di più sul blogtour, vi lascio tutte le specifiche nel banner qui sotto. 


Titolo: Gli strani viaggi di Giulio Verne
Editore: Mondadori, Oscar Draghi
Pagine: 1066
Prezzo: €28,00 (cartaceo) - €10,99 (ebook)
Dove acquistarloAmazon
Data di uscita: 26 maggio 2020

Nelle viscere della terra, sotto gli abissi dell'oceano, tra gli spazi siderali e le steppe siberiane, la penna di Jules Verne riesce a farci vivere mille avventure. 
Questo volume raccoglie i più famosi e i più amati racconti celebrando uno dei grandi maestri della narrativa fantastica. All'interno: 
-"Viaggio al centro della terra"; 
- "Ventimila leghe sotto i mari"; 
- "L'isola misteriosa"; 
- "Michele Strogoff"; 
- "Un inverno tra i ghiacci"; 
- "L'espresso del futuro".

Per la mia tappa del blogtour parleremo di Viaggio al centro della terra, scritto ovviamente da Jules Verne e pubblicato nel 1864.  Questo è un classico della letteratura e fa parte di un genere considerato il precursore della fantascienza, il romanzo scientifico avventuroso.
Questo libro narra la storia di Axel, protagonista del romanzo, e suo zio, il professor Otto Lidenbrock, alle prese con un viaggio straordinario.
La storia prende il via quando un giorno il professore ritorna a casa sua tutto concitato ed eccitato per un meraviglioso ritrovamento: un libro antico. Mentre lo sfoglia Lidenbrock ritrova al suo interno una pergamena, dove è riportato un crittogramma scritto in lingua runica. Dopo vari tentativi un'illuminazione li coglie e riescono a tradurre il foglio: vi sono le istruzioni per compiere un viaggio al centro della Terra, impresa già realizzata in segreto da colui che aveva scritto la pergamena, lo scienziato islandese del sedicesimo secolo Arne Saknussemm. Se il professore decide immediatamente di imbarcarsi in questo viaggio, Axel è restio ad assecondarlo, poichè pensa sia una cosa assurda. 

Axel però è un personaggio senza spina dorsale, che non ha la forza di imporsi su suo zio. Se nella sua testa le motivazioni per non partire sono perfette, poi si lascia condizionare dal professore e non riesce a prendere una posizione propria. 
E' solo dopo che hanno intrapreso il viaggio e si ritrovano sotto la crosta terrestre che Axel sembra assumere un po' di sicurezza in sè stesso: cerca di far valere le sue ragioni, prova a convincere lo zio con ogni mezzo ad ascoltare con razionalità ciò che gli sta dicendo. 
Purtroppo per lui, il professor Lidenbrock è un personaggio decisamente forte, caparbio e determinato e non ha la minima intenzione di lasciarsi fermare da niente e nessuno, tanto meno da suo nipote. E' chiaro che il professore sia un uomo dedito al suo lavoro, a quanto ami la mineralogia e tutto ciò che concerne la scienza. Si dimostra un uomo pieno di carattere e conoscenze in ogni ambito, dalla fisica alla biologia, dalla geografia alle lingue. Sicuramente è un personaggio particolare: ci viene descritto come un uomo strambo, che mette la conoscenza sopra ogni cosa, anche la salute fisica e mentale sua ed altrui.
Photo by fanpop
E' la forza e la determinazione del professore che permetterà al viaggio di procedere e al gruppo di non arrendersi.

Axel e lo zio partono da Amburgo, dove risiedono, alla volta dell'Islanda, luogo da cui partirà effettivamente il loro viaggio. Dopo aver reclutato una guida, Hans (un islandese grande e grosso), i tre partiranno alla volta del centro della terra. 
Le difficoltà non mancheranno, anche se tutto sembrerà partire molto bene. Il problema più grande è che non c'è una mappa precisa per raggiungere la meta, nè tantomeno hanno un'idea di ciò che li aspetta.  Ciò che si troveranno davanti li lascerà senza parole.
Riusciranno a raggiungere la meta e completare la loro impresa?

Devo ammettere che questo romanzo non è come mi aspettavo: immaginavo un libro avventuroso che coinvolgesse il lettore fin dalle prime pagine. Purtroppo non è così, poichè si tratta più che altro di una specie di diario di bordo, un resoconto del viaggio affrontato. Lo stile dell'autore è fluido, anche se si sofferma molto sul linguaggio tecnico scientifico sia durante la narrazione che nei dialoghi fra il professore e Axel. Molto accurate sono anche le descrizioni degli ambienti, che però risultano interessanti, poichè raccontano luoghi fantastici e di invenzione dell'autore. 
Questa modalità di narrazione purtroppo non riesce a coinvolgere il lettore, perchè anche le difficoltà maggiori che i personaggi dovranno affrontare vengono raccontate con estremo distacco: questo non permette di empatizzare con i personaggi e di farsi coinvolgere nell'avventura.
Nonostante il libro non abbia soddisfatto le mie aspettative, devo dire che per essere un libro del 1864 è sicuramente innovativo. I paesaggi che ci vengono presentati al centro della terra sono qualcosa di fantastico, che ci fa pensare a quanto la natura incontaminata possa essere meravigliosa e allo stesso tempo pericolosa. Anche la dicotomia di caratteri del professor Lidenbrock e Axel ci mostra come la natura umana possa essere varia e come due persone così diverse fra loro possano raggiungere obiettivi straordinari spronandosi a vicenda. 
Consiglio assolutamente questo racconto perchè è un romanzo classico adatto ai ragazzi, che tutti dovrebbero leggere. Sicuramente procederò con la lettura di altri romanzi dell'autore.

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